Bad boy | Jim Thompson 

“Jim Thompson ha catturato lo spirito del suo tempo.”

STEPHEN KING

“Vi invidio, se ancora non lo avete letto.”

JO NESBØ

“Il maestro indiscusso del noir di provincia americano.”

SEBA PEZZANI, IL GIORNALE

“I suoi romanzi proiettano una luce abbagliante sulla condizione umana.”

WASHINGTON POST

Cartaceo -> 15€ | Ebook -> 6,99€

Tutti i bambini sognano, ma non tutti i sognatori diventano scrittori in età adulta, trasformando le proprie fantasie in parole e proiettando le proprie aspirazioni su pagine ricche di avventure e drammi. Jim Thompson di sogni ne ha sempre fatti tanti, soprattutto perché il suo mondo ha orizzonti paradossalmente ben più limitati degli enormi spazi desertici del natio Oklahoma e dei promettenti cieli azzurri del West. Suo padre è a suo modo un ingenuo sognatore, incapace di cogliere il male che si annida in ogni anfratto umano, ed è quasi del tutto assente. La famiglia si stringe intorno alla madre, donna più pratica e meno propensa ai voli pindarici, ma le ristrettezze economiche e le difficoltà del periodo, alle soglie della Grande Depressione, non lasciano spazio all’ottimismo. È con queste premesse che il giovane Jim muove i primi passi importanti nella vita, sotto la guida di un nonno materno dalla personalità debordante, propenso agli scatti d’ira così come al fuoco del whisky e delle compagnie femminili proibite.

Passando da un lavoro temporaneo all’altro – per esempio, quello di fattorino d’albergo – senza smettere di scrivere, sua passione mai sopita, e indulgendo a sua volta in alcol e compagnie pericolose, Thompson racconta la sua vita con il sarcasmo che lo ha reso immortale. E, da buon narratore, trasforma la sua esistenza in un romanzo autobiografico, pubblicato per la prima volta nel 1953, che contiene tutti gli elementi delle storie da lui narrate negli anni attraverso i suoi personaggi. Qui il “bad boy” è lui e non ha bisogno di inventarsi altri protagonisti.

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