Padre del jazz sudafricano, la sua ‘Bring Him Back Home‘ divenne l’inno internazionale del movimento contro la segregazione razziale.
Hugh Masekela, il padre del jazz sudafricano, è morto a 78 anni a Johannesburg “dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro il cancro alla prostata”. Lo ha annunciato la famiglia.
Hugh Ramopolo Masekela (Witbank, 4 aprile 1939 – Johannesburg, 23 gennaio 2018) è stato un musicista, cantante e trombettista sudafricano.
Durante la sua carriera, ha collaborato con musicisti come Paul Simon e Herb Alpert. Molte delle sue composizioni sono dedicate ai diritti civili in Sudafrica. La sua Bring him back home, in cui si chiedeva di liberare Nelson Mandela dalla prigione, è diventata un inno internazionale per il movimento anti-apartheid.
Virtuoso della tromba, del flicorno e della cornetta viene annoverato fra i musicisti che hanno contribuito all’evoluzione della musica jazz nel XX secolo. La sua discografia include diverse decine di album solisti e numerosissime collaborazioni con altri artisti di fama internazionale.

Lo scorso ottobre Masekela aveva annunciato che soffriva dal 2008 di cancro alla prostata, spiegando che avrebbe cancellato tutti i suoi impegni per motivi di salute.
Il presidente sudafricano, Jacob Zuma:
Ha portato alta la torcia della libertà nel mondo, lottando contro l’apartheid con la sua musica e mobilitando il supporto internazionale nella battaglia per la fine della segregazione. Non dimenticheremo mai il suo contributo.