Intervista al Mezzosoprano Fiorenza Badila Costantini

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Salve Fiorenza, grazie per aver accettato di essere intervistata da muatyland. Iniziamo chiedendole come si è approcciata alla musica? Quando è arrivata invece la passione per l’opera?

Buongiorno Martina, grazie a Lei e a tutto il team di Muatyland per avermi proposto quest’intervista. Per quanto concerne il mio primo approccio alla musica non posso che ringraziare i miei genitori, entrambi musicisti, i quali mi hanno fatta nascere e crescere nel loro mondo sonoro. In particolare, le arie che mia madre usava per coccolarmi e addormentarmi, scoprii molti anni dopo appartenessero al repertorio operistico mozartiano. Mia ispiratrice inoltre è stata la nonna materna, primo soprano con cui abbia mai duettato nonché prima persona che, sentendomi cantare in casa all’età di 12 anni, mi disse “potresti pensare di studiare canto seriamente, non ti pare?”. In termini generali posso certamente affermare che la musica abbia da sempre rappresentato, oltre che una passione condivisa e coltivata da tutti i membri della mia famiglia, fratelli compresi, il nostro mezzo di comunicazione emozionale più naturale e sincero.


La sua vocalità è da mezzosoprano, molti ruoli scritti per questo registro sono “en travesti”, come trova sia lo studio di tali ruoli? La difficoltà è maggiore o diversa ma in egual misura, rispetto ai ruoli in cui interpreta personaggi femminili?

In merito al come approcciarsi allo studio dei ruoli en travesti, cerco sempre di focalizzarmi più sull’emotività e sulla psicologia del personaggio che sul come atteggiarmi in maniera “maschile”, anche se poi è necessario svolgere uno studio tecnico del come porsi in scena; ma questo va fatto a priori, per ogni tipologia di ruolo. Premesso ciò, affronto di regola i miei amatissimi ruoli con maggior naturalezza possibile in quanto, se la mia voce mi ha condotta a tale repertorio, significa che la mia predisposizione ad interpretarli dovrebbe essere qualcosa di innato. Inoltre, amo analizzare come, attraverso la scrittura musicale ed il libretto, il compositore abbia concepito le interazioni fra i personaggi al fine di rapportarmi al meglio con i colleghi sul palcoscenico.


Il suo ruolo preferito? Il ruolo che spera di debuttare in un prossimo futuro?

Difficile rispondere a questa domanda, in quanto amo alla follia tutti i miei ruoli! Uno a cui tengo particolarmente è il Sesto mozartiano da La Clemenza di Tito. Mi trovavo ancora diciottenne ad un Masterclass tenuto dalla grandissima Maestra Teresa Berganza la quale dopo la prima sessione di corso mi chiese se avessi mai studiato le arie di Sesto. Io risposi di no e lei mi disse: “e cosa aspetti esattamente a farlo?”. Mi fece avere le parti e mi chiese di presentarle il giorno successivo. Appena terminata l’esecuzione, devo dire all’epoca tutto fuorché precisa, la Maestra mi disse: “Questa è la strada che la tua voce ha scelto per te, amplia poi il tuo repertorio a tutti i ruoli da mezzo mozartiano e tieni sempre Sesto come riferimento”, così feci. In effetti, nonostante stia studiando tale spartito da ormai quasi cinque anni, trovo in  esso continui spunti di sviluppo ed amo la sensibilità psicologia e musicale del personaggio che sento molto in sintonia con il mio essere.

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Fiorenza Badila Costantini con Teresa Berganza

Opera preferita? Quale invece spera entrerà a far parte del suo repertorio in maniera continuativa?

Oltre all’appena citata Clemenza di Tito, molte sono le opere che porto nel cuore e che, nel tempo, mi auguro arriveranno a far parte del mio repertorio. Nel tempo prevedo di cimentarmi, in addizione alle suddette opere mozartiane, nel repertorio barocco internazionale, prestando particolare attenzione al ruolo di Didone nel Dido and Aeneas del compositore inglese H. Purcell (1659-1695), che mi ha già dato molte soddisfazioni, in quello belcantistico italiano, nello specifico in ruoli quali Romeo da I Capuleti e i Montecchi di V. Bellini (1801-1835)— che ho avuto la possibilità di approfondire in occasione dell’Opera Studio organizzato dall’Accademia Lirica VDmusica nell’ottobre 2018- o Giovanna di Seymour da Anna Bolena di G. Donizetti (1797-1848) od ancora nell’ampia gamma di personaggi Rossiniani, nelle opere del Romanticismo Francese arrivando, in termini storici, al primo Novecento con ruoli quali Octavian nel Rosenkavalier di Strauss (1864-1949).


Quale voce del presente e quale del passato sono i suoi punti di riferimento?

Amo profondamente questa professione e provo grande stima ed affetto per molti degli artisti che hanno segnato la storia della lirica. Sicuramente i grandi con cui ho avuto ed ho la fortuna di perfezionarmi rappresentano per me un riferimento fondamentale; fra essi il Mezzosoprano Teresa Berganza, il Mezzosoprano Christa Ludwig, il Soprano Barbara Frittoli ed il Basso Danilo Rigosa. Ammiro moltissimo inoltre il Tenore Juan Diego Flórez, il cui fraseggio, dotato di una precisa ed elegante intensità espressiva, mi lascia costantemente senza fiato.


Quale teatro per lei rappresenta un sogno nel cassetto?

Onestamente al momento sto concentrando tutte le mie energie sul come cantare, più che pensare ad un dove ipotetico. Per me l’importante è imparare a cantare al massimo delle mie potenzialità, prendendomi cura della mia voce e preparandomi ad usarla al meglio, sia a livello tecnico che in termini di comunicazione emotiva ed emozionale. Non mi resta pertanto che lavorare con disciplina e costanza e vedere che succederà.


I suoi prossimi appuntamenti? Può darci qualche anticipazione?

Tra i prossimi appuntamenti una serie di concerti ed un intenso periodo di importanti audizioni in Italia ed all’Estero, per scaramanzia ad oggi preferirei non dire altro. Tengo tuttavia a segnalare fra le novità imminenti l’uscita online a metà maggio della mia prima registrazione ufficiale, della quale potrete conoscere il contenuto tramite i miei profili social.


Ringraziandola e facendole i nostri migliori auguri, le chiediamo quali sono le sue aspettative per il prossimo futuro e come si vede da qui a 5 anni?

Come mi vedo fra 5 anni? Sinceramente non ne ho idea, per ora penso a cantare, il resto si vedrà! Se ne avrete piacere, ne riparleremo fra 5 anni (ridendo). L’unica cosa certa è che mi porrò costantemente a servizio della mia voce lasciandole il compito di guidarmi.
Vi ringrazio di cuore per l’intervista e Vi saluto con affetto.

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