Due cadaveri in un appartamento di Nuova Akragas. Un caso che non dovrebbe cambiare nulla eppure cambia tutto. Il Dipartimento di Sicurezza si muove nell’ombra. Valeria Antares, ora madre di due gemelli, è la nuova recluta in uniforme nera, segnata dalla guerra, che deve scoprire cosa si cela dietro gli omicidi impossibili. Ogni indizio che trova solleva nuove domande: chi sta davvero tenendo in pugno Adranos? Perché una semplice pista di sangue spaventa i potenti dell’Impero? Cosa c’entrano le Famiglie della criminalità organizzata? Tra nuove fazioni pronte a esplodere, serf che evolvono fuori dalle regole della biologia e una città che non sa con chi schierarsi, sei vite si incrociano per caso… o forse no. Ogawa, Betty, Ragnar, Deifobo, Luigi: pedine e giocatori di una partita più grande di loro. Mentre la verità sfugge tra le dita, Valeria sa che ogni passo potrebbe essere l’ultimo. E che la morte ha già scelto il suo palco: i rami d’ulivo che sovrastano Adranos.
Titolo: La morte danza tra i rami d’ulivo
Autore: Giovanni Oro
Editore: Delos
Genere: Fantascienza
Data pubblicazione: 24 Febbraio 2026
Voto: 5/5
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Recensione
Bentornati a tutti, cari lettori. Oggi torniamo a esplorare l’universo di Schegge dell’Impero con il quinto volume della saga firmata da Giovanni Oro. Edito da Delos, il nuovo capitolo si intitola La morte danza tra i rami d’ulivo.
Con questo volume giungo al mio sesto appuntamento con la produzione dell’autore e, nello specifico, al quinto capitolo della saga Schegge dell’Impero. Ci troviamo di fronte a un’opera che funge da vero e proprio spartiacque: pur restando ancorata alla serie principale, inaugura ufficialmente il Ciclo di Adranos. La struttura narrativa permette di approcciarsi al testo anche in modo disgiunto rispetto ai lavori precedenti, come il trittico di Xipe o il quarto libro che apre il cilco dell’Indomitable, offrendo una porta d’ingresso privilegiata a questa nuova fase della storia.
Il cuore del racconto batte a Nuova Akragas, dove il ritrovamento di due cadaveri in un appartamento innesca una reazione a catena che finisce per scuotere le fondamenta stesse dell’Impero. Il fulcro della narrazione porta a Valeria Antares, una donna radicalmente mutata dall’esperienza della maternità e dalle cicatrici della guerra. La troviamo nei panni di una recluta in nero, un ruolo che la pone al centro di una responsabilità difficile, mentre porta su di sé il peso di un passato che non svanisce. La sua indagine su omicidi apparentemente impossibili solleva interrogativi inquietanti sul controllo di Adranos, mentre sei diverse esistenze si intrecciano in una partita dove il confine tra pedina e giocatore è quanto mai sottile.
Rispetto ai volumi precedenti, ho riscontrato una maturazione stilistica notevole. L’autore sceglie una scrittura più precisa e asciutta, meno prolissa ma incredibilmente densa. Ogni sezione è introdotta da coordinate temporali e geografiche meticolose, un dettaglio che aiuta il lettore a non smarrirsi nel vasto e stratificato mondo creato dal nulla con estrema cura. Questa ricchezza di particolari rende l’ambientazione un organismo vivente, lontano da ogni banalità o superficialità.
Uno degli elementi più affascinanti è senza dubbio l’inserimento dei Preludi. In questi capitoli la voce narrante cambia per lasciare spazio a una figura sinistra che si muove nell’ombra. Questo personaggio, plasmato da una cultura che venera la sofferenza e il sacrificio, agisce come una morte che danza tra i rami d’ulivo di Adranos, cercando di compiacere un dio sanguinario attraverso un controllo spietato delle proprie pulsioni. È una presenza magnetica che aggiunge un livello di tensione costante alla trama.
Il romanzo si configura come un’introduzione magistrale a una sezione narrativa che promette grandi sviluppi. Tutto il testo sembra spingersi verso un limite che resta volutamente oltre l’orizzonte, segno che l’autore ha ancora molto da svelare e che questa è solo la superficie di un conflitto più profondo. È un libro che consiglio caldamente a chi cerca una fantascienza solida, complessa e capace di lasciare nel lettore l’impaziente curiosità di scoprire dove ci condurrà il prossimo capitolo. Voto 5/5
