Alessandro | La Rubrica di Zarite91

Il filo invisibile che inesorabilmente mi lega alle persone con problematiche di dipendenza (nb: di qualsiasi sorta) iniziò a tessersi con Alessandro Camila.

Era il classico belloccio maledetto  del circondario, innarivabile ed irresistibile. In coppia storica con – che ve lo dico a fare – lei, Lavinia. Altissima, bellissima, ricchissima, la cui esistenza sembrava la trama di Gossip Girl. Erano talmente perfetti insieme da sembrare finti, e con la loro travagliata storia d’amore tenevano noi comuni mortali con il fiato sospeso, tanto che i bellissimi di rete 4 levate proprio. Anzi, essendo entrambi di origine Argentina, solo di estrazione sociale opposta, il Segreto regge di più il paragone.

Cosa c’entro io in tutto ciò, vi stareste chiedendo. Ottima domanda.

Nel periodo in cui si ambienta il mio racconto, Alessandro e Lavinia erano in uno dei loro momenti off. Caso volle che la mia migliore amica Giuditta aveva appena iniziato a frequentare Filippo, figlio di ricchi proprietari terrieri della zona, che come appresi in seguito era il miglior amico di Alessandro. Lui, in quei giorni particolarmente triste e vendicativo, vide in me l’opportunità perfetta  per rifarsi sulla fidanzata modella che l’aveva per l’ennesima volta lasciato, senza nemmeno sembrare particolarmente contrita.

E così iniziammo a vederci.

Con il senno di poi conclusi che sicuramente ero molto più intelligente e furba a 18 anni piuttosto che a 28, dal momento che di Alessandro non mi innamorai mai. Neanche lontanamente mi piaceva, lo trovavo sexy e niente di più. La mia principale occupazione era di sfoggiarlo come un accessorio costoso ed invidiabile, allo stesso modo in cui lui sfoggiava me come fossi una macchina nuova. Facevamo letteralmente a gara a chi si sfruttava di più, e alla resa dei conti probabilmente vinsi io guadagnandone in notorietà.

Con il tempo tuttavia iniziai a notare che c’era qualcosa di stonato in quell’accordo praticamente perfetto: macchine, telefoni di ultima generazione, abiti costosi. Alessandro era soltanto uno studente pluri-ripetente dell’istituto alberghiero, e i suoi genitori di certo non potevano garantirgli il tenore di vita che vedevo. Iniziai a chiedermi come fosse possibile.

<< Beh, però per poter stare con Lavinia doveva per forza avere un ricavato extra no? Magari fa un secondo lavoro >> mi disse Giuditta quando le illustrai i miei dubbi. Lo ritenni alquanto improbabile. Torturata dai dubbi alla fine mi feci coraggio e glielo chiedi direttamente durante uno dei nostri incontri.

<< Che domande, ovviamente spaccio>>, mi rispose con lo stesso candore che avrebbe usato per dirmi che vendeva granite in spiaggia.

Rimasi interdetta. Il mito di Alessandro inizió a sgretolarsi.

<< Oh mio Dio ma è terribile! >> esclamò la mia amica più tardi al telefono, quando glielo raccontai. <<Non possiamo assolutamente più uscirci>>, aggiunse.

Non ero convinta.

<< Ma in fondo non ci ha coinvolte in nulla giusto? E mi sto divertendo…davvero deve essere un motivo di rottura? >>

Giuditta però era irremovibile. Proveniva da una famiglia ultra cattolica e qualsiasi deviazione dalla normalità la mandava in crisi. Per lei tutto ciò era inaccettabilmente immorale, per cui inizió ad evitare le nostre fantastiche e lussuose uscite comuni.

In realtà non dovette neanche sforzarsi più di tanto, perché poco dopo lei e Filippo si lasciarono con tanto di allestimento di cesto di corna da parte di lui (chiaramente Giuditta non poteva avere rapporti prima del matrimonio).

Io continuai ancora a vedere Alessandro, ma ormai il nostro legame iniziava a sfilacciarsi. Lavinia aveva lasciato la desolata valle alla volta della Bocconi di Milano, spezzando il cuore di Alessandro ed infrangendo per sempre i suoi sogni di riconciliazione. Io da sfigata outsider di paese avevo ottenuto tutti i vantaggi sociali cui anelavo attraverso quell’unione, e la relazione iniziava a perdere l’appeal. Piano piano Alessandro divenne sempre più intrattabile e depresso. I suoi giri si facevano più oscuri e – intuii – più pericolosi. Mi resi conto che in realtà Alessandro e Lavinia erano un’istituzione: nel corso degli anni ci avevano appassionato con drammatiche rotture, epici ritorni di fiamma, storiche dichiarazioni, tradimenti seguiti da inaspettati perdoni. Avevano costruito dei personaggi che non avevano modo di continuare ad esistere l’uno senza l’altro. Ma al contrario di quanto tutti ci aspettavamo, era lei la tosta della coppia: fu lei a raccogliere i pezzi e a ricostruirsi un nuovo personaggio mentre lui cadde inesorabilmente in disgrazia. E io stavo diventando la fidanzata del declino.

