Un lavoro sporco di Christopher Moore #Recensione

9788861920064c

Charlie Asher è contento, felice, appagato. Una bella moglie in attesa di un figlio. Un negozio di roba usata. Amici con i quali scambiare le solite quattro chiacchiere. Un’esistenza tranquilla. Quando l’adorata Rachel perde la vita dando alla luce la dolce Sophie, la situazione prende decisamente una brutta, bruttissima piega. Charlie, distrutto, inizia a vedere persone e oggetti che non dovrebbero esserci. Che non dovrebbero esistere. Un uomo altissimo color verde menta che appare e scompare a proprio piacimento. Enormi volumi usciti dal nulla che luccicano e si aprono su pagine dense di segreti sull’aldilà. Messaggi misteriosi conditi da teschi e ossa. Corvi spettrali che svolazzano in ogni dove. Conoscenti, amici o perfetti sconosciuti che cominciano a morire. I casi sono due: o Charlie sta impazzendo o qualcosa, qualcuno, l’ha scelto per una missione neppure troppo piacevole. Qualcuna, più precisamente, con tanto di falce e sudario nero vuole essere sostituita o aiutata.

Charlie e Sophie, apparentemente un padre e una figlia comuni (se non fosse per i due grandi cani neri che li seguono ovunque), in realtà sono due individui con una vita veramente atipica e completamente fuori da ogni schema. Charlie è un “mercante di anime” e Sophie ha come bodyguards due enormi cani infernali. Tutti coloro che li circondano finiscono in questo mondo sovrannaturale, fatto di strani oggetti appartenuti a individui appena trapassati, e strane voci provenienti dai tombini della città. La figura di Charlie è molto chiara e spiegata in tutte le sue scelte, sicurezze e insicurezze. Sophie è invece lasciata molto (troppo) vaga, e poco chiara, della bambina infatti sappiamo poco o niente, non sappiamo cosa provi, come viva questa strana situazione esistenziale (in realtà per lei la vita è sempre stata così dalla nascita, quindi per lei la normalità è rappresentata dalla “anormalità”). Poco chiaro è