Sullo sfondo drammatico delle Alpi Apuane nel 1944, l’acclamato scrittore statunitense James McBride offre una narrazione potente e commovente, tradotta in italiano da Adria Tissoni, che getta una luce profonda e inedita su una delle pagine più tragiche della seconda guerra mondiale. Il protagonista della vicenda è Sam Train, un imponente soldato afroamericano della 92ª Divisione “Buffalo”, il quale porta con sé la testa di una statua trovata a Firenze, un oggetto a cui attribuisce il miracoloso potere di renderlo invisibile. Deciso a disertare, Sam abbandona la sua compagnia, ma il suo cammino si incrocia presto con quello di Angelo, un bambino italiano rimasto orfano, affetto da amnesia e ridotto a uno stato semiselvatico. Dopo averlo salvato da un attacco tedesco nella valle del Serchio, tra il soldato e il piccolo si instaura un legame silenzioso e quasi fiabesco.
Le gravi condizioni di salute del bambino spingono Sam a rivedere i suoi piani: pur di fargli ricevere le cure necessarie, accetta di ricongiungersi a un gruppo di commilitoni diretti verso il quartier generale. Il viaggio dei soldati si interrompe tuttavia a Sant’Anna di Stazzema, un borgo toscano isolato che si rivelerà essere stato teatro di un terribile e recente massacro. In questo contesto spettrale e sospeso, i soldati si trovano a difendere una terra e una popolazione in cui, a causa dei pregiudizi razziali dell’epoca, vengono spesso trattati con meno rispetto rispetto ai nemici stessi che si trovano a combattere. Nonostante l’ostilità e la diffidenza iniziale, proprio all’interno di questo piccolo villaggio il gruppo riscopre il valore profondo dell’umanità.
Attraverso l’accoglienza dei contadini locali, l’affetto puro del piccolo Angelo e una rinnovata fiducia nel prossimo, l’autore costruisce un racconto in cui la solidarietà diventa l’unica arma per resistere alla devastazione. McBride, con la sua inconfondibile abilità narrativa capace di unire momenti di delicata ironia alla crudezza della storia, mette in evidenza l’esperienza complessa delle truppe afroamericane inviate in Europa, celebrando il potere salvifico dell’incontro con l’altro come unica via di fuga dalla logica mortifera del conflitto. Di fronte a una tragedia indicibile, i protagonisti e i lettori imparano a riconoscere la bellezza dei piccoli miracoli quotidiani che fioriscono anche nei luoghi più oscuri.
