Intervista alla Cantante ABA: “NATURAL è solo la naturale prosecuzione del mio stile di vita nella musica”

Che sia di fronte ad un pubblico intimo, o in un programma televisivo davanti a milioni di telespettatori, Aba si sente a casa sopra ad un palcoscenico, dove la sua voce potente e una forte presenza scenica rivelano tutta l’energia che sente dentro. Le sue esperienze variano da programmi TV, eventi privati, produzioni aziendali, jazz club, concert con orchestra, ecc. E’ a suo agio in ogni tipo di palco e sta viaggiando il mondo con la sua passione per la musica.

Finalista al concorso canoro più importante d’Italia, Aba, all’anagrafe Chiara Gallana, si è fatta notare ad Xfactor 2013 per la voce calda e potente e una forte presenza scenica. Guidata dal giudice Elio, Aba ha convintoil pubblico arrivando fino alla finale al Mediolanum Forum di Assago dove ha duettato con Mario Biondi sulle eleganti note del brano Close to you di Burt Bacharach.

Trentun’anni, della provincia di Padova, Aba studia canto e pianoforte dall’età di 14 anni e accompagna lo studio della musica a quello dell’economia. Dopo aver calcato numerosi palchi e aver partecipato a diversi concorsi durante gli anni di gavetta, nel 2008 approda nel Summertime Choir, coro gospel di fama nazionale, che le da la possibilità di completare la sua formazione e di esibirsi su grandi palchi in giro perl’Italia e l’Europa. Sulle note del cavallo di battaglia I put a spell on you di Nina Simone in versione blues, riesce ad entrare nella rosa dei concorrenti di XFactor nel 2013. La predilezione per la musica afro-americana non è un mistero, il suo mito è Beyonce e il mondo musicale che Aba preferisce attinge dal blues, soul, jazz e gospel.

Subito dopo la finale di XFactor ha preso parte ad una puntata di Un posto al Sole, interpretando se stessacome ospite musicale del Bar Vulcano, e ha cantato insieme al gruppo Elio e le Storie Tese nel programma di Rai Due Il Musichione. Ha partecipato inoltre, in veste di giurata al fianco di Claudio Lippi e Jose Maria Sciutto, al concorso La Canzone di noi, in onda su TV2000 tra marzo e giugno 2014. Nell’autunno 2014 è ospite della trasmissione Domenica In su RaiUno all’interno dello spazio musicale “Ancora Volare”. Da marzo a giugno 2015, inoltre, ha partecipato a fianco di Maurizio Crozza, alla trasmissione Crozza nel paese delle meraviglie tutti i venerdì su La7 in prima serata. Per gli Europei di calcio 2016 è stata la voce del programma di commento di Flavio Insinna su Raiuno.

Grazie alla sua musica e alle collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, Aba si è esibita sui palchi italiani più importanti, come il Mediolanum Forum, il Blue note a Milano, il Bravo Caffè a Bologna, il Q club di Padova, il Teatro Politeama di Genova, Auditorium Parco della Musica a Roma, e molti altri, aprendo anche i Giochi Giovanili Europei di Bratislava (Rep. Slovacca) e cantando nel resort numero 1 al mondo”The Mulia“a Bali (Indonesia). E’ in costante viaggio con la sua musica e si è esibita in Florida, Indonesia, Israele, Marocco, oltre che in Scozia, in Qatar e a Cipro, con i finalisti dell’Eurovision Minus One. Nel 2017 ha viaggiato per il mondo con i suoi concerti, esibendosi in Qatar e per la prima volta in 4 concerti negli Stati Uniti, in Florida. Nel 2018 ha avuto nuovamente l’opportunità di lavorare in Marocco, Bali e in 2 concerti in Israele con la Haifa Big Band. Ha collaborato con artisti di grandissimo calibro come Mario Biondi, Elio e le storie tese, Jermaine Paul, Cece Rogers, Luca Tommassini, Zibba e molti altri.

