Recensione “Martini e follia” di Jessica Fletcher e Donald Bain

Un soggiorno a San Francisco si trasforma per Jessica Fletcher in una nuova indagine. Dopo una conferenza in un carcere femminile, la scrittrice trova nella sua borsa il diario di una detenuta, che con toni accorati proclama la propria innocenza. Kimberly, autrice di libri per l’infanzia, è stata infatti accusata di aver assassinato il marito, di cui peraltro sembrava innamoratissima. Jessica decide di aiutarla e, nel tentativo di scagionarla, rischia perfino di rimetterci la pelle.

Titolo: Martini e follia
Autore: Jessica Fletcher e Donald Bain

Editore: Sperling and Kupfer
Genere: Giallo
Data pubblicazione: 1 Luglio 1999
Voto: 4.5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 15€

Recensione

Ben tornati lettori, questo mese torno con un volume della nostra casa Jessica Fletcher. In questa occasione Jessica, vola a San Francisco. Durante un incontro in una prigione femminile, in cui si sofferma su quanto sia importante tenere un diario, soprattutto come aiuto e conforto in una situazione come quella che vivono quotidianamente le detenute. Incontra una ex giovane scrittrice di libri per bambini, Kimberly, imprigionata perché ritenuta colpevole dell’omicidio del marito.

Il vantaggio di un diario sta proprio qui. Non è necessario scrivere bene, perché solo i tuoi occhi lo leggeranno. Scrivere un Diario implica un processo che libera la mente e ti permette di rimanere in contatto con il tuo modo di sentire. Lo fai per te e per te soltanto. In un certo senso un diario è uno strumento che ti permette di vedere chiaro in te stessa.

La donna senza farsi notare, nasconde il diario iniziato alla vigilia della sua incarcerazione, in cui spiega la sua verità sostenendo di essere completamente innocente e di essere stata incastrata dal vero assassino del marito. Uomo che lei amava follemente e a cui non avrebbe mai fatto del male.

Jessica inizia le sue indagini e sin da subito incontra sulla sua strada persone convinte dell’innocenza della donna. Questo la spinge a scavare più a fondo, fino a quando durante una passeggiata sul famoso Golden Gate, uno sconosciuto cerca di spingerla oltre il parapetto, verso una morte certa.

Verrà in suo aiuto e soccorso l’amico di vecchia data, Goerge Sutherland di Scotland Yard, guarda caso anche lui a San Francisco per seguire alcuni seminari delle forze dell’ordine. I due verranno a capo di un intreccio sconvolgente, aiutando un’innocente a lasciare la galere e a raggiungere finalmente una libertà e giustizia, tanto agognata e attesa in maniera trepidante.

Anche questo volume nella sua semplicità risulta completo e a se stante. In questo caso l’ho trovato ancora più veloce e scorrevole dei precedenti. Due caratteristiche che non mancano mai nei testi di Donald Bain per La Signora in Giallo. Unica sfumatura che notiamo in maniera più intensa (finalmente), è un minimo Romance da parte di Jessica e George, ma anche in questo caso solo qualche accenno. E’ come se l’autore non voglia allargarsi troppo verso un altro genere narrativo, nemmeno inserendone qualche caratteristica sporadica, il tutto per mantenere intatto il genere giallo del libro.

Libro consigliato

Voto 4.5/5

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