Intervista a Elena Amatucci di gnamgnam.it

Elena Amatucci l’ideatrice di gnamgnam.it si presenta ai lettori di muatyland

Mi chiamo Elena, ho 35 anni e vivo a Napoli.   Fin da piccola, nelle grandi occasioni, ma anche spesso di domenica, sono stata affascinata dal vedere mia zia cucinare; ho iniziato dandole una mano e poi man mano ho cominciato a sperimentare da sola, iniziando a fare dolci a dodici anni, più come meccanismo di autodifesa (a casa mia nessuno sa cucinare bene :P) che per il piacere di mangiarli.

Nel 2007 ho aperto questo blog di cucina, inizialmente solo per poter mettere sul web le ricette con foto passo passo di quello che preparavo ogni giorno a casa. Poi un po’ alla volta è diventato parte integrante delle mie giornate, uno stimolo a migliorare sempre di più, una fonte continua di soddisfazioni grazie a tutte le persone che mi seguono. 

La cucina è la mia passione, il mio hobby e, per mia fortuna, anche il mio lavoro, chiunque mi stia vicino per almeno cinque minuti non può non rendersi conto di quanto sia per me di vitale importanza vivere ogni giorno  immersa in profumi, odori e colori provenienti dalla mia cucina.

Spero che il mio blog possa essere uno stimolo, per tutte le persone che hanno sempre guardato la cucina solo da lontano, ad avvicinarsi, e a rendersi conto che non esistono persone che sanno cucinare, ma solo persone che amano farlo. 


Salve Elena, grazie per aver accettato di essere intervistata da muatyland.com, iniziamo chiedendole: se dovesse descriversi con l’ausilio di tre aggettivi, quali sarebbero e perché?

Tenace, energica e positiva. Perché non mi fermo mai né mi accontento, penso si possa sempre migliorare. E non bisogna mai perdere la propria curiosità, che è uno stimolo continuo.


Come e quando si è avvicinata al mondo della cucina?

Da piccola aiutavo mia zia, che è molto brava, con piccole cose tipo: sgusciare le vongole e preparare le tartine durante le feste natalizie. Poi arrivata ai 13 anni, visto che mia madre non è che sia proprio una cuoca provetta (ciao mamma!), mi sono lanciata nella preparazione dei primi dolci. E una cosa tira l’altra, non ho potuto più farne a meno.


Come e quando è nata in lei l’idea di creare gnamgnam.it?

Ho iniziato nell’aprile 2007, per hobby, con la voglia di condividere i piatti che preparavo, al di fuori delle quattro mura di casa. Poi nel corso degli anni è diventato un lavoro a tempo pieno che continua a cambiare per rimanere al passo coi tempi.


Come è arrivata ad essere una Foodblogger? Come è cambiata la sua vita e la sua quotidianità da quando percorre questa strada?

Se lo intendiamo come lavoro, è successo con la prima proposta di collaborazione da parte di una concessionaria pubblicitaria, nel 2012. Ho deciso di lasciare il vecchio lavoro e fare un salto nel vuoto, e mai scelta fu più felice. Le mie giornate sono state completamente stravolte, per lo più in positivo: dedico la mattinata al lavoro al computer, il pomeriggio cucino ed ho la possibilità di organizzare il mio tempo come meglio credo. E in questo sono davvero molto fortunata, non cambierei il mio lavoro con nessun altro.


Quando si approccia ad una nuova ricetta, come procede? Si tratta sicuramente di un lavoro che prevede molte ore. Basti pensare alla parte di studio per la ricetta, la preparazione in se e la parte di editing video e creazione di contenuti multimediali da condividere con i suoi followers. Può accompagnarci in questo percorso?

In genere faccio uno studio sulle ricette più ricercate, usando tool appositi, talvolta ascolto le richieste delle mie utenti, continua fonte di ispirazione. E molto spesso mi appunto i piatti che piacciono a me e che vorrei trovare su un blog di cucina. Una volta stabilito il piano d’attacco, decido se farne una foto o una video ricetta. Opto per la prima se si tratta di preparazioni più articolata, mentre preferisco i video per ricette veloci e golose, che catturano subito l’attenzione, quindi perfette per i social. Le dosi vengono scelte quasi in corso d’opera, ho sempre un’agenda dove scrivo i vari ingredienti. Mentre per i video peso tutto prima, preparo quattro o cinque piatti in una giornata, e poi monto il tutto, cercando di dare la durata di un minuto imposta da instagram.


La sua ricetta preferita?

Da brava napoletana, il tortano, una ciambella rustica che si prepara a Pasqua. Anche se a casa mia ogni scusa è buona per infornarne uno!

CASATIELLO NAPOLETANO, il rustico tradizionale che si prepara a Pasqua

Predilige cucinare dolci o approcciarsi al salato?

Preferisco cucinare dolci, ma mangiare il salato. Il che mi fa ritrovare sempre con un esubero di dolci che regalo ad amici, vicini e parenti (che mi vogliono molto bene).


Secondo lei c’è un piatto che ognuno di noi dovrebbe essere in grado di preparare su due piedi? Se sì, quale?

Credo siano gli spaghetti aglio e olio, che nella loro semplicità, non sono affatto facili da realizzare. Però è una di quelle cosa che unisce e che puoi preparare sempre, anche quando in casa non hai nulla.


Sogni nel cassetto?

Vorrei pubblicare un libro di ricette, è un sogno che mi porto dietro da un po’ e spero di realizzarlo quanto prima.


Progetti in cantiere di cui può darci qualche piccola anticipazione?

Più che un progetto vero e proprio, è un buon proposito: superare la mia timidezza da macchina fotografica e videocamera, e rendere più partecipi le persone che mi seguono della mia vita, visto che ormai, dopo anni, è come se fossimo una grande famiglia, seppur virtuale.

Qual è stata la più bella esperienza professionale che ha vissuto nella sua arte da raccontare ai nostri lettori, e perché proprio quella?

Il mio primo cooking show, ero così emozionata e agitata che sono riuscita a fare in 12 minuti cronometrati circa 50 tiramisù al bicchiere.

Però devo confessare che i momenti più emozionanti, li ho vissuti a casa, quando alcune delle persone che mi seguono mi hanno inviato delle lettere scritte di proprio pugno, superando la barriera della virtualità. Mi sono emozionata non poco, quando ricevi affetto da persone che non hai mai visto dal vivo, vuol dire che stai facendo un buon lavoro.


Come si vede da qui a 10 anni?

Probabilmente in un’altra città, e se proprio devo sognare in grande, con una scuola di cucina di Gnam Gnam


gnamgnam.it

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