Il 13 dicembre 2013 è uscito il suo primo album unitamente al singolo Indifesa, insieme al primo video cheha superato la soglia delle 150.000 visualizzazioni su youtube. Il 17 giugno 2016 ha pubblicato il singolo che anticipa l’album Get me high, con eccellenti risultati di media e classifica (12° in classifica generale, 1° in classifica RNB). Il 14 luglio 2017 è uscitoil suo primo album di inediti, Oxygen, finanziato in parte con l’aiuto dei fan tramite la piattaforma Musicraiser: un successo di vendita per questo album indipendente, già prima della sua pubblicazione.


Salve Chiara, la ringraziamo per aver accettato di essere intervistata da muatyland.com, iniziamo chiedendole: come e quando si è avvicinata alla Musica? Quando invece ha capito che avrebbe voluto farne un lavoro?

Buongiorno a tutti e grazie dell’invito. Non ho un ricordo preciso di quando ho capito che volevo farlo anche professionalmente, ma ho sempre saputo che ribolliva dentro di me una forza incontrollabile, che ho sempre lasciato fluire. A 4 anni ho provato addirittura a fare il provino per lo Zecchino d’oro, ma ero troppo timida per aprire bocca. A 14 anni una ragazza della mia età mi sentì cantare e mi aprì al mondo dell’insegnamento (non sapevo che si potesse studiare musica e/o si potesse affinare la tecnica). A 25 anni ho fatto il mio “ultimo” provino: ormai la mia carriera stava prendendo una certa forma al di fuori della musica e mi sono detta che valeva la pena provare un’ultima volta prima di procedere con quello che orami stavo facendo (e che comunque mi piaceva). Ho deciso di fare l’ultimo provino della mia vita – quello di Xfactor – ed è andata bene!


Dal 2008 entra a far parte del Summertime Choir, coro gospel di fama nazionale. Come la musica afro-americana influenza le sue performance?

Mia madre per calmarmi da piccola accendeva il dvd di Michael Jackson. Sono sempre cresciuta circondata da musica soul, hip hop, neo soul. Erano gli anni 90, cominciava ad arrivare anche da noi tutto il mondo Rnb, tramite Sister Act, e tutti movimenti di quella cultura. Sono stata influenzata su questo fin da piccola, ed ho sempre sentito che quel tipo di musica mi smuoveva qualcosa dentro. Poi nel 2008 ho fatto il provino per entrare nel Summertime Choir e mi si è aperto un mondo intero. Da quel momento in poi, avevo capito cosa volevo fare nella musica. Chiaramente questo tipo di ascolti ha influenzato anche il mio modo di cantare, di stare sul palco, di fare musica in generale. In Italia questo genere di musica viene rappresentato poco, mi piacerebbe ci fosse spazio anche per gli italiani che si cimentano in questi ambienti, non solo per i performer stranieri.


Lei è risultata finalista all’edizione del 2013 di Xfactor, sotto guida del Giudice Elio. Può parlarci di questa esperienza? Quando in lei è arrivata l’idea di partecipare ai provini? Come questa esperienza ha influenzato il suo percorso successivo?

Quando, dopo una laurea in Economia Aziendale e un lavoro in agenzia marketing, tutto sembrava procedere verso una direzione. A dire a verità non ho nemmeno mai abbandonato quella direzione, perché sono due aspetti che continuano a far parte di me e possono convivere benissimo (il marketing e la musica), però volevo darmi l’ultima possibilità di diventare una professionista della musica. Ho tratto molto da questa esperienza: competenze, conoscenze, emozioni, esperienze che non avrei altrimenti potuto vivere. Negli ultimi anni, dopo la mia partecipazione ad Xfactor, ho vissuto una vita di cui non potevo nemmeno immaginare l’evoluzione. E’ stato un bellissimo giro in giostra!


La vita dell’artista è fatta di continui viaggi e di valigie alla mano, come affronta dal punto di vista psicologico i continui spostamenti e il distacco dalla famiglia?

Fortunatamente mi piace MOLTO viaggiare, e il mio compagno mi ha conosciuto che ero già una nomade quindi ha sempre accettato di buon grado i miei spostamenti. Mi sento nomade di natura, quando mi chiedono dove abiti, rispondo sempre “Ho l’armadio e il fidanzato a Padova, ma sono cittadina del mondo”. Non potevo chiedere di meglio: una vita di passione e viaggi.


Come descriverebbe la sua vocalità?

