Cos’è la Poesia? | La Rubrica di Francesca Zorzetto

La settimana che verrà sarà per me un preambolo, una preparazione ad un primo progetto interattivo. Ho deciso, che è tempo di sperimentare, ed ho preso quella che è forse la mia più grande passione e ne ho fatto (o perlomeno cercherò di farne), strumento per un laboratorio aperto a tutti.

Di che si tratta? poesia! la vecchia, ma non sempre cara, poesia. Tagliamo subito la testa al toro: io scrivo e leggo poesia, ma non insegnerò a nessuno delle regole per fare un componimento. Trovo sia una buona idea porci qualche domanda. Io le ho poste ad un poeta ed amico, Stefano K di Modugno, ed ecco qui le parti più salienti dalla nostra chiacchierata epistolare.

Io: “Che cos’è la poesia per te?”

Stefano: La poesia è un componimento letterario in cui nulla accade per caso. Si va a capo per dare forma (anche visiva), direzionee intonazione, o più semplicemente per dare significato al pensiero che si fa parola come mezzo per propagarsi. Gli accademici potranno anche lapidarmi per quanto sto affermando, ma la poesia è libera, ingabbiarla in schemi predefiniti senza possibilità di evadere significa negarla.

Io: “Oggi cosa diresti ad un adolescente riguardo la poesia scolastica? Abbiamo dati inconfutabili sia sul fatto che gli adolescenti leggano meno, ma sopratutto meno poesia, a meno che non serva l’aforisma ad hoc per incorniciare il post sui social.”

Stefano: “La poesia scolastica è un deterrente per la diffusione della poesia, imporre una poesia è il peggior dispetto che si possa fare ad essa: c’è chi è pronto per Leopardi a 16 anni e c’è a chi, invece, se gli si propina il Vate di Recanati a quell’età, gli si nega ogni possibilità di avvicinarsi alla poesia. Io Leopardi l’ho riscoperto a 30 anni, a 16 lo snobavo e gli preferivo Jim Morrison. Ma c’è una bella notizia, grazie alla poesia moderna, meno imprigionata in schemi predefiniti, più libera e anche più fruibile, c’è una potente richiesta di poesia. Non in ultimo, un altro limite alla poesia è il pensiero comune sul modo di leggere i libri di poesia che non sono romanzi: non si leggono dalla prima all’ultima pagina, bensì si aprono a caso, ogni tanto… come un vademecum, come un salvavita.

Trovo meravigliosa quest’ultima frase di Stefano: ci libera da limiti ma soprattutto ci ispira potenza, almeno per me è così.

Io: “Domanda gettonatissima, a me per prima. Come si fa a capire una poesia? Oppure, ho capito bene? Intendevi questo in quel verso?”

Stefano:”La poesia non si deve capire con la ragione ma si deve percepire con ogni parte fisica o spirituale di sé stessi. Se non si percepisce forse non è il momento adatto per leggerla o magari non si è adatti quello stile poetico, ooppure ancora quella poesia è davvero brutta: Dante e Whitman sono opposti nello stile ma sono entrambi poesia. Va anche detto che, però, ci vuole anche allenamento per percepire una poesia, essere predisposti ad aprirle la porta. La poesia è un’onda di energia, se non sposta nulla in te, nemmeno una cellula, allora il suo scopo è vano.

Vorrei legarmi a questa spiegazione: tenete presente l’importanza di percepire e non capire. La comprensione può avvenire in seguito. Quello che mi propongo di fare con il mio Laboratorio di poesia, che inizierà sabato prossimo qui sulla rubrica e sarà esteso anche al sito Mamusca, è creare una connessione. Innanzi tutto con noi stessi, con le nostre parti più emotive e poi, attraverso le parole, con gli altri. Non vi anticipo nulla, vi dico solo che non ci saranno insegnamenti, ma proposte creative da sviluppare insieme. Naturalmente è aperto a tutti, nel prossimo post avrete i dettagli “tecnici”. Ci divertiremo ne sono sicura!

Ed ora, nel salutarvi, ringraziando tantissimo Stefano per le parole spese, vi lascio con una poesia… vediamo se indovinate l’autore…

“Strawberry fields forever”

Cadiamo in ginocchio ridenti,

dalle tue dita bevo le fragole riflesse

nel verde di questo campo infinito.

Dell’etereo istante nessuna foto,

nessuno scatto ferma l’aria suadente

che ride di noi e tra i capelli spira

irretita di luce.

Cammini piano tra mille cuori profumati

senza sperare, senza aspettare.

Io corro per sempre traboccante di fragole.

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