Recensione “Come essere Stoici: riscoprire la spiritualità degli antichi per vivere una vita moderna” di Massimo Pigliucci

Titolo: Come essere stoici: riscoprire la spiritualità degli antichi per vivere una vita moderna

Autore: Massimo Pigliucci

Editore: Garzanti

Genere: Saggio

Data pubblicazione: 18 Aprile 2017

Voto: 4/5

Cartaceo – >16,90 | Ebook – >9,99


Sinossi:

I dodici principi dello stoico

  • Evitare reazioni affrettate
  • Ricordarsi della transitorietà delle cose
  • Scegliere obiettivi in nostro potere
  • Essere virtuosi
  • Prendersi un momento e respirare profondamente
  • Mettere i problemi in prospettiva
  • Parlare poco e bene
  • Scegliere in modo accorto le proprie compagnie
  • Rispondere agli insulti con l’umorismo
  • Non parlare troppo di sé
  • Parlare senza giudicare
  • Riflettere sulla giornata appena trascorsa

Ogni qualvolta ci chiediamo cosa mangiare, in che modo amare, o semplicemente come fare a essere felici, ci stiamo in realtà domandando come condurre nel migliore dei modi la nostra vita. Ma dove possiamo trovare, nel mondo di oggi, risposte valide? Il filosofo Massimo Pigliucci propone di non cercarle in lontane tradizioni spirituali orientali, ma di trarre ispirazione dall’antica e più prossima filosofia che guidava Seneca e il grande imperatore Marco Aurelio: lo stoicismo. Risalendo alle sue fonti potremo finalmente rispondere agli interrogativi che assillano quotidianamente noi donne e uomini moderni, da come far fronte alla rabbia o all’ansia al modo in cui risollevarsi dopo una dolorosa esperienza personale. Con questo libro impareremo ad agire sulla base di ciò che è realmente sotto il nostro controllo, e a separare da tutto il resto ciò per cui vale davvero la pena preoccuparsi, così da avere sempre, come auspica una saggia preghiera stoica, «la serenità di accettare le cose che non possiamo cambiare, il coraggio di intervenire su quelle che possiamo cambiare, e la saggezza di distinguere le une dalle altre».

L’autore:

Massimo Pigliucci è un accademico, filosofo, blogger divulgatore scientifico italiano naturalizzato statunitense. Pigliucci è professore di filosofia al CUNY-City College di New York, è stato co-conduttore del podcast Rationally Speaking (Parlando razionalmente) e redattore capo della rivista online Scientia Salon. Pigliucci è un deciso critico della pseudoscienza e del creazionismo ed un sostenitore del secolarismo e dell’educazione scientifica.

Recensione:

Spesso tendiamo a pensare “questo genere non fa per me” senza averlo mai conosciuto davvero, senza averne mai letto un libro. Così negli ultimi tempi ho deciso di abbandonare tutti i pregiudizi e iniziare ad approcciarmi ai vari generi letterari per poter formare dei giudizi e delle opinioni più concrete.

Il mondo dei saggi era per me ancora sconosciuto, ero frenata dal timore di trovarne una lettura noiosa e così non avevo mai provato a leggerne uno. Per scoprire se questo mio timore fosse fondato o meno ho deciso dunque di tentare e così navigando online mi sono imbattuta in questo libro. Per iniziare a conoscere questo genere ho deciso di scegliere un argomento che suscitasse il mio interesse, la filosofia; avevo inoltre studiato quest’anno al liceo lo stoicismo, dal cui pensiero ero rimasta abbastanza colpita, e dunque questo libro sembrava avere tutte le caratteristiche per essere una un’interessante lettura.

A primo impatto ho piacevolmente constatato che il mio timore non era fondato, la lettura procedeva in modo scorrevole e interessante e dunque per nulla noiosa.

Il libro, la cui natura sembra essere principalmente divulgatoria, si appresta a trattare lo stoicismo in maniera semplice e chiara. L’autore ne descrive i principali aspetti senza entrare mai troppo nello specifico e senza mai rendere gli argomenti troppo tecnici. Questo rende la lettura adatta anche a coloro che hanno una conoscenza media o solo parziale dello stoicismo. Avrei però apprezzato maggiore approfondimento in alcune importanti tematiche nonché sulla storia di questa corrente filosofica e sul clima e la società in cui dapprima si è formata e in seguito si è sviluppata.

Il libro risulta diviso in tre parti; la prima è quella che forse ho apprezzato meno a causa delle numerose parentesi in cui Pigliucci, che oltre a essere un filosofo è un uomo di scienza, citava ricerche e risultati scientifici discostandosi a volte da quella che era la riflessione filosofica stoica. Andando avanti però la lettura è diventata sempre più interessante. Oltre alle citazioni tratte da Epitteto, che l’autore sceglie come guida, ho molto apprezzato anche gli esempi di uomini contemporanei e del passato che hanno deciso di scegliere lo stoicismo. Su questi aspetti però ho individuato anche dei difetti, non ho molto apprezzato la scelta dell’autore di citare varie volte episodi della sua vita come esempio per ciò di cui stava parlando. Avrei piuttosto preferito una maggiore argomentazione su ciò che lo stoicismo vedeva in quegli argomenti e citando come esempio, se proprio serviva, ciò che i vari filosofi stoici avevano detto al riguardo. Per quanto riguarda Epitteto come ho già detto ho molto apprezzato le sue citazioni però decisamente meno la scelta di inscenare un dialogo tra l’autore e il filosofo.

La parte finale del libro è dedicata agli esercizi spirituali, si tratta di dodici consigli stoici applicabili alla vita quotidiana. Quest’ultima parte ricorda quasi un manuale di auto-aiuto. Nonostante mi sia piaciuta l’idea di inserire questi consigli alcuni di essi mi sono sembrati un po’ banali.

Infine troviamo l’appendice, che ho molto apprezzato, in cui l’autore descrive in modo sintetico le grandi scuole filosofiche nate dalla diversa interpretazione del pensiero di Socrate.

In conclusione il mio giudizio su questo libro è più che positivo, nonostante vi abbia trovato qualche difetto mi ha sicuramente fatto apprezzare il genere saggi.

Durante questa lettura ho sottolineato moltissime citazioni e quindi voglio chiudere la recensione con qualcuna di queste:

«Bisogna rendere migliore quel che è in nostro potere, e delle altre cose usare come richiede la loro natura.»

Epitteto, Diatribe I, 1, 17

Non possiamo cambiare il passato: è qualcosa che va al di là della nostra capacità di controllo. Se è vero che possiamo – e dovremmo – imparare da esso, le uniche situazioni in cui davvero siamo in grado di intervenire sono quelle presenti.

«Se, infatti, glielo si mostra, l’interlocutore si ritirerà da se stesso. Ma finché non glielo mostri, non stupirti se persiste nell’errore: agisce così perché si
rappresenta il suo agire come retto.»

Epitteto, Diatribe II, 26, 5

Il mio voto per questo libro è 4/5!

Alla prossima recensione!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.