Recensione “Tutto il tempo del mondo” di Sara Purpura

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Titolo: Tutto il tempo del mondo

Autore: Sara Purpura

Editore: Mondadori

Genere: Romanzo rosa/Giovani

Data pubblicazione: 8 Maggio 2018

Voto: 3/5

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Sinossi

Anais Kerper è la ragazza che tutte vorrebbero essere. Bella, intelligente, di famiglia benestante. Ha al suo fianco il ragazzo ideale e davanti a sé un futuro radioso. Eppure, dietro questa patina di perfezione, lei sta andando in pezzi, incapace di ribellarsi a una vita che non le corrisponde affatto. Una vita di cui ha il pieno controllo solo quando, chiusa fra le quattro mura del suo bagno, cerca il dolore per sfuggire alla realtà. Desmond Ward è un ragazzo difficile. Orfano da quando aveva sette anni, ha alle spalle un passato di continui abbandoni e un’anima rattoppata. Nera. Sporca. Marcia. Ma il destino sembra finalmente tornare a sorridergli il giorno in cui una facoltosa famiglia decide di prenderlo in affido, regalandogli così la possibilità di una vita diversa, e forse perfino il sogno di diventare un giocatore professionista di football. Una volta giunto nella loro villa, però, conosce Anais, la sua futura sorellastra, stupenda e fragile. E, subito, quello che è stato il loro mondo fino a quel momento si sgretola. L’uno coglie negli occhi dell’altra il suo stesso tormento e l’attrazione si fa largo dirompente. Incontrollabile. E proibita. Ciononostante Des e Ana non possono smettere di cercarsi, desiderarsi, e amarsi, perché solo l’uno tra le braccia dell’altra, per la prima volta, capiscono cosa significhi vibrare e sentirsi vivi. Ma il mondo “fuori” non si lascia mettere in un angolo, al contrario si fa avanti minaccioso e li costringe a chiedersi fino a dove sono disposti a spingersi per difendere il loro amore. Quella di Anais e Des è una scelta difficile. Un sì o un no che richiederebbero un istante per essere pronunciati. Ma «la vita è fatta di istanti. E di respiri impigliati in gola, e del cuore in fondo allo stomaco che li precede. E poi c’è il “mentre”: quell’attimo in cui decidi se essere felice o soffrire».

Recensione

La storia d’amore, o meglio l’attrazione tra Anais e Desmond è scattata all’istante. Un’attrazione e un legame profondo che fuoriescono dalle pagine e che ti fanno contrarre lo stomaco facendoti sentire quel pizzicorio che monti chiamano “farfalle nello stomaco”. Un’attrazione palesemente sbagliata, a prescindere dal fatto che i due giovani possano un giorno diventare fratello e sorella anche se pur sempre adottivi. Lei la ragazza di buona famiglia, che tutto ha e che tutto potrebbe ottenere, lui orfano di genitori con dipendenze e cresciuto tra un affido e l’altro e pronto a rinunciare alle opportunità che l’essere adottato da una tale famiglia offrirebbe. Pronto a rinunciare all’opportunità di rivincita che gli viene offerta.

La giovane potrebbe sembrare la classica cheerlears con andrà al ballo della scuola con il capitano della scuola di Football, ma fin da subito ci viene presentata un’altra realtà. Anais soffre di bulimia ed è autolesionista e la sua famiglia apparentemente idilliaca non è  per nulla come potrebbe sembrare. Ma Desmonond lo capisce all’istante e distruggerà la corazza di finzione che lei è costretta a portarsi dietro ogni singolo giorno.

La passione tra i due è travolgente, ma se “arriva” subito, in realtà è procastinata inutilmente per tutto il libro, con un susseguirsi di tutta una serie di tira e molla che annoiano il lettore, nonostante vi sia un cambio di narrazione continua all’inizio di quasi ogni capitolo. Ho apprezzato molto l’inserimento di un sottotitolo all’inizio di ogni capitolo, un sunto che ci immergeva ogni volta nel contesto. Purtroppo però, se inizialmente ho trovato la storia alquanto originale, il mio entuasismo è andato a scemare quando capitolo dopo capitolo, in realtà non accadeva nulla di veramente interessante dal punto di vista narrativo. I fatti salienti si potrebbero infatti elencare in poche righe (lo evito per non spoilerarvi la lettura), ma tutto il resto è solamente un inutile giro di parole per allungare quella che nonostante tutto rimane una storia originale, ma che in realtà non è stata sfruttata come si sarebbe potuto fare. Quello che apparentemente sembrerebbe il punto cardine della storia, arriva quasi alla fine del libro, e avrebbe potuto far presagire uno stato emotivo descritto riguardante la giovane, cosa le frullava in testa? Cosa provava? Come si è comportata nella quotidinità dopo aver scoperto il segreto del padre? Tutto ciò però è liquidato con semplicità e superficialità facendo perdere valore al libro. Inoltre il finale sembra “tirato per capelli” come se fosse stato fatto perché la storia doveva terminare e proseguire solamente in un secondo volume..

Consiglio la lettura? Si perché nonostante tutto la storia è veramente interessate e ha spunti di riflessione rilevanti.

Voi che lo avete letto invece cosa ne pensate? Lasciatemi un commento, un saluto da Muaty.

 

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