Recensione “Il Viandante” di Mario Marchisio

ilviandantedimariomarchisio

Titolo: Il Viandante

Autore: Mario Marchisio

Editore: Joker Edizioni

Genere: Poesie

Data pubblicazione: 2013

Voto: 4/5

Cartaceo -> 15€


Sinossi

«Imponente regesto dei moti del cuore, Il viandante, di Mario Marchisio, è una raccolta molto lavorata e assai ben organizzata, stretta e coerente dall’inizio alla fine […].
Al Viandante va riconosciuto il pregio di una lingua rigogliosa e sonante, condotta sempre con eleganza e senza un cedimento. È una poesia che definirei “perennemente in marcia”, proprio come il suo protagonista: qui ogni palpito, ogni parola, ogni occasione viene trasformata in verso, secondo un modo di sentire (e di vivere) intensamente tragico che richiama alla mente il prediletto Alfieri.
Passato con regolarità al vaglio della poesia, il sentimento si dilata, diventa il mondo intero: si rifrange e moltiplica, invade il paesaggio, nella varietà dell’invenzione tenta di rifare nuova ogni immagine vecchia. È il suo vero pregio, mi pare: battendo e ribattendo questa sottile lamina d’oro, ne escono versi preziosi e autentici […].
Poesia di immagini, dunque, che sembrerebbe intenzionata a svelare il mistero del rapporto amoroso attraverso la costruzione di un vasto repertorio di casi: quasi a tentare di dire tutte le parole così da nominare, prima o poi, quella segreta. Infine, una poesia di domande. Che, se anche non esplicite, stanno come in sottofondo a tramare il tessuto del libro e in qualche modo a contraddirlo, qui e là insinuando una voce da filosofo scettico.
“Dov’è finita mai la salamandra / che sorrideva in mezzo al fuoco?” si domanda Mario Marchisio. Ma di chi è emblema l’araldico animale, che per la leggenda è nato dal fuoco e dunque non lo teme? Simbolo del guerriero valoroso, che getta il cuore nelle imprese più difficili, qui non allude forse al poeta, che sa gettare uno sguardo appassionato e fermo sulla vita?». «Sul confine incerto di questo fuoco, nell’oscillare delle sue tante melodie, prosegue il cammino inquieto di questo Wanderer».
GIACOMO AFFENITA

Recensione

Il Viandante, colui che cammina verso luoghi lontani, è un poeta che raccoglie frammenti da ogni spazio attraversato e li ricompone traducendoli nel linguaggio della poesia.

In questo lungo viaggio di 25 anni il protagonista è l’amore, mi immagino il viandante, armato di retino, pronto a catturare emozioni come farfalle per descriverne i colori, le forme, i profumi.

Questa serie di poesie raccontano tutti i tipi di fasi che caratterizzano l’amore dalla nascita alla morte in un linguaggio nitido e avvolgente.

Avanzando parola dopo parola ci immergiamo nell’atmosfera che viene evocata e si può percepire per un attimo la natura dell’emozione che le ha suscitate.

“Attraversa l’azzurro, silenzioso e crudele

Come le ali del gufo che dalla quercia più alta

Si lascia cadere e la preda

Di rado fallisce. Ti ha raggiunto: gli artigli

Li senti schioccare nelle vene impazzite.

Sanguini, ma non sei un topo, né una rana né un riccio.

Sei una donna.E il tuo alato assiduo carnefice

Un Dio.”

Vengono raccontate l’estasi e la passione primordiali, il godimento, la delusione, la tristezza,la noia e la fine per poi arrivare a nuove rinascite, emozioni che traboccano di vita, così come sgorgano dall’animo umano: grezze e pure.

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