Recensione “Km 123” di Andrea CAMILLERI

Tutto inizia con un cellulare spento.

A telefonare è Ester, a non rispondere è Giulio, finito in ospedale a causa di un brutto tamponamento sulla via Aurelia.

A riaccendere il telefonino, invece, è Giuditta, la moglie di Giulio, che ovviamente di Ester non sa nulla.

Potrebbe essere l’inizio di una commedia rosa, ma il colore di questa storia è decisamente un altro: un testimone, infatti, sostiene che quello di Giulio non sia stato un incidente, ma un tentato omicidio, e la pratica passa dagli uffici dell’assicurazione a quelli del commissariato…

Andrea Camilleri, maestro indiscusso del giallo d’autore italiano, ci regala un pasticciaccio pieno di humour e altrettanto mistero, in cui tutti i personaggi – e noi che leggiamo con loro – indizio dopo indizio si convincono di aver indovinato la verità.

Titolo: Km 123
Autore: Andrea CAMILLERI
Editore: Mondadori
Genere: Giallo
Data di pubblicazione: 26 Marzo 2019
Voto: 5/5

Cartaceo -> 15€ | Ebook -> 9,99€

Recensione

Una giovane donna innamorata invia al suo amante disperati messaggi d’amore ai quali non c’è risposta. L’uomo a cui sono indirizzati ha avuto un incidente; è ricoverato in ospedale e non può farlo. La moglie, che corre al suo capezzale, riceve gli effetti personali del marito, tra cui il cellulare. La storia ha inizio….

E’ questo un breve romanzo scritto da Camilleri per commemorare i 90 anni del Giallo Mondadori. E’ si un giallo, al quale lui ci ha abituati, pur essendo un fecondo scrittore anche di altri generi, ma stavolta non ci sono né il Commissario Montalbano, il personaggio da lui creato e ormai consegnato alla storia, né l’ambientazione siciliana che gli appartiene, non foss’altro per il fatto che è la terra dove è nato e che permea tutto il suo essere, né, tantomeno il linguaggio dialettale compreso ormai da tutti i suoi lettori senza difficoltà.
Stavolta la narrazione si svolge tra Roma e Milano e ad indagare su due morti apparentemente accidentali c’è un Dirigente di Polizia presuntuoso e superficiale e un Ispettore Capo che intuisce un risvolto delittuoso ma che non ha spazio per approfondire, messo a tacere dal suo superiore che ha fretta di chiudere il caso.
Ci troviamo di fronte a un divertissement, in cui il Maestro, giocando con i personaggi e con la composizione del romanzo, tutta di dialoghi telefonici, messaggi, articoli di giornale, verbali di Commissariato, ci regala un intrigo pieno di suspance e di colpi di scena, in cui le vittime e i carnefici si alternano fino all’inatteso finale.
Ironico e divertente, ma, nel contempo, come, del resto, ogni suo scritto, capace di indurre alla riflessione sui molteplici aspetti dell’essere umano.
Da leggere assolutamente.

Voto 5/5

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