Recensione “Sbronza triste” Storia di un vizio di Maurizio Zeno

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Titolo: Sbronza triste Storia di un vizio

Autore: Maurizio Zeno

Editore:  Independently published

Genere: Storie di vita

Data pubblicazione: 20 Marzo 2018

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Voto 4/5



Sinossi

Quando si sveglia una mattina di tarda primavera, Hank inizia un viaggio che lo porterà attraverso la città e dentro sé stesso. Si è isolato, progressivamente, da tutto e tutti. Ha perso il lavoro, ha rinnegato la famiglia e gli amici, e si è lasciato andare a un disperato alcolismo. È un ubriacone, poco più di un vagabondo. Vive in un appartamento da cui sarà presto cacciato e non gli importa. Gli basta rimanere ben fornito di alcolici: whiskey, vino, birra. Basta bere, che sia in un bar malfamato o in parco frequentato da tossici. È indifferente, purché serva a mantenere quello stato di semi-incoscienza che gli permette di ignorare la solitudine, il senso di colpa e la paura di finire in mezzo a una strada. E poi c’è lei, Silvia, che lo riporta in vita scuotendolo nell’anima e facendogli intravedere la felicità per poi ributtarlo nel suo inferno personale. Come un moderno Bukowski accoglie la sua dipendenza come rimedio all’amore impossibile e all’assurdità della vita. Alla fine il desiderio di riscatto lo porterà a mettere in discussione la sua visione cinica dell’esistenza. Dovrà lottare contro sé stesso e entrare in contatto con gli altri. Dovrà sporcarsi le mani e fare a pugni: toccare il fondo per poi rinascere.

Recensione

Sbronza triste” è una storia contemporanea, Maurizio Zeno-l’Autore- parla attraverso Hank, un ragazzo come tanti, disadattato come tanti. Hank è l’incarnazione degli errori commessi dai suoi predecessori,  gli stessi  che hanno creato il benessere economico del dopo guerra, e che hanno utilizzato la tecnica come fine, come scopo di vita, uccidendo l’umanità dell’uomo. La tecnica infatti non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela la verità, ma è incline solo al proprio potenziamento.
Hank incolpa sé stesso di un male che è un male platonico, ma lui non lo sa, e annega come egli stesso ammette, il cervello nell’alcol, anelando l’oblio oblio dei sensi. Silvia è la sua musa, una ragazza conosciuta all’università e che finirà per mettersi con Giorgio, un ragazzo benestante che le offre una vita di agi. In questo scenario Hank decide di farla finita tentando di gettarsi da un ponte. Ma, all’ultimo momento, la salvezza arriva nelle vesti  di un’artista (Frank) che dipinge, e che lo ritrae proprio nel momento cruciale. Frank ospita Hank in casa sua e tramite lui conosce Emma, una ragazza appassionata di quadri. Tramite Emma, Hank riaffiora dalle sue ceneri per rinascere a nuova vita.

Ho letto ” Sbronza triste”  senza interruzioni, immedesimandomi a tratti, nella leggerezza della mente prodotta da un vino aromatico che mi sembrava di degustare insieme alle parole dell’Autore. Dunque potrei definire questa lettura un viaggio dei sensi,  da quelli gustativi, a quelli dell’arte, fonte di salvezza.

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