Silvia Alonso: “Ho voluto creare una storia che parlasse delle mie due anime apparentemente inconciliabili” #Intervista

Che si tratti dei romanzi noir, o di brillanti commedie con un tocco di romance, sono queste le parole chiave del suo stile. Amo raccontare il mistero che si annida nei posti più imprevedibili. Dal noir ai toni più cupi del thriller utilizza le sfumature notturne per le mie ambientazioni, dove i simboli diventano un linguaggio in codice da decifrare.

Questo sottofondo lunare e’ la principale atmosfera di “L’Ultima Alchimia” (romanzo noir, gia’ finalista al Premio Nabokov 2020 per gli inediti) e “Delirio, brividi al nero di Luna” (racconti thriller), oltre che dei racconti del brivido per cui ha ottenuto diversi riconoscimenti (Terni- Narni Horror Fest 2021, Garfagnana in Giallo 2021, GialloFest 2022). Spesso, pero’, prevale la sua anima pirotecnica, e allora l’arancione e il rosa esplodono a comporre una narrazione piena di vita, principale protagonista l’humor. Dopo “I love mammy in Monte-Carlo- come sopravvivere a una vita glitter-“ (Genesis publishing 2019) e’ nato cosi’ “L’avvocato in guêpière” (secondo posto categoria inediti al Premio Città di Cattolica 2023) oggi in pubblicazione (Rossini Editore).

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Come si è avvicinata alla scrittura?


Quella della scrittura è una passione innata, figlia a sua volta dell’ attrazione fatale per i libri. Ho imparato a leggere e non mi sono più fermata. Da ragazza scrivevo poesie, poi ho avuto una lunga fase di arresto: avvicinarmi alla narrativa sembrava un passo gigantesco. Tutto è invece nato con grande naturalezza, iniziando per gioco a scrivere racconti thriller e polizieschi per i vari concorsi.


Come è nata l’idea per il suo ultimo romanzo?


È il primo, e credo l’ultimo romanzo, di ispirazione autobiografica: ho voluto creare una storia che parlasse delle mie due anime apparentemente inconciliabili, il mondo dell’arte, della danza e della femminilità e la professione forense, seria e compita.

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L’avvocato in guêpière è un romanzo che sorprende per la sua originalità, mescolando elementi legali al mondo del burlesque. Cosa l’ha spinta a creare
questa combinazione?


Come accennavo prima, l’obiettivo era quello di parlare di donne e di realizzazione a 360 gradi, in un mondo ancora dominato da modelli di potere forgiati sulle esigenze maschili, dove è difficile scalfire certi stereotipi. Realizzazione, femminilità e carriera sembrano parole create per cozzare l’una contro l’altra, mentre invece la scommessa narrativa era renderle amiche almeno sulla carta.


La protagonista, Maria Antonietta De Angelis vive una doppia vita tra il tribunale e il palcoscenico. Come ha sviluppato questo personaggio così sfaccettato e complesso?


Ho pensato che entro certi limiti ognuno di noi è in qualche modo scisso. Tutti viviamo quotidianamente almeno un piccolo conflitto interiore: fare tardi in ufficio o tornare a casa dalla famiglia, dedicarsi a un’ora di sport o rilassarsi sul divano con un bel libro? La domanda, e dunque l’idea, è arrivata in questi termini: e se per una volta il destino ci offrisse l’occasione di vivere le nostre aspirazioni più segrete senza necessariamente rinunciare a un sogno? E’ nata cosi’ la protagonista Mary De Angelis e, in parallelo, sono nati i due caratteri spalla: la sua più acerrima nemica ovvero la terribile boss Marina Laterza, e l’insegnante di danza Jane Malcov.

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La sua scrittura è ironica e leggera, ma allo stesso tempo affronta temi importanti come il divario di genere e la ricerca di sé. Come ha trovato il giusto equilibrio tra questi elementi?


In parte sono usciti spontanei, in parte c’è dietro un lungo lavoro di cesello. Come in ogni arte credo, far sembrare super naturale e fluido un certo lavoro richiede moltissimo impegno! Diventa il paradosso dello scrittore: devi lavorare molto affinché la tua opera non sembri frutto di duro lavoro!


Come si definirebbe il suo stile di scrittura?


Spero almeno, “pirotecnico”. Multicolore, frizzante e acrobatico.

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A chi consiglia la lettura di L’avvocato in guêpière?


Sicuramente a tutte quelle donne o uomini che cercano un romanzo spensierato, ricco di humor e di spunti di riflessione.


Autori e/o generi preferiti?


Che domandone!
Partiamo dalla narrativa: Baricco, Marilu’ Oliva, Isabel Alliende, Muriel Barbery, e moltissimi altri che ora non mi vengono in mente. Harper Lee, i classici della narrativa (vogliamo metterci Dostojevski?) Tra i noir e i gialli: Scerbanenco, Pinketts, Camilleri, (e fin qui va bene perché sono autori purtroppo deceduti…) Amelie Nothomb (e butta bene perché e’ straniera!) e tutti i big americani del thriller tra cui ovviamente Steven King. Tra gli autori contemporanei italiani sono Alligatore dipendente, Lolita Lobosco addicted, e non posso perdermi un solo romanzo di Valeria Corciolani o Alice Basso. Ma ho tantissimi altri autori che ammiro e apprezzo e vi assicuro c’è un elenco infinito.

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Progetti futuri?


Un bel giallo a tinte mediterranee , femminili, calienti , ironiche e… forse ispaniche? O un noir lunare con tacco dodici e molto fumo di Milano.

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