
Alex Coman è editor e Coordinatore Editoriale per Edizioni Italiane e Direttore di Collana per le sezioni Horror, Giallo, Narrativa non di genere, Thriller e Fantascienza. Curatore della nuova collana per Delos Digital – Nuova Frontiera. Scrittore e traduttore di narrativa, è giurato e videomaker per il Terni Horror Fest, festival che si svolge ogni anno nella sua città;
Recensore sul Blog www.leggeredistopico.com; Ha pubblicato Libri e Racconti con ottimi riscontri di pubblico e critica, alcune delle sue opere sono: “Tra le stupide righe”, Argento Vivo Edizioni, e di “Ombre nella pietra”, Delos Digital, collana Distopica. Autore vincitore di numerosi premi nazionali, traduttore ufficiale di alcuni importanti autori europei, editor è anche Copywriter certificato con valenza internazionale nonché Esperto SEO nell’ambito della letteratura e dell’editoria.
Puoi raccontarci di te e del tuo percorso come scrittore?
Be’, il mio primissimo racconto risale a tantissimi anni fa e pensavo di aver scritto il capolavoro del secolo, cosa che succede spesso a molti scrittori. All’epoca, essendo anche alle prime armi, pensavo che bastasse mettere delle parole in fila e mandare il file a una casa editrice per pubblicare: naturalmente sbattei contro un muro. Gli anni successivi li ho dedicati quindi alla sperimentazione, se mi passi il termine. Scrivevo storia con una chiara tecnica in testa per capire – dal feedback dei pochi lettore che avevo – se tale tecnica potesse trasmettere o meno il messaggio che volevo.
Per questo il primo romanzo che ho pubblicato – Tra le stupide righe, Argento Vivo edizioni – è in realtà il mio terzo romanzo. I primi due sono appunto, degli esperimenti.
Ombre nella pietra e Voce Misteriosa sono state fatiche relativamente più facili, visto il bagaglio di esperimenti che avevo acquisito.
Cosa ti ispira a scrivere?
Una volta ci credevo all’ispirazione, come tutti, penso. E capisco chi aspetta questa musa, nella speranza che, con la sua presenza, la storia che si sta scrivendo prenda vita più facilmente.
Ora invece me la faccio venire l’ispirazione, che è un consiglio che do a tutti gli scrittori, se posso permettermi. È chiaro che ci sono momenti in cui uno scrittore ha più fantasia o più flusso, ma aspettare che questi momenti arrivino da sé è controproducente. Bisogna solo mettersi a scrivere.
Da cosa ispirarsi? Da tutto! Dalla vita quotidiana, dalla vita straordinaria, dalle esperienza passate, dalle esperienze che vogliamo provare, da tutto.
Qual è il tuo processo di scrittura e come ti organizzi per scrivere?
Prevalentemente, prima di iniziare una storia, costruisco il worldbuilding e poi i personaggi e solo in seguito metto insieme la trama o l’idea che ho in testa. Ci sono eccezioni a questo processo, ma poche.
Se si intende invece proprio il momento della scrittura, non c’è molto da dire: si sta seduti – sulla sedia, sul divano, sul pavimento, nel parco, in biblioteca, in un caffè – e si scrive. Una cosa che uso spesso è la pallina del pensiero, che è un’espressione banale per un’azione altrettanto futile, ma che mi aiuta a pensare. Quando sono davanti a un punto di blocco, lascio il pc, prendo una palla di gommapiuma e la lancio contro le pareti della casa o della struttura in cui mi trovo, mentre ragiono a voce alta. La pallina del pensiero in realtà può essere tutto, basta che mi faccia fare un’azione meccanica mentre io dialogo con me stesso sulla storia. Se mi beccate in un parco e mi vedete parlare da solo mentre giro intorno a una panchina, non chiamate le forze dell’ordine: non sono pericoloso, sto solo sciogliendo un nodo sulla storia che sto scrivendo 🙂
Quale dei tuoi romanzi o racconti pensi sia il più riuscito?
Penso che Ombre nella pietra (Delos Digital edizioni) sia quello nel quale ho messo più messaggi, la maggior parte dei quali è arrivata ai lettori. Per questo lo trovo il più riuscito, nonostante sia così breve.
Quale capitolo hai amato maggiormente scrivere e quale è stato più ostico tra tutti quelli mai scritti?
Ho amato scrivere quasi tutte le volte che ho scritto. Se proprio devo scegliere quello in cui mi sono divertito di più, direi il racconto Regolite – Il colore della Luna, ma in realtà mi sono divertito sia scrivere di PIT in Tra le stupide righe, sia muovere Mina e Robi in Ombre nella pietra, sia fare ricerca per Voce Misteriosa.
Quali sono state le parti più ostiche? Tutte quelle sopra che ho amato scrivere 🙂 Scrivere è la mia passione, ma è anche sofferenza.
Autori e/o generi preferiti?
Spazio veramente tra tutti i generi e moltissimi autori. Non riuscirei a dire quale siano i miei preferiti. Posso dire che Jeffery Deaver è stato un punto di riferimento per il giallo contemporaneo; ma come non citare Conan Doyle o Agatha Christie per il giallo?
Mi piace molto Carlos Luis Zafon e lo nomino solo perché credo che sia sottovalutato, ma di suo ho letto solo tre libri, proprio perché spazio tra gli autori, forse anche troppo.
Mi piacciono i fumetti e i manga, i racconti, i romanzi, e in tutto questo marasma ci sono davvero troppi nomi di spessore tra cui scegliere. Oltre il lavoro da editor, provo a leggere l’autore che mi va sul momento, chiedendo silenziosamente scusa a tutti gli altri.
Progetti futuri?
Sì, sempre 🙂 Ma non dirò nulla, non ancora!
Qual è il tuo sogno letterario?
Oltre avere la propria saga su Netflix e vivere di invenzione di personaggi e royalities? Be’, come tutti gli scrittori, vorrei che le mie storie arrivassero a più lettori possibili. Il nostro egocentrismo in qualche modo va alimentato 🙂