HUNGER GAMES – Ballata dell’usignolo e del serpente | Suzanne Collins

  • Copertina rigida: 480 pagine
  • Editore: Mondadori (19 maggio 2020)
Cartaceo -> 22€ | Ebook -> 13,99€

L’AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    sono abbastanza scettico.

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    1. Muaty ha detto:

      dici? Io sono abbastanza curiosa

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      1. Austin Dove ha detto:

        nah, ci sono contraddizioni:
        1. il tutor (sia politico che sopravvissuto) è uno solo e formano insieme una coppia; nn ce n’è uno per vittima
        2. se si fosse affezionato a una vittima non credi che avrebbe mostrato più umanità da vecchio?

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      2. Muaty ha detto:

        magari ai tempi vi era un mentore per giocare e non necessariamente era un sopravvissuto.
        Sul secondo punto hai ragione, ma credo che ci sia una motivazione anche per questo, un ulteriore motivo per essere curiosa a mio avviso 😀

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      3. Austin Dove ha detto:

        Oppure finisce come con la serie di animali fantastici: la autrice pei soldi si autosmentisce

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      4. Muaty ha detto:

        vedremo dai 🤣 positività

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