Bella domanda. Difficile autodescriversi così. Direi che ho un timbro caldo ma squillante, un modo energico di affrontare il palco e una vocalità adattabile a diversi generi e stili. 


Come definirebbe il suo stile di interprete? C’è qualche cantante a cui si ispira?

Quando avevo 14 anni un’amica che mi sentì cantare mi disse che le ricordavo Joss Stone. Non avevo idea di chi fosse, ma la ascoltai e mi ci ritrovai. Questo cosa mi è stata ripetuta molte volte nel corso del tempo, e pensare che fino a pochi anni fa non avevo mai ascoltato un suo disco o visto una sua performance live. Così mi sono interessata ed ho approfondito, mi è piaciuta molto (e son lusingata dell’accostamento, ma, come direbbero i miei amici romani “me piacerebbe”), sono diventata sua fan e l’anno scorso sono addirittura riuscita a duettare con lei sul palco del suo concerto di Verona. Direi una bella favola! Ascolto molte altri cantanti, da Lauryn Hill a Beyonce, Alicia Keys, Jessie J, ecc. Sono particolarmente attirata dal bel canto e dai melismi afroamericani. Non ho mai cercato di imitare o copiare qualcuno, ma chiaramente tutti questi ascolti mi hanno influenzato nella mia interpretazione.


Qual è l’artista vivente che stima di più e perché? E da quale mito del passato si sente maggiormente ispirata?

Sicuramente Beyonce. E’ completa, artista a tutto tondo, e soprattutto può cantare quello che vuole egregiamente. Le basterebbe un microfono e una luce per spettinare tutti. Ha una capacità di destreggiarsi in tutti gli anfratti della propria voce che mi fa commuovere. Ultimamente ascolto molto Jessie J che secondo me, al netto di qualche canzone un po’ troppo commerciale, è la miglior cantante al mondo in questo momento. Del passato ascolto molto Etta James, Ella Fitgerald e tutte le grandi dive del soul-rnb dagli anni 70 in poi. 


Cosa significa per lei essere un’Artista?

Sono un’artista strana, io mi definisco artista pragmatica. Forse proprio per la mia formazione accademica e sicuramente anche per carattere, mi ritengo un po’ più “quadrata” di quello che si immagina essere il carattere o lo stile di vita di un’artista. Ovviamente ognuno fa caso a sé, ma credo di non appartenere proprio alla definizione di artista come letterariamente si vuole definire. Sono solamente una ragazza a cui piace cantare e condividere la sua passione per la musica. 🙂


Qual è stata la più bella esperienza professionale che ha vissuto nella sua arte da raccontare ai nostri lettori, e perché proprio quella?

Sicuramente Xfactor mi ha dato molto: ho lavorato con i migliori professionisti del settore, a stretto contatto per due intensissimi mesi, potendo concentrarmi solamente sull’atto della performance, una specie di vacanza musicale. Sicuramente quello che mi piace di più affrontare sono i palchi in cui la gente si siede ed ascolta quello che musicalmente gli stai raccontando. Fortunatamente ne ho incontrati molti, e lo scambio di energia che avviene con il pubblico è impagabile, mi sento unita al mondo, completamente “risolta” in quell’attimo.


Charles Bukowski, in una bella intervista del 1967 disse… «A cosa serve l’Arte se non ad aiutare gli uomini a vivere?» (Intervista a Michael Perkins, Charles Bukowski: the Angry Poet, “In New York”, New York, vol 1, n. 17, 1967, pp. 15-18). Lei cosa ne pensa in proposito. Secondo lei a cosa serve l’arte della musica da questo punto di vista?

Non potrei essere più d’accordo. Forse per questo non riesco a definirmi “artista”, come dicevo prima. Perché l’arte è immanente in ognuno di noi, le nostre vite ne sono imbevute perché ne abbiamo bisogno per vivere, quindi ognuno di noi è artista in qualche modo. Senza l’arte saremmo spenti. Quando penso a tutte le persone che tacciano gli artisti per nullafacenti o figli di papà, vorrei che passassero una settimana senza musica, senza cinema, teatro, serie tv, radio in macchina ecc. Probabilmente si renderebbero conto di quanta arte stanno subendo e quanto essa arricchisca le loro vite.


