Niceville [1] di Carsten Stroud #Recensione

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Niceville. una piccola cittadina del Sud degli Stati Uniti, circondata dal verde delle colline, popolata di alberi e di antiche ville coloniali… E abitata dal male. Nelle sue strade deserte, illuminate dalla luce seppiata del pomeriggio che inonda prati perfettamente curati, da anni ormai troppa gente sparisce nel nulla. Come Rainey Teague, di appena dieci anni, che la madre aspetta invano di veder spuntare lungo il vialetto di casa, strascicando i piedi come ogni giorno dopo la scuola. Quando scatta l’allarme della sua scomparsa, la polizia si mobilita in massa, anche se non c’è nessun indizio da seguire. O quasi. Perché a Niceville ogni famiglia nasconde un segreto. La scomparsa di Rainey è soltanto il primo anello di una catena di avvenimenti che nel giro di sole trentasei ore travolgeranno la vita di molte persone. Soprattutto quella di Nick Kavanaugh, un poliziotto con un lato oscuro, e di sua moglie Kate, appartenente a una delle più antiche famiglie di Niceville. Una realtà agghiacciante sta per riemergere, e nessuno può far nulla per impedirlo. Perché a Niceville niente rimane sepolto per sempre.

28 Settembre 2011: a due settimane dalla fiera del libro di Francoforte tutti gli editori del mondo ricevono il primo capitolo di un romanzo dal titolo Niceville. L’autore è anonimo: il mistero inizia subito, perché il primo capitolo è inquietante e fulminante come i romanzi di Stephen King.

29 Settembre 2011: arriva il secondo capitolo,una sequenza di azione semplicemente geniale.

30 Settembre 2011: il terzo capitolo, una scena degna del miglior Grisham, è la prova decisiva; chiunque sia in grado di scrivere in modo così innovatio e coinvolgente va premiato.

10 Ottobre 2011: Niceville è il caso letterario della Fiera di Francoforte. Tutti si chiedono che sia il misterioso autore e uno dei più importanti editori statunitensi ne acquista i diritti.

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Il mio pensiero: Non essendo un’amante del genere, sono partita molto prevenuta e la lettura non è infatti stata semplice. Giunta alla centesima pagina (un quarto del libro), non avevo capito realmente nulla.

I capitoli sono relativamente brevi e ognuno racconta fatti e avvenimenti che accadono a personaggi distanti tra di loro. Tutti questi cambi di scena sono stati parecchio destabilizzanti e hanno reso la lettura molto faticosa, rendendo necessario il dover interrompermi all’inizio di ogni capitolo per cercare di ricollegare tutte le parti del quadro. Solamente nell’ultimo parte di libro, finalmente, mi è stato possibile capirne la trama.

Riguardo quest’ultima, essendo parecchio lontana dalle mie solite letture, non posso dire di esserne rimasta entusiasta. E’ sicuramente un modo di scrivere che ti invoglia a continuare a leggere, e a voler sapere cosa ci sarà nella prossima pagina, ma se non amate il genere non mi sento di consigliarvelo. In caso contrario, assolutamente si!

Citazioni:

Un evocatore […] Sono persone che vivono in un luogo a metà fra i due mondi, non sono morti ma non sono nemmeno propriamente vivi, è come se fossero in entrambi i mondi contemporaneamente.

Lei usa le finestre, lo sapei? Usa i vetri. Lei usa gli specchi.

 

 

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