“Canto di Natale” di Charles Dickens

Forse non tutti sanno che la tradizione dell’albero di Natale e lo scambio dei doni, è nata nel 1843 quando Charles Dickens scrisse “Canto di Natale”. Il Natale non era festeggiato se non come festa sacra, perché i religiosi puritani disapprovavano le festività eccessive e le influenze pagane nelle celebrazioni. Inoltre, la maggior parte delle attività industriali e commerciali non permetteva vacanze durante il periodo natalizio, e una grossa fetta della popolazione viveva in condizioni talmente povere che non c’erano sufficienti soldi da spendere in festeggiamenti e regali. Il lavoro minorile era molto frequente, gli operai vivevano in caseggiati industriali senza alcun servizio, lo sfruttamento lavorativo era altissimo. Qui entra in gioco Charles Dickens, già scrittore affermato nel 1843 ed estremamente contrario alle condizioni di vita in cui versavano la maggior parte degli operai e le loro famiglie, anche per esperienza personale. Lui stesso, infatti, crebbe lavorando in una fabbrica. Tramite un racconto, e in particolare attraverso una storia di fantasmi scrisse un libro che uscì il 19 dicembre 1843, e si intitolava Canto di Natale. Fu un successo strepitoso: nel giro di pochi giorni, tutta la prima ristampa era esaurita. Dopo circa duecento anni dal grande successo, i doni e gli alberi di natale si sprecano. Migliaia di letterine indirizzate a Babbo Natale hanno incrementato le vendite attraverso i regali, orde di esseri umani si sono riversati davanti alle vetrine illuminate in attesa di accaparrarsi l’oggetto del desiderio, meglio se in ribasso. Ma il senso e lo spirito del natale si è perduto. Con questo non voglio rivangare vecchi detti tipo era meglio quando si stava peggio, ma cosa darei per provare quel brivido che avvertivo al contatto del pavimento gelato quando da bambina scendevo dal letto coi piedi nudi, a quell’epoca il riscaldamento era un optional per me. Poi di corsa giù per le scale, perché durante la notte qualcuno si era calato dal camino, ed io lo sapevo bene, avevo udito il rumore! Ora il brivido per il pavimento gelato è sostituito dall’acquisto dell’iphone XS, ma solo per un piccolo breve momento, sino all’uscita del modello successivo. Chissà, se Dickens potesse scrivere un canto di natale dei giorni nostri, come lo intitolerebbe.

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