Cartaceo -> 17,10€ | Ebook -> 9,99€
Nell’agosto del 2021 l’esercito degli Stati Uniti ha lasciato definitivamente Kabul dopo aver combattuto una lunghissima e sanguinosa guerra. Ora che la sconfitta è venuta, è il momento di ammetterlo: l’America, l’Occidente, sono rimasti vent’anni in Afghanistan, vi hanno condotto una guerra, scelto e gettato via alleati e governanti, distribuito denaro (150 miliardi dollari l’anno) e ucciso migliaia di persone sulla base di un’antropologia immaginaria, tutta agghindata di mediocri astuzie: una favola che dava una forma confortante ai nostri desideri poiché, al di là del folclore e della storia, non ci siamo mai veramente occupati di chi siano gli afghani; non erano infatti i loro guai la ragione per cui eravamo andati in Afghanistan. Oggi, dopo vent’anni di questa fiaba sanguinaria, ancora non sappiamo chi sono davvero i talebani che ci hanno cacciati via, sono rimasti qualcosa di inaccessibile e di oscuro: quali classi sociali rappresentano? Dove reclutano martiri e guerrieri infiniti? Perché, e in che modo, ridotti a turbe di fuggiaschi sconfitti del 2002, sono diventati la bufera che a passi di lupo ha conquistato il paese? Da questa domanda nasce il presente libro, che è un dialogo notturno tra un ex capitano dell’esercito afghano e un giornalista occidentale, ed è fatto di semplice discorrere e narrare come in un accampamento attorno al fuoco, mentre la notte incombe. Un dialogo che è un viaggio dentro al cuore di tenebra dell’Afghanistan e una lunga meditazione sulla violenza che ha travolto un paese e rischia di condurlo al collasso.
-
Creature luminose: il dolce “comfort movie” di Netflix che scalda il cuore

Se state cercando un film capace di coccolarvi e regalarvi un momento di pura serenità, la novità su Netflix “Creature luminose” (adattamento del celebre romanzo Remarkably Bright Creatures di Shelby Van Pelt, che trovare in italiano a questo link Amazon) è esattamente ciò che fa per voi. Diretto con grazia da Olivia Newman, la pellicola…
-
Quanto conosci davvero chi hai accanto? Perché devi assolutamente guardare “Sposare un assassino” su Netflix

Ho appena finito di guardare una docuserie su Netflix che mi ha letteralmente tolto il sonno, e sento il bisogno assoluto di scriverne qui sul blog perché è qualcosa di profondamente diverso dal solito true crime a cui siamo abituati. Si intitola “Sposare un assassino” (titolo originale Should I Marry a Murderer?) ed è un…
-
Semi sotto la cenere: Quattro drammaturgie per una mappa del presente

In questa tappa si analizza la struttura “a costellazione” del volume. Sebbene i quattro testi possano vivere autonomamente, essi formano una genealogia emotiva coerente che attraversa il lavoro, la cultura, il genere e la memoria. In Mamma mi voleva professore si indaga la precarietà affettiva di una generazione che insegue la cultura in un Paese…