Può parlarci del suo NATURAL PROJECT su YouTube?

É un progetto che ho voluto fortemente in un momento in cui la musica mainstream è completamente soggiogata alle regole del mercato fast-food. Ormai non c’è più ricerca dell’emozione, ma solamente ripetizione di schemi ritriti per far si che l’ascoltatore si ritrovi nel nuovo prodotto senza nemmeno accorgersi che si tratta dello stesso che ha sentito un mese fa con un’altra veste. Come ascoltatori, siamo perennemente ingannati dalle produzioni commerciali contemporanee. Volevo tornare indietro ai tempi in cui la musica era suonata veramente, e solo chi la suonava sul serio veniva ascoltato. Senza alcun filtro, buona la prima, come si registrava ai tempi di Ella. Per la mia vita in generale la libertà è un valore imprescindibile, ed anche il mio album Oxygen incarna questi ideali: suonato da musicisti veri, senza utilizzo di elettronica, con testi che inneggiano alla libertà di amare, essere amati, vivere ed esprimersi. NATURAL è solo la naturale prosecuzione del mio stile di vita nella musica.


Quali appuntamenti occuperanno il suo calendario prossimamente, può darci qualche anticipazione?

Oltre alla produzione di altri video per NATURAL sul mio canale youtube (www.youtube.com/chiaragallana), sto mettendo a frutto la mia esperienza negli eventi anche backstage, come direttrice dei lavori di organizzazione, direzione artistica, scelta del cast, ecc. Ho molti progetti per il mio futuro lavorativo, e sono talmente ambiziosi che vago indifferentemente tra esaltazione e panico 😉 Chiaramente alla mia attività non si ferma mai per cui sono in perenne movimento con i miei concerti in giro per il mondo. Ad agosto sarò a Como, in Liguria, poi Marrakech, Toscana, e infine Istanbul. Temo che il primo riposino vero lo farò con le vacanze di Natale. Forse.


Quali sono le sue aspettative per il futuro della musica in Italia?

Credo e spero che questo filone auto-copiativo della musica mainstream finirà. I nuovi mezzi hanno sicuramente favorito un appiattimento delle produzioni (perché chiunque ora può pubblicare il proprio prodotto ovunque), ma questo ha anche aperto la strada a talenti incredibili che fortunatamente si fanno sentire. Penso a fenomeni nati da youtube come Jacob Collier, gli Snarky Puppy, ecc. Di musica bella ce n’è tanta in giro, e anche gli italiani lo sanno. Sarebbe bello se ci si alzasse dal divano ogni tanto e si preferisse frequentare un locale di musica live o una rassegna di cantautorato, piuttosto che guardare l’ennesima puntata di Temptation Island. Credo che la cura ci sia già, dobbiamo essere solo abbastanza forti da prendere l’antibiotico…


Come si vede da qui a 10 anni? Ha un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare?

Domanda difficilissima. La mia teoria è che la nostra vita e le potenziali alternative viaggino su binari paralleli. Ad un certo punto succede qualcosa che fa aprire una sliding door e ti ritrovi a gestire quella stessa vita ma su un altro binario, che conserva tutto quello che hai fatto finora, ma ti pone nuove sfide. Ogni avvenimento, investimento, trauma, ecc ci portano a cambiare binario. Mi piace avere un’ambizione (anche più d’una) e cercare di svilupparla. Mi piace costruire. Mi piace fare progetti e lavorare affinché li possa realizzare. Ma sono convinta che dobbiamo abituarci all’idea che tutto fluisce e quindi il sogno nel cassetto deve essere più grande di un singolo avvenimento, ma deve essere più una filosofia di vita. La mia filosofia di vita, con cui gestirò tutti i binari su cui mi troverò a correre, è sempre quella dello sfruttare i miei talenti per mettermi a disposizione della grande comunità che è l’umanità. Non ho idea di dove sarò fra 10 anni, ma spero che manterrò il mio spirito libero e produttivo, qualsiasi sia il campo di applicazione dei miei talenti.


Karma/Superstition – ABA & Cassandra Sotos – N.A.T.U.R.A.L.

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