Recensione “L’aroma nascosto del tè” di Jamie Ford

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Titolo: L’aroma nascosto del tè

Autore: Jamie Ford

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 31 Maggio 2018

Voto: 5/5

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Sinossi

Seattle, 1962. Per Ernest Young la storia sembra destinata a ripetersi. Sono passati più di cinquant’anni dall’ultima volta che ha visitato l’Esposizione universale, ma nulla è cambiato. Oggi come allora c’è il padiglione della lotteria, su cui svetta una bandiera gialla e viola. A Ernest basta vederla stagliarsi nel cielo azzurro per sentirsi di nuovo nel lontano 1909. Per lui, appena sbarcato in America dalla Cina a soli dodici anni, quella bandiera è un simbolo di speranza e libertà. Ma conquistarle non sarà facile. Venduto come premio della lotteria, finisce servitore nella casa di una stravagante signora. Fino a quando, proprio qui, nel più insospettabile dei luoghi, incrocia lo sguardo di una ragazzina pura e innocente: è Fehn e il suo viso dagli inconfondibili tratti giapponesi non gli è nuovo. L’ha incontrata sulla nave che l’ha condotto negli Stati Uniti e se n’è subito innamorato. Perché negli occhi smarriti di Fehn, Ernest legge il suo stesso dolore. Le stesse difficoltà, nate dall’essere diversi. Giorno dopo giorno, avvolti dall’aroma del tè che preparano per gli ospiti della casa, la loro amicizia si trasforma in qualcosa di più. Un amore profondo reso impossibile da quel sogno americano in cui entrambi credevano e che, invece, li ha delusi non mantenendo le promesse. Ernest e Fehn sono costretti a separarsi e a prendere strade diverse. Eppure sono sicuri che il loro sentimento, più forte di tutto, riuscirà a sopravvivere e li aiuterà a ritrovarsi. Ora, a più di cinquant’anni di distanza, Ernest torna là dove tutto è cominciato, nella speranza di ritrovare la sua Fehn, il primo amore che, a dispetto del tempo, sente così vicino da poterlo quasi toccare, e di riprendere la loro storia da dove l’avevano lasciata.

Recensione

Vi è mai capitato di iniziare un libro e capire immediatamente che quella lettura sarebbe volata? E’ proprio quello che è capitato a me con questo libro. Mentre digito sulla tastiera non so bene dove andrò a parare con questa recensione, ma sono certa di una cosa, e cioè, che quello che la storia mi ha lasciata è veramente l’aroma nascosto del tè. Non tanto per la presenza costante di questa foglia essiccata (cosa che in realtà non è così assillante), ne per un’orientalità troppo marcata, ma per quella sensazione di aroma in sottofondo che ti riporta a galla certi ricordi, ed è proprio la sensazione che provo io in questo momento.

Un libro che ho terminato in 2 giorni, ma che avrei letto interamente subito se non avessi avuto addosso la stanchezza che la sessione estiva lascia sulle spalle e sulla mente. La scrittura ha una fluidità tale da consentire anche alle menti più stanche di non perdersi mai e di non rimanere indietro, perdendo dettagli o fatti salienti. Tutto è legato in maniera fluida e scorre come un fiume. L’ambientazione è realistica e ti fa assaporare colori, profumi e odori. Dalla Cina alle Americhe, attraverso una nave piena di persone disperate e piene di sogni e speranze.

La donna è la reale protagonsita di questo libro, la donna che costretta a soffocare la propria figlia, decide di mandare il suo primogenito dall’altra parte del mondo, per un destino forse migliore, ma nulla è realmente garantino. Una donna abbandonata in un paese dove lo straniero l’ha sedotta e poi marchiata nell’animo con una scintilla di peccato e diversità che la contraddistingue dagli altri. La stessa donna venduta dalla famiglia per sfamare i tanti fratelli, venduta perché quella carne è troppo ambita dall’uomo che non sa frenare i proprio impulsi e che per il trinagolo brunito farebbe carte false. Oppure la donna che abbandonata dal padre di sua figlia e con nel sangue un male che la porterà alla pazzia, decide di creare una casa, dove il peccato è custodito ma dove può proteggere le sue ragazze e consentire loro un futuro migliore rispetto a quello che avrebbero agli angoli di una strada. Donne che hanno dovuto piegarsi in molti casi ad una vita che gli uomini le hanno costrette a vivere, ma senza mai chinare la testa al destino e con una dignità che solo chi è donna può capire fino in fondo.

Ernest arriva negli stati uniti su una nave e sfugge all’affogamento che subiranno i suoi compagni, ma sulla stessa nave incontra una giovane ragazza di origini giapponesi  e nonostante i due vengano divisi al loro arrivo sulla terra ferma, i loro destini rimangono legati e finiranno per ritrovarsi in circostanze alquanto atipiche e surreali.

Il giovane prenderà il nome di colui che lo salvera dalle acque e passando da una scuola ad un’altra senza essere adottato a causa dei suoi connotati ne occidentali e ne asiatici, finirà per essere regalato durante l’esposizione universale. Sì, non ho sbagliato a scrivere, verrà regalato come premio di una lotteria. Ma alle volte da una cosa tanto macabra non può che apparire il sole e sarà proprio quello che il giovane troverà. Un gruppo di donne piene di piume e agghindate in maniera eccentrica con tanto di parrucche colorate, lo scorterà nella sua nuova casa…..non aggiungo altro per non rovinarmi la lettura!

Libro consigliatissimo e alla prossima recensione. Muaty

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2 pensieri su “Recensione “L’aroma nascosto del tè” di Jamie Ford

  1. Ottima recensione! Ho già il libro in wishlist ma questo tuo parere così positivo mi rincuora e mi convince che ho fatto bene a inserirlo nella lista dei libri da leggere. Ho conosciuto Ford con “Il gusto proibito dello zenzero” letto ormai due anni fa ma che ricordo con vivo piacere. La sua prosa è dolce e fluida, scorre davvero che è un piacere!

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