Recensione “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson

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Titolo: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Autore: Jonas Jonasson

Cada Editrice Bompiani

Genere Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 9 settembre 2009

Voto: 4.5/5

Leggi l’estratto


Sinossi

Alla festa di compleanno di Allan ci sono proprio tutti, dal sindaco alla stampa, alla direttrice della casa di riposo. In fin dei conti non si compiono cent’anni tutti i giorni. Allan, invece, è di un’altra idea. Dopo una vita lunga e avventurosa non ha tempo per le sciocchezze. Così, invece di spegnere le candeline, scavalca la finestra e, in pantofole, se ne va. Un incontro imprevisto, un malinteso e qualche provvidenziale colpo di fortuna trasformeranno quest’ultima avventura nella più ingarbugliata e indimenticabile della sua vita.

 

Recensione

In Svezia, un uomo di nome Allan Karlsson compie cent’anni, e invece di partecipare alla festa in suo onore, decide di scappare dalla finestra della casa di riposo. Da questo momento il signor Karlsson inizierà a vivere una serie di avventure che potranno sembrare paradossali, ma sono nulla se confrontate alla sua vita precedente!

L’autore alterna sapientemente capitoli in cui racconta la vita attuale del protagonista, a capitoli in cui ci narra le strane avventure della giovinezza del signor Karlsson. Avventure al limite del ridicolo, verrebbe da dire quasi “fantascientifiche”, che catapultano il protagonista in ogni angolo del globo e gli permettono di conoscere le persone più disparate, persino  <<il compagno Stalin>> !

Un libro che non annoia mai dunque, pieno di colpi di scena inaspettati e ricco di personaggi anche storici e  di luoghi lontani da visitare con la fantasia. Un romanzo leggero, a tratti anche romantico, dolce, sempre divertente; finito il libro, sembra quasi che questo caro vecchietto faccia parte della famiglia.

Scritte in modo scorrevole, le pagine scivolano via velocemente; una piccola difficoltà è quella di districarsi nei tanti nomi di città e luoghi svedesi. La traduzione italiana, di Margherita Podestà Heir, è accurata; la traduttrice utilizza parole e frasi semplici che rendono il romanzo alla portata di tutti.

Giudizio finale: 4,5 su 5

Giudizio (più) personale: Ho amato questo libro, l’ho letteralmente divorato e speravo non finisse mai. L’autore riesce a cogliere ogni più piccola sfumatura dell’anima del protagonista e di chi lo affianca, tant’è che mi è quasi sembrato di vivere le avventure in prima persona, in loro compagnia! Essendo una lettura molto scorrevole e leggera, consiglio il libro come intermezzo tra due letture più impegnative, o semplicemente come un perfetto diversivo alla “noia” della routine quotidiana.

 

Enza M.

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