Dopo lo straordinario successo del libro sulla Bibbia, l’autore affronta un altro tema religioso, inquadrandolo nella contemporaneità. Francesco è il primo italiano perché è fondamentale nel costruire l’identità italiana. Perché scrive la prima, splendida poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Perché percorre l’Italia, dalle grandi città alla campagna, e inventa il presepe. E perché esprime il meglio – l’amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore – dell’animo degli italiani.
Titolo: Francesco, Il primo italiano
Autore: Aldo Cazzullo
Editore: Harper Collins
Genere: Biografia, Saggio
Data pubblicazione: 16 Settembre 2025
Voto: 5/5
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Recensione
Ben ritrovati a tutti i lettori! Oggi torno a scrivervi per condividere con voi quello che è stato il mio auto-regalo di Natale: “Francesco. Il primo italiano” di Aldo Cazzullo, edito da HarperCollins.
L’autore non ha bisogno di grandi presentazioni. Nato ad Alba nel 1966, Cazzullo è da trentacinque anni una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, raccontando con lucidità i principali fatti nazionali e internazionali. Attualmente ricopre il ruolo di vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, dove cura la celebre rubrica delle Lettere, ed è un volto amatissimo della televisione grazie al programma Una giornata particolare su La7.
“Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”
Inizia con questo monito potente il nuovo saggio di Aldo Cazzullo, Francesco. Il primo italiano. Dopo aver esplorato la Bibbia, l’autore si immerge nella figura del Poverello d’Assisi non solo come icona religiosa, ma come pilastro fondante della nostra identità nazionale e culturale. Cazzullo ci ricorda che Francesco è “il primo italiano” perché ha dato voce alla nostra lingua con il Cantico delle Creature, ha disegnato il nostro paesaggio spirituale inventando il presepe e ha incarnato i tratti migliori del nostro carattere: l’amore per il prossimo, la cortesia e una letizia incrollabile.
Attraverso un’analisi rigorosa delle fonti medievali, da Tommaso da Celano agli studi di Le Goff e Frugoni, il libro ripercorre la vita straordinaria di Francesco: dalla giovinezza cavalleresca alla radicale spoliazione, fino al mistero delle stimmate.
Il testo di Cazzullo, tuttavia, non è una semplice biografia: è la biografia stessa della nostra storia e delle nostre radici cristiane in Italia e in Europa. Francesco emerge come il più grande tra gli italiani, non per un dato burocratico o di nazionalità, ma perché si è fatto araldo di un messaggio di amore universale, che rappresenta il cuore pulsante del cristianesimo e le fondamenta stesse dell’umanesimo occidentale.
Oggi più che mai, questo richiamo alla dignità dell’uomo appare necessario. Viviamo in un’epoca in cui il cristianesimo, l’Italia e il senso di appartenenza a una nazione di diritto sono messi in discussione. I nostri valori moderni, conquistati in secoli di storia con il sacrificio e la visione cristiana dell’Europa, si trovano ad affrontare una sfida subdola.
Mentre San Francesco cercava il dialogo (si pensi al suo incontro con il Sultano), oggi assistiamo a una dinamica preoccupante: una spinta ideologica e religiosa che sembra voler ignorare le conquiste di uguaglianza, come quella tra uomo e donna, che sono pilastri della nostra civiltà. In un certo senso, stiamo rivivendo le tensioni delle Crociate, ma in una forma meno dichiarata. Se un tempo l’avanzata era militare, oggi il rischio è che i valori cristiani di umanità, accoglienza e bontà vengano strumentalizzati da chi intende prevalicare, cercando di imporre visioni del mondo incompatibili con le nostre libertà.
Leggere Cazzullo significa ricordarci chi siamo e come siamo arrivati fin qui. Significa riscoprire che la nostra libertà e i nostri diritti non sono scontati, ma sono il frutto di un cammino secolare iniziato anche da uomini come Francesco.
Il libro è un invito a non lasciare che la nostra apertura diventi debolezza o sottomissione. Per chi crede, Gesù Cristo resta la via, la luce e la salvezza; per tutti gli altri, questo testo resta una bussola civile fondamentale. È un’opera incredibile che ci apre gli occhi su quanto dell’identità nazionale e cristiana risieda in gesti e parole di secoli fa, che abbiamo il dovere di difendere per non smarrire la nostra stessa anima.
In definitiva, il “Francesco” di Aldo Cazzullo non è solo un libro di storia, ma un manifesto di resistenza culturale. Attraverso le sue pagine, comprendiamo che l’eredità del Santo d’Assisi non è un invito alla resa o a una bontà ingenua e inerme, ma una chiamata alla consapevolezza. Essere figli di questa storia significa riconoscere che l’amore universale e l’accoglienza hanno senso solo se poggiano su una terra che ha radici ben piantate nella propria verità. Non possiamo accogliere l’altro se prima non sappiamo chi siamo noi; non possiamo difendere i diritti conquistati col sangue dei nostri padri se permettiamo che i valori cristiani vengano usati come un grimaldello per scardinare la nostra civiltà.
Il messaggio finale che resta nel cuore del lettore è chiaro: San Francesco ci ha insegnato a guardare al prossimo con occhi puri, ma ci ha anche mostrato la forza di chi sa rinunciare a tutto pur di restare fedele a una Verità superiore. Oggi, riscoprire le nostre radici non è un atto di chiusura, ma un atto di sopravvivenza. Solo riappropriandoci della luce di Cristo e della fierezza della nostra storia italiana potremo evitare che la nostra apertura diventi la via per la nostra stessa sottomissione. Voto 5/5
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