Andrea Tessaro "Sette apprendisti per la torre di ghiaccio"

“Ci sono parecchie cose che ancora non sappiamo: qual è la vera identità del cavaliere nero? Qual è la vera identità di Leogan? Chi è veramente Far? Cosa stanno tramando le fratellanze? Ebbene, al momento io non ho la risposta a nessuna di queste domande. Anzi, ne porrò un’altra: dopo tutto quello che avete visto e sentito, chi di voi se la sente di continuare fino alla torre di ghiaccio e di scoprire cosa c’è dietro la settima porta?”

Si è finalmente avverata la profezia di Fagar il Giusto? Ne sono convinti tre cavalieri, che annunciano a un vecchio eremita la nascita dei sette destinati a riportare pace e prosperità nello Hjartlant. A turbare l’agognato coronamento di un sogno, la notizia dell’imminente ritorno della temuta regina Surjia, da lei promesso in punto di morte, e le subdole mosse del nefando Leogan, che potrebbe già essere sulle tracce dei sette per ucciderli. Intanto, alcuni giovani dotati di capacità sorprendenti (Eyra, Stilla, Fleog, Makian, Akilia, Vea e un ragazzo senza nome in seguito chiamato Golog) scoprono di avere dei sogni in comune. È la vigilia del viaggio a Hjartun per gli annuali tornei nella Scuola Grande del venerato maestro Sepek, e la prosaica quotidianità dei sette comincia a essere scossa da segni e incontri misteriosi: tra gli altri un cavaliere nero che li spaventa e li ammonisce, e Far, un enigmatico indovino cieco. Dopo una serie di peripezie in cui affrontano le loro paure più profonde, comprendono di essere i sette annunciati dalla profezia di Fagar, che si compirà solo quando avranno aperto le porte della torre di ghiaccio. Da questo momento l’unità del gruppo, disorientato in una foresta da incubo, è messa più volte alla prova…

Andrea Tessaro

Andrea Tessaro, nato nel 1969, ha compiuto studi musicali e umanistici. Diplomato in flauto dolce (1994) e organo e composizione organistica (1996) presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova, ha svolto attività concertistica sia come flautista sia come organista. Docente di lettere, ha pubblicato su “Rassegna Veneta di Studi Musicali” articoli di ricerca musicologica, tra cui uno studio su un inedito manoscritto ottocentesco di musica organistica.
Fotografo per passione, tiene regolarmente corsi di base di fotografia e collabora nella realizzazione di cataloghi di mostre.
Pur avendo sempre coltivato la scrittura, questo romanzo è il suo primo lavoro di un certo impegno.

Perché ho scritto questo libro?

Un’idea fissa, quasi un tarlo. Una storia e dei personaggi cresciuti in barba a tutto il lavoro preparatorio. La voglia di raccontare un’avventura di cui mi sarebbe piaciuto essere protagonista. La passione per i “viaggi” (Verne e i suoi Voyages extraordinaires, tra le mie prime letture giovanili) e i mondi immaginari ma coerenti (Tolkien). Il gusto per la contaminazione dei generi e per gli intrecci “aggrovigliati”. Forse, l’esigenza personale di riflettere attraverso la scrittura.

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