Paolo Squillante: “Nella mia famiglia la lettura e la scrittura sono sempre state una passione” #Intervista

Ben tornati a tutti lettori, oggi sono qui per mostrarvi l’intervista all’autore Paolo Squillante, di cui tempo fa ho avuto il piacere di leggere “Dimensione impero” edito Porto Seguro editore.

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Paolo Squillante nasce a Roma nel 1983. È laureato in Psicologia e specializzato in Psicoterapia Gruppoanalitica. Ha lavorato in cliniche psichiatriche, comunità per il recupero di persone affette da psicopatologie e, attualmente, nelle scuole di periferia. Grande appassionato di fantasy e fantascienza, coltiva da sempre la passione per la storia dell’antica Roma. Dimensione Impero è la sua prima pubblicazione con Porto Seguro.

Quando hai capito che volevi diventare uno scrittore?

Nella mia famiglia la lettura e la scrittura sono sempre state una passione. Abbiamo casa piena di libri e anche mio padre ha pubblicato di recente diversi romanzi.

Fin da piccolo, ho sempre immaginato storie e le scrivevo sui quaderni di scuola, sul diario, sui fogli di carta. Ricordo che alcuni amici scoprirono questa mia passione, difatti la tenevo nascosta perché pensavo che ciò che scrivevo non potesse attirare l’attenzione. Avevo paura anche di un giudizio negativo. Ricordo ancora una sera al mare con la comitiva di allora, avrò avuto circa 12 anni, ovviamente non c’era né internet, né telefonini ed eravamo annoiati. Un mio amico mi chiese di leggere una delle mie storie e tutti rimasero rapiti da quello che avevo scritto, a quel punto ho iniziato a fantasticare che un giorno sarei potuto diventare uno scrittore.

Come ti descriveresti come scrittore?

Difficile dirlo, sicuramente mi piace trasmettere sentimenti, passione, energia. Forse la parola giusta potrebbe essere ‘adrenalinico’, come è stato definito Dimensione Impero in una recente intervista.

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Cosa ti piace scrivere?

Per rispondere a questa domanda ho pensato a cosa mi piace leggere. Sono un appassionato di Fantascienza e Fantasy. Non disegno però anche letture di Storia e romanzi Thriller. Da ragazzo ero più orientato a scrivere Fantasy, i miei racconti erano incentrati soprattutto su questo filone, poi ho scoperto che si possono fondere più stili, cioè i romanzi Ibridi, infatti Dimensione Impero è un romanzo tra Fantascienza e Storia. Sono tra le altre cose un appassionato di Storia Romana, soprattutto dell’epoca Imperiale, e di ciò che riguarda la Seconda Guerra Mondiale, perciò ho cercato di unire Fantascienza e Storia.

Mi piace fondere e unire idee diverse per creare qualcosa che stimoli il lettore a pensare in modo alternativo, ad inoltrarsi in un mondo simile al suo, ma diverso. A stuzzicare la sua immaginazione verso ciò che sarebbe potuto essere, ma che solo nella fantasia è possibile creare.

Cosa ti ispira a scrivere?

Mi ispirano le mie passioni, i miei sentimenti, il voler mettere nero su bianco ciò che spesso mi passa per la mente. 

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Com’è nato “Dimensione Impero”?

Letteralmente da un sogno che feci. I sogni (e qui si potrebbe aprire un capitolo partendo dagli antichi popoli fino ai giorni nostri, passando per Freud e per le varie ricerche neurologiche recenti), sono per me importanti, anche per il lavoro che svolgo quotidianamente, di fatti sono uno Psicologo-Psicoterapeuta. Quel sogno, che è il primo capitolo del libro, opportunamente modificato, mi ha dato lo spunto per scrivere tale opera. Ricordo ancora la mattina quando aprii gli occhi, ero così felice che decisi di provare a scrivere un racconto su ciò che mi era apparso quella notte. Inizialmente, come quando ero ragazzo, ho scritto un po’ dove capitava, su fogli bianchi principalmente, poi la storia e i personaggi hanno iniziato a coinvolgermi sempre di più fino al punto che è nato Dimensione Impero.

Quali sono i personaggi che hai amato maggiormente scrivere?

I personaggi che ho descritto sono tutti interessanti, hanno una loro storia, una loro personalità che ho cercato di definire nel miglior modo possibile, (alcuni sono ancora velati di mistero perché saranno sviluppati nei prossimi libri) però devo ammettere che Ludmilla è il personaggio che, in Dimensione Impero, amo di più. Del resto è una donna forte, una leader. Non si arrende mai, neppure davanti a difficoltà insormontabili. Ha una storia molto difficile alle spalle, ma nonostante tutto ha fatto dei suoi drammi dei punti di forza. 

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Quali sfide hai dovuto affrontare?

Non so se è banale dirlo, ma la sfida maggiore che ho dovuto affrontare e far leggere ciò che avevo scritto a persone estranee. Come molti autori mi hanno confessato e come anche io ho fatto, i primi lettori sono amici e parenti, la prima in assoluto è stata la donna che amo, ma doverlo inviare a persone estranee che sono abituate a giudicare gli scritti, è stata una vera sfida per me.

Un’altra sfida è stata poi trovare una casa editrice, anche perché spesso si incontrano solo personaggi interessati a farti comprare le tue copie. Purtroppo apparentemente così funziona l’editoria Italiana (scusate la polemica), ma alla fine consigliato anche da mio suocero ho trovato nella Porto Seguro Editore, una casa editrice che aiuta i suoi autori ed è sempre disponibile.

Il mondo dell’editoria, come ogni cosa, è arduo e ricco di sfide, quello che posso dire è che non ci si deve mai arrendere, se si ha un sogno bisogna lottare.

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Qual è il tuo sogno letterario?

Con mio padre, fin da piccolo, ho sempre girato librerie e comprato libri. Il mio sogno è quello di entrare, un giorno per caso, in una libreria e trovare la mia opera esposta, tra gli scaffali, assieme ai tanti autori che hanno accompagnato la mia vita e che continueranno a farlo anche in futuro. La lettura è importante perché aiuta ad aprire la mente, a farti vivere mille vite.

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