Dragonero la maledizione di Thule di Stefano Vietti #Recensione

Ombre spettrali si sono risvegliate nel cuore delle montagne sopra il villaggio di Thule. E nel fondo di un’oscurità inviolabile una creatura dilaniata dall’odio sta per risalire in superficie: Caen il Reietto, frutto di una mutazione operata dalla confraternita dei malvagi cenobiti Jikima allo scopo di creare schiavi dalle sovraumane capacità fisiche e mentali. Solo un uomo può aiutare in mago Alben nel suo viaggio attraverso le insidiose terre di Erondar: Ian, il guerriero dal sangue di Drago, conosciuto come Dragonero. In compagnia dell’Elfa Silvana Sera e dell’Orco Gmor, Dragonero e Alben partono alla ricerca di una misteriosa creatura che potrebbe custodire la chiave per impedire che il destino fatale dell’Impero si compia.

Stefano Vitti italianissimo bresciano e famoso sceneggiatore di fumetti. Dragonero è un successo fantasy da 50mila copie tradotte in molti paesi e dal 2013 pubblicato in edicola come mensile. Un libri quindi tratto da una serie di fumetti. Trasposizione non facile, ma riuscita appieno, che  non ha nulla a che invidiare ai grandi Fantasy e saghe che tutti conosciamo, anzi!  Il libro è auto-conclusivo il ché è un bene trovandoci noi nell’era delle Saghe infinite, in cui volendo in maniera forzata allungare il brodo per scriverne un seguito, si finisce per addormentare il lettore. Non è questo il caso fortunatamente, anzi leggendo il libro viene voglia di leggere e leggere ancora molto di Sera, Gmor, Alben e Ian (alias Dragonero). Si percepisce che non ci troviamo di fronte a personaggi appena abbozzati, ma a personaggi con una forte psicologia ben delineata e a fondo lavorata e studiata, è quindi un vero peccato che per ora non vi siano altre avventure di Dragonero!

Vi lascio alcune citazioni prese dal libro:

Il suo aspetto era quello di una ninfa dalla pelle d’avorio. Il corpo esile e flessuoso aveva la grazia di una danzatrice e i capelli lisci e lunghissimi come fili di seta amaranto le accarezzavano le spalle e la schiena. Le labbra carnose chiedevano solo di essere morse, ma gli occhi color del sole infuocavano al tramonto, stretti a fessure, emanavano una tale forza d’animo che nessuno aveva mai osato avvicinarsi più di quanto lei non volesse concedere. No, non era una Ninfa. In realtà nessuno, sano di mente, avrebbe voluto sapere cosa Leonia fosse veramente.

Più la ragione governa la nostra vita […] più velocemente ci abbandona di fronte alle faccende inspiegabili.

Se è concesso un momento, prima della lotta, va usato per se stessi, per raggiungere l’equilibrio interiore necessario ad agire nel modo migliore una volta estratta la spada. Se è concesso un momento, va usato al fine di porsi nella condizione di muoversi poi solo per istinto, perché una volta estratta la spada non sono concessi che pochi attimi per avere ragione del nemico, e ogni istante in più è un passo verso la sconfitta e non verso la vittoria.

Libro su Amazon

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...