Lo lasciai da un giorno all’altro senza troppe cerimonie. Alessandro non la prese bene, e come dargli torto? Era in caduta talmente vertiginosa che nemmeno la sua fidanzata-del-declino-ex-sfigata-outsider lo voleva più. Divenne insistente e fastidioso, ma per fortuna le sue scenate non arrivarono a durare neanche una settimana, interrotte da un evento clamoroso. Difatti, poiché non c’è mai limite al peggio, piove sempre sul bagnato, la legge di Murphy non è una leggenda ed altre amenità simili, a pochi giorni dalla rottura Alessandro fu arrestato nello stupore generale.

Davvero il più triste epilogo possibile per una storia tanto promettente.

<< TE L’AVEVO DETTO. >> tuonò Giuditta.

Quella volta non la contraddii. Aveva ragione. E avevo scampato il mio coinvolgimento per un soffio.

Alessandro passó un mese in carcere, ma quella vacanza forzata non gli diede giudizio. Ormai non aveva più nulla: amici ricchi, belle ragazze, macchine sportive, vestiti eleganti, feste esclusive…era tutto svanito. Quella patina dorata in cui si era avvolto per anni era scomparsa tanto velocemente quanto difficile era stato entrarci. Mi cercò ancora ma non risposi mai, ormai non avevo più bisogno di lui. Non ci mise molto a tornare alle sue occupazioni illecite, scivolando ancora di più verso il basso. Sarebbe stato arrestato di nuovo se poco dopo non fosse capitato un evento che avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita. Solo che allora non lo sapevamo.

Trascorrevo un caldo pomeriggio d’estate con in mano un alfa test. Non mancava molto alla prova di ingresso per Medicina e avevo un diavolo per capello.

Squilló il telefono, la voce di Giuditta era ansiosa << Hai saputo? >>

<< COSA? >> ormai tra test e controtest ero preparata al peggio.

<< Hanno incendiato la macchina di Alessandro! Dicono che è opera degli zingari…sembra che lui dovesse loro dei soldi! >>

Molto bene. In effetti non sarebbe stata una brutta idea levarmi da quell’impiccio un po’ prima.

<< TE L’AVEVO DETTOOO>> urlava Giuditta ormai fuori di sè. Me la immaginai con gli occhi sgranati ed il rosario in mano che recitava esorcismi in latino.

<< Hai ragione >>, ammisi sconfitta.

Il giorno dopo tutta Solimo parlava dell’improvvisa partenza di Alessandro per l’Argentina. Era andato a trovare dei parenti, così dicevano.

‘’ Che storia ‘’, pensavano tutti.

Non lo vidi più, nè io nè nessun altro di noi. E così anche l’altro protagonista dell’avvincente coppia ci abbandonò. Anche lui con il suo nuovo personaggio, solo che non era altrettanto bello. Per non dire che faceva proprio schifo.

2018, Roma. 10 anni dopo.

Ero nel pieno di uno dei miei soliti pomeriggi di studio, come ogni giorno da quando avevo superato il maledetto test. Decisi di fare una pausa pomeridiana dal concorso di specializzazione che stavo preparando. Presi in mano il cellulare e cominciai distrattamente a scorrere la home di Facebook. A un certo punto qualcosa catturó la mia attenzione.

‘’Toh Alessandro! Ammazza non ho mai guardato la sua bacheca in tutto questo tempo’’

Curiosa, sbirciai gli ultimi 10 anni di Alessandro in foto. Si era sposato – che ve lo dico a fare – con una bellissima ragazza Argentina. Sembrava condurre una vita normale, calda e con tanto sole. Quel giorno aveva condiviso un link, ci cliccai sopra. Si aprii la pagina web di un canale televisivo spagnolo. Nello schermo comparvero due individui: a destra quello che sembrava il conduttore, giacca e cravatta, microfono in mano; a sinistra un ragazzo in divisa da cuoco e in testa un voluminoso cappello da Chef.

Guardai meglio. Non ci credevo. Alessandro rispondeva raggiante alle domande del suo interlocutore, in quella che chiaramente doveva essere una trasmissione di cucina. In basso, in sovrimpressione: ‘’ Chef Alejandro Escamila’’

Incredibile, pensai. Ha anche cambiato nome.

<< Ahora el cocinero prepara una buena carbonara! >> esclamò entusiasta il conduttore.

Passai i 10 minuti successivi ipnotizzata dalle mani di Alessandro/Alejandro che si destreggiavano tra i fornelli. Mi destai solo quando comparve un’ appetitosissima carbonara.

Scioccata, misi via il telefono e tornai ai miei tristi libri, pensando alla triste pasta al tonno che verosimilmente avrei mangiato per la mia triste cena.

Forse alla fine il nuovo personaggio di Alessandro era il più tosto di tutti.

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