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Questa storia è ambientata in una delle tante estati caldissime della Sicilia, in un piccolo paese volutamente non identificato per rappresentare ogni paese, ed è narrata in prima persona dal picciriddu: l’innocenza di un bambino rilegge poeticamente fatti cruenti come omicidi e ricatti, perché soltanto con la fantasia una città controllata dalla mafia può diventare scenario di avventure come in un telefilm. Purtroppo l’amara realtà tracima, rivelando a poco a poco il dramma della vita a scapito della dolcezza dei sogni e delle illusioni. Legando fatti di cronaca a invenzioni romanzesche, con suoni, colori e sapori tipicamente siciliani, l’autore costruisce un ritratto palpitante della sua terra e getta un ponte tra storia, tradizioni e un futuro in cui l’amore è speranza e forza per il cambiamento. Un romanzo teatrale, dove le maschere indossate dai personaggi sono necessarie per condurre una vita normale solo in apparenza, ma le stesse maschere non possono essere mantenute di fronte allo sguardo ingenuo, sincero e disinteressato di un picciriddu siciliano che diventa grande interrogandosi sulla mafia.
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Specchi di cristallo: Perché il protagonista di Lorenzo Laneve potresti essere tu | Prima tappa

Tutti noi viviamo immersi in una confortevole routine, convinti che le fondamenta della nostra vita, il lavoro, gli affetti, la stabilità economica, siano solide e immutabili. Ci muoviamo in quella che definiamo “normalità”, ignorando quanto, in realtà, l’equilibrio della nostra esistenza sia sottile e vulnerabile. Il tema centrale che apre il viaggio di “Dall’Asfalto al……
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Recensione “La scelta di Penelope” La Saga di Itaca Vol. 2 di Claire North

A mantenere sul trono di Itaca la regina Penelope è un delicato equilibrio di potere. Sono trascorsi anni da quando il suo sposo, il nobile Odisseo, è salpato verso Troia. E, in quell’assenza, Penelope è dovuta ricorrere a tutto il suo ingegno per frenare i pretendenti e assicurare la pace. Una pace che è nuovamente……
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Il coraggio di riprendersi il tempo: intervista a Federica Abozzi, autrice di “Quaderni verdi”

C’è un momento preciso in cui le parole degli altri, quelle che leggiamo per piacere o che maneggiamo per mestiere, smettono di essere un riflesso e diventano un richiamo. Per Federica Abozzi, questo richiamo ha preso la forma di un taccuino color smeraldo. Cagliaritana, classe 1984, Federica ha costruito la sua carriera sull’architettura della comunicazione:……
