Nella sua Prefazione il critico letterario Guglielmo Colombero, il quale definisce il romanzo «un prisma multicolore, stregonesco e sfuggente, da cui scaturisce una gamma iridata di sollecitazioni per il lettore» afferma che «L’autrice scavalca in scioltezza lo steccato della tradizione fantastica, immettendo fra le pieghe dell’intreccio un crescendo di colpi di scena mutuati dal filone avventuroso, che opportune pause meditative (e talvolta persino filosofiche) fanno lievitare al punto giusto».
Titolo: Semplice svolta del destino
Autore: Eleonora Fontolan
Editore: Planet Book
Genere: Fantasy
Data pubblicazione: 16 Giugno 2020
Voto: 4/5
Cartaceo -> 19€
Recensione
Al centro della vicenda, vi è il regno di Alamanerdh, attorno al quale ruotano tutta una serie di personaggi che ingaggiano una lotta al potere per detenerne il trono. Un usurpatore sottrae con la forza e con l’inganno, lo scettro alla famiglia regnante, sterminandola. Ma qualcuno è sfuggito a quell’agguato: Rejna, la principessa ancora in fasce, che oramai divenuta adulta, intraprende un viaggio per tornare a reclamare ciò che le spetta. Sarà aiutata, affiancata e supportata dal fidato amico Widar, il prescelto per il profetico duello contro un demone leggendario. Un fantasy ricco di personaggi non stereotipati, dalle personalità sfaccettate, in cui il bene e il male coesistono come nelle realtà quotidiana.
Un inizio con il botto, lo dico senza mezzi termini. Un fantasy infatti, che mi sarei aspettata pubblicato per una qualche grande casa editrice. Ho apprezzato particolarmente la cura dei dettagli, nelle descrizioni dei luoghi, degli ambienti e dei personaggi stessi. Fin da subito, si nota come, i tanti personaggi che ruotano attorno ai protagonisti della vicenda, siano curati e studiati nei minimi dettagli. Ognuno di essi infatti, ha un ruolo e non perde mai la rotta, né improvvisa per andare ad occupare il posto di un altro personaggio. Si ha come la sensazione di leggere un testo, i cui livelli sottostanti siano un’infinità, ma si sovrappongano in maniera perfetta, andando a dare vita ad una storia complessa, ma funzionale e del tutto autonoma dalla moltitudine di libri di questo genere pubblicati negli ultimi anni.
L’ambientazione magica delinea già dalle prime pagine quelli che saranno i punti focali di tutta la narrazione in maniera chiara ed esplicita, rendendo l’esperienza di lettura completa e ricca. Ho però patito a tratti il fatto che la scrittura fosse un flusso continuo con paragrafi che “non vanno a capo” con l’inizio di un nuovo capitolo. Una separazione a capitoli più netta, necessaria mio avviso, per rendere la lettura a comparti. Molto probabilmente vi sono lettori per cui questo tipo di struttura non è un problema, ma nel mio caso appesantisce molto la lettura. Tornando alla storia, mi sento di specificare come le arti magiche e le creature mitologiche facciano da sfondo a epiche battaglie. Si ha come la sensazione di essere in un film de “Il signore degli Anelli”.
Rejna e Widar incroceranno sul loro cammino una serie di preziosi amici, ma non mancheranno i nemici e nemmeno chi sorprenderà il lettore cambiando i piani iniziali e diventando un prezioso alleato. Le tematiche trattate sono l’amore, l’amicizia, la fiducia, il coraggio, la fedeltà ma anche lo sconforto, lo smarrimento ed il dolore che ruotano intorno ai vari personaggi Una tavolozza di colori insomma, un insieme che per nulla stona, ma anzi, ancora una volta permette di capire la portata e la profondità di studio e approfondimento del testo. Un bel fantasy minuzioso e completamente esauriente, con un esito per nulla scontato dove il destino farà la sua scelta lasciando una porta aperta per il prossimo capitolo. Di cui spero di leggere presto il seguito.
Ho adorato ogni cosa del testo, i protagonisti, le ambientazioni, il modo in cui le azioni vengono trattate. Unico neo, che ha reso la lettura non più fluente come le prime pagine. La struttura stessa come ho anticipato pocanzi. Sono infatti una lettrice che ha bisogno di suddividere mentalmente e visivamente ciò che legge. La sono sempre stata anche ai tempi dell’università e delle scuole superiori. Ma in queste due occasioni ovviavo al problema suddividendo io con colori, pennarelli o evidenziatori il testo. Cosa che però non potrei mai fare su un romanzo, lo vedrei come un sacrilegio. Ho quindi trovato difficoltoso per me, leggere questo libro da un certo punto in poi. Se siete come me infatti, non vi basta vedere uno spazio tra un capitolo e l’altro dove dovrebbe invece esserci il “salto” di pagina. Spero ne venga fatta una versione strutturata meglio, perché è veramente un peccato che a causa di un un cavillo del genere, un libro tanto bello rischi di essere accantonato.
Consiglio la lettura a tutti gli amanti del genere ma anche a chi abbia voglia di approcciarsi a una tipologia di lettura che ha tanto da regalare.
Voto 4/5
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