Fior di Sardegna è una lettura irrinunciabile per tutti coloro vogliano approfondire la figura di Grazia Deledda. La vicenda è ambientata nella Nuoro del 1891 e racconta un angolo di Sardegna in maniera “verista”. Una storia tanto drammatica quanto sentimentale che ha sullo sfondo una Sardegna autentica e che riserva un finale inaspettato, attraverso uno stile originale con cui la scrittrice vuole offrire al pubblico una nuova visione della sua terra.
Titolo: Fior di Sardegna
Autore: Grazia Deledda
Editore: Catartica edizioni
Genere: Classico
Data pubblicazione: 29 Agosto 2025
Voto: 5/5
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Recensione
Ben tornati, lettori! Torno a scrivere per condividere una notizia entusiasmante: ho avviato una nuova collaborazione con la casa editrice Catartica Edizioni, la prima di molte che non mancheranno nei prossimi mesi. Per questa inaugurazione, ho avuto il grande piacere di leggere la loro edizione appena pubblicata del classico di Grazia Deledda, “Fior di Sardegna”. Questa preziosa riedizione arricchisce la collana Raichinas e vanta una prefazione curata da Omar Onnis.
Fior di Sardegna non è solo un romanzo, ma un punto di svolta fondamentale nella carriera della sua autrice, Grazia Deledda, l’unica donna italiana a essere stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura (1926). Il libro è una lettura irrinunciabile per chiunque voglia comprendere la genesi di questa scrittrice monumentale, che fece della sua terra, la Sardegna, il fulcro di un’analisi letteraria profonda e universale.
Pubblicato per la prima volta nel 1891 dall’editore romano Edoardo Perino, questo romanzo segna il vero e proprio esordio narrativo di Grazia Deledda. All’epoca appena ventenne, la giovane nuorese rivelò immediatamente il suo talento precoce e il suo stile inconfondibile.
La vicenda è ambientata proprio nella Nuoro del 1891 e narra una storia intensamente drammatica e sentimentale. Attraverso una lente che si avvicina al Verismo regionale, la Deledda non si limita a fotografare un angolo di Sardegna, ma ne offre una visione autentica e cruda. Il romanzo è caratterizzato da uno stile originale che unisce la descrizione realistica del paesaggio e della vita isolana a un’esplorazione incisiva delle passioni umane, che spesso si scontrano con il senso del destino e l’ambiente severo. La trama, che si conclude con un finale inaspettato, anticipa i temi della colpa e del fatalismo che matureranno nelle sue opere successive, come Canne al vento. Leggendo Fior di Sardegna, il pubblico scopre la Sardegna non come un mero sfondo, ma come un personaggio pulsante, plasmato dall’occhio attento e già acuto della futura Premio Nobel.
Essendo questo il primo romanzo di Grazia Deledda che affronto, non posso ovviamente addentrarmi in paragoni o valutazioni sull’evoluzione stilistica dell’autrice. Posso però affermare con sicurezza che l’edizione curata da Catartica Edizioni è impeccabile sotto ogni aspetto. Non solo per la cura materiale – la carta, l’impaginazione e la maneggevolezza del volume sono ottime – ma anche per la qualità della narrazione. Sebbene non sappia quanto il testo sia stato eventualmente rivisto o modernizzato, la scrittura si rivela molto densa, concreta e coinvolgente; del resto, siamo nell’ambito del Verismo. Insomma, un testo affascinante in un’edizione che consiglio assolutamente. Voto 5/5
