Francis Taylor Nightingale: “Mi piace l’equilibrio tra caos organizzato e ignoto” #Intervista

Puoi raccontarmi di te e del tuo percorso come scrittrice?

Ho cominciato ad appassionarmi alle storie grazie al primo manga che mi è capitato tra le mani a 12 anni! Prima di allora mi sono dedicata alle classiche letture delle fiabe dei fratelli Grimm, delle favole greche e di quelle classiche come Pinocchio e Moby Dick.

Appena ho scoperto il mondo dei fumetti giapponesi ( fino a quel momento ero comunque affascinata dai cartoni che mandavano in onda su Super 3 e Italia 1), mi si è aperto un mondo e da quel momento ho compreso che raccontare storie sarebbe stato il mio scopo di vita. Con il disegno negli anni ho interrotto poiché è molto faticoso occuparsi di tutto da soli, continuando invece a scrivere battendo le dita prima a macchina e poi con il mio primo portatile dopo aver messo soldi da parte per molto tempo! Dopo aver scoperto letture fantasy come Il Signore degli Anelli e i giochi di ruolo da tavolo, dal 2004 ho cominciato a occuparmi di Blackguard, che recentemente ha subito un rebranding, basandomi molto sul genere fantasy per poter dare sfogo completo alla mia creatività!

Cosa ti ispira a scrivere?


Ho sempre voluto raccontare storie per trasmettere il mondo creativo che ho sempre avuto dentro di me. La mia infanzia ha contribuito a rifugiarmi costantemente in un mondo fantastico, pieno di avventure ed emozioni. E proprio con questo intento, ho cominciato a lavorare con la scrittura, per far emozionare e lasciare la sensazione di aver letto qualcosa che possa avere un valore e formare un ricordo memorabile, come è successo a me con le mie letture di libri e manga.

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Qual è il tuo processo di scrittura e come ti organizzi per scrivere?


Tutto nasce da un’idea, recente oppure che ho scritto da qualche parte su taccuini o fogli accumulati negli anni, ogni tanto ho fatto video su TikTok mostrando il materiale di tanti fumetti e storie che non sono riuscita a concludere! Ogni volta, fin da piccola, mi baso su un’idea generale di quella che è la storia e gli eventi principali che la compongono. Solitamente so anche come la storia dovrebbe o potrebbe finire, ma non mi pongo limiti particolari. La prima fase è sempre quella più libera e fluida, che man mano vado a correggere e ampliare. Non serve un intero file pieno di scritto, ma anche una semplice scaletta a elenco, in cui inserisco le informazioni principali, senza ordine cronologico all’inizio, andando poi a definire anche la parte temporale. 
Mi piace l’equilibrio tra caos organizzato e ignoto, perché le migliori idee vengono sempre quando si ha sufficiente libertà di espressione! All’inizio preparavo a parte anche schede dei personaggi, ma con gli anni ho cominciato a lavorare con file più snelli e con poche informazioni chiave su ognuno. Per personaggi meno rilevanti non le utilizzo proprio, cercando di mantenere comunque una coerenza. A forza di fare questo lavoro pregresso, la stesura è diventata sempre più semplice, aiutandomi anche sul focalizzare un obiettivo specifico per ogni capitolo o sottocapitolo che realizzo. (Es. Alla fine del capitolo, Cisaru deve aver compiuto una certa azione e nel capitolo successivo esplorarne le conseguenze)

Come nasce “Blackguard”?


Nasce dalla frustrazione di non aver avuto un’adolescenza classica, poiché in età scolastica non potevo uscire e avevo una vita sociale molto limitata, per via di problemi familiari. I miei amici e il fidanzato all’epoca giocavano a molti giochi da tavolo come Dungeons and Dragons, io ero super affascinata ma non ne capivo molto bene le regole, ma dentro di me si era accesa l’idea di realizzarne uno io, per poterlo proporre a loro. Alla fine, mentre ho investito mesi per creare il mondo e i suoi personaggi, mi sono resa conto che c’era molto di più da raccontare, una vera e propria storia epica che negli anni, si è evoluta diventando più complessa e matura, arrivando fino ai nostri giorni, dico così perché l’ho cominciato a scrivere nel 2004!

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Qual è il destino che attende Cisaru?


Cisaru ancora non lo sa, ma come ogni buon protagonista, il suo destino è importante per la storia principale, anche se non lo considera come opzione! Grazie a lui, continueremo a scoprire il continente di Gallion, gli intrighi, alleanze e le avversità che costellano il suo viaggio. Come ognuno di noi, si troverà a crescere, imparare e confrontarsi con situazioni non sempre favorevoli, fino allo showdown finale.

Quale capitolo hai amato di più scrivere e quale è stato più ostico? 

L’incontro tra Cisaru e Hope è stato il più emozionante da scrivere, fremevi dalla voglia di farli incontrare perché in fondo sono una fangirl dentro. Tolto l’aspetto emotivo e vagamente romantico, il loro rapporto controverso è allo stesso tempo tenero e conflittuale, andando a esplorare anche quelle che sono le dinamiche relazionali con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Quello più problematico forse è stato l’inizio, in cui Cisaru si trova da solo anche se per un breve periodo, in quanto non essendoci molta interazione con il mondo esterno, ho rischiato di rendere il testo troppo noioso e ripetitivo. Quando non accade molto in una determinata situazione è difficile mantenere l’attenzione sempre alta, ma credo di aver trovato un buon equilibrio!

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Autori e/o generi preferiti?


Contrariamente al genere che scrivo, gli autori di cui mi sono appassionata maggiormente sono Stephen King, Chuck Palahniuk e Murakami. Ognuno di loro mi ha offerto emozioni e con il loro stile ho potuto esplorare anche il mio mondo interiore, imparando a esprimermi al meglio, infatti penso di scrivere meglio di come parlo 😀

Progetti futuri?


Benché la maggior parte dei miei sforzi letterari sia legata all’opera di Blackguard, al momento sto scrivendo Thompson’s Legacy su Wattpad, un romantasy autoconclusivo di recente creazione, con cui vorrei raggiungere un pubblico più giovane e ampio.

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Qual è il tuo sogno letterario?


Poter pubblicare la mia serie di 18 libri con un editore intenzionato a dare vita assieme a me a un progetto fantasy drammatico su cui lavoro da oltre vent’anni, implementando anche illustrazioni ed edizioni cartacee che possano abbellire la libreria di ogni appassionato!

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