Intervista al Soprano Rosanna Lo Greco: “A partire dalla mia insegnante Mariella Devia posso dire che sono molti gli artisti che stimo per caratteristiche diverse”

Nata a Venezia nel 1985, si è diplomata a pieni voti al Conservatorio Benedetto Marcello nel 2007 specializzandosi successivamente con il Soprano Mariella Devia. Vincitrice di numerosi Concorsi Nazionali e Internazionali, ha debttato come Musetta ne La Bohème per la Fondazione Arena di Verona nel 2014 (ruolo da lei interpretato al Teatro La Fenice di Venezia nel 2017 e 2018). Si è recentemente esibita in prestigiosi Teatri e Festival Internazionali come Violetta (La Traviata) a Graz, Adina (L’elisir d’amore) al Teatro Open Air Giuseppe Di Stefano di Trapani, la Prima Dama e Papagena (Die Zauberflöte) Teatro Sociale di Como, Regio di Torino, Teatro Alighieri di Ravenna, Coccia di Novara, Grande di Brescia, Comunale di Bologna, Olimpico di Roma, Royal Opera House di Muscat (Oman), La Sacerdotessa (Aida) all’Opernfestspiele di Sankt Margarethen, Donna Anna, Donna Elvira (Don Giovanni) e Micaela (Carmen) China Opera Tour (Harbin Grand Theatre, Xiamen Banlam Grand Theater, Tianjin Grand Theatre), Susanna e Barbarina (Le Nozze di Figaro) e ne la Messa da Requiem di Verdi al Teatro Sociale di Trento e ad Amburgo. Si è esibita in concerto con la Fondazione Lirico – Sinfonica Petruzzelli, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Ankara Baskent Orchestra (Turchia), la Filarmonica della Calabria, l’Orchestra Filarmonica di Wuhan presso la Qintai Concert Hall di Wuhan (Cina), Orchestra Scarlad (Hainan Concert Hall) e alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice. Ha collaborato con rinomati direttori tra cui Oren, Ranzani, Frizza, Ciampa, Arrivabeni, Gamba, Desderi, Lanzillotta e registi come Maestrini, Dornhelm, Micheli, Medcalf, Pintor, Di Gangi, Giacomazzi, Natale De Carolis.


Salve Rosanna, la ringraziamo per aver accettato di essere intervistata da muatyland.com, iniziamo chiedendole: come e quando si è avvicinata allo studio della Musica?

Vi ringrazio per aver pensato a me.

Mi piaceva cantare e ballare già dalla Scuola Materna. Le recite le vivevo con tanta gioia. A dieci anni ho cominciato lo studio della chitarra classica, del solfeggio ed a cantare nel coro delle voci bianche della chiesa del mio paese. Alle medie la professoressa di musica mi ha dato la possibilità di sperimentare la voce in generi diversi: ho partecipato ad un musical nel teatro del paese cantando svariati brani anche in lingua inglese accompagnandomi con la chitarra. Si lavorava moltissimo durante tutto l’anno, durante le lezioni di musica d’insieme e nel pomeriggio. Studiare musica era tutto quello che volevo fare. Sapevo che si poteva essere ammessi al Conservatorio a sedici anni e così, in età adolescenziale, grazie all’aiuto dei miei genitori e di Italo, un caro amico di famiglia che ha sempre creduto in me, grande appassionato d’opera lirica, ho incontrato le mie prime insegnanti: Angela Milanese (canto moderno e jazz) e Andreana Galante (musica antica e barocca).

Più sperimentavo la voce più questa propendeva alla lirica, così, con il loro aiuto, all’età di quindici anni sono stata ammessa al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Mi sono diplomata a ventun’anni eseguendo l’aria di GiuliettaEccomi in lieta vesta…Oh! Quante volte, oh quante” da I Capuleti e I Montecchi di Bellini.


Quando è arrivato l’amore per l’Opera? Quando invece ha capito che avrebbe voluto farne un lavoro?

È stato un vero e proprio colpo di fulmine e coincise con la mia prima volta da spettatrice all’opera ascoltando la fantastica June Anderson nella “Daphne” di Richard Strauss al Teatro La Fenice di Venezia. Andavo spesso a vedere le opere nel teatro della mia città natale. Alimentavo senza neanche rendermene veramente conto tutta la passione che avevo ed il desiderio di cantare e di diventare una professionista è nato così.

Mi interessava molto assistere anche alle prove d’orchestra per vedere come i grandi maestri interpretavano le partiture.

Mi ha sempre affascinato tutto quello che è il teatro in quanto mezzo di espressione e di comunicazione potente e completo.


Si è aggiudicata il Primo Premio al X Concorso Internazionale di Canto “Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia – Fondazione Arena di Verona” grazie al quale ha debuttato come Musetta ne La Bohème nella stagione invernale dell’Arena di Verona del 2014. Come questa vittoria e il conseguente debutto hanno influenzato il suo percorso di studio e professionale?

Musetta è il primo ruolo che ho studiato, per questo a me caro, che non solo mi ha dato la possibilità di convincere una commissione e vincere un concorso, ma mi ha aperto le porte di importanti teatri italiani ed esteri. È da queste esperienze rilevanti che lo studio è maturato passando da una forma “scolastica” ad una professionale concreta, in quanto doveva rispondere ad esigenze pratiche e dirette. Il palcoscenico è il più grande maestro.


Si è diplomata a pieni voti nel 2007 al Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia ed ha perfezionato lo studio del canto con il soprano Mariella Devia. Come ricorda gli anni in Conservatorio? Come e quando è avvenuto l’incontro con la Signora Devia?

Sono stati anni splendidi ma anche pieni di sacrifici e di rinunce. Ero molto giovane e frequentando due scuole non ho avuto molto tempo per coltivare le amicizie. Nell’ultimo anno di Conservatorio ho avuto la fortuna di conoscere mio marito (che di professione suona il contrabbasso) e, l’anno dopo il diploma, la signora Mariella Devia. Sono andata ad ascoltarla al Concerto di Natale con l’Orchestra de La Fenice al Duomo di San Lorenzo di Mestre, diretta da Claudio Scimone. Fu proprio in quel momento che capii che volevo ed avevo bisogno di perfezionarmi con lei. La signora Devia mi ha concesso una grande opportunità. Mi ritengo molto fortunata di essere stata accolta da lei come allieva e per tutto quello che mi ha trasmesso, bagaglio fondamentale per la mia formazione.


Quando si approccia ad un nuovo spartito, come organizza lo studio dal punto di vista drammaturgico, interpretativo e musicale? Come crede che questi fattori debbano influenzarsi ed interagire tra loro per una migliore esecuzione?

Il primo approccio consiste nell’analisi del libretto e come esso sia nato a partire dalle opere letterarie e dal contesto storico originari per poi analizzarne drammaturgicamente tutti i personaggi.

Vi svelo un segreto: recito il libretto davanti allo specchio come fosse un testo di prosa curandone dizione e gestualità. Solo a questo punto posso lavorare sull’interpretazione musicale. È importante un attento esame delle indicazioni in partitura onde rimanerne assolutamente fedele poiché permette di assecondare le richieste registiche e musicali più svariate rimanendo sempre coerenti col personaggio e con le intenzioni del compositore.


Il suo ruolo preferito e perché? Quale ruolo invece le piacerebbe affrontare in un prossimo futuro?

In generale tutti i ruoli femminili pucciniani, in particolar modo quello di Liù e Tosca, e quelli verdiani come ad esempio Desdemona (Otello) e Leonora (Il Trovatore); personaggi complessi ma ben approfonditi nell’aspetto psicologico e umano. Tutte donne vere, dal forte carattere, dal grande coraggio, passionalità e dignità.


C’è un ruolo che è stato particolarmente ostico ad un primo approccio, ma che poi le ha dato grandi soddisfazioni?

Sì, quello di Musetta. Come vi accennavo, è stato il primo ruolo che ho studiato. Non lo trovavo per niente semplice, ed infatti non lo è, ma è divertente e brillante e ne sono rimasta profondamente attratta. Inizialmente è stato faticoso studiarlo ed impostarlo ma col tempo, con la maturità vocale e fisica, tutto è cambiato e ad oggi questo è il personaggio che mi ha dato le più grandi soddisfazioni.


Opera preferita? Ha un autore che sente più affine a se?

A dire il vero non ho preferenze particolari né di opere né di autori. In ogni spartito, anche lo stesso a distanza di tempo, riesco a trovare sempre qualcosa di nuovo.


Come descriverebbe la sua vocalità?

Non è semplice descrivere la propria vocalità specialmente quando è in fase di crescita. Sicuramente sono un soprano lirico con una certa duttilità. Penso di poter dire, modestia a parte, di possedere un timbro non comune.


Qual è l’artista vivente che stima di più e perché? E da quale mito del passato si sente maggiormente ispirata?

A partire dalla mia insegnante Mariella Devia posso dire che sono molti gli artisti che stimo per caratteristiche diverse, non solo soprani: traggo molti insegnamenti anche da voci maschili.

Del passato invece è sicuramente la Tebaldi l’artista che amo maggiormente.


Cosa significa per lei essere un’Artista?

Riuscire ad andare oltre alla mera esecuzione. Avere del talento innato e saper comunicare e suscitare emozioni con credibilità.

Quali aspettative ha per il futuro? Come si vede da qui a 10 anni?

Sono in un momento di svolta. In questi anni, insieme ai ruoli che ho debuttato, ne ho preparati anche altri in attesa della giusta maturità per poterli affrontare. Da qui ai prossimi dieci anni conto di debuttarli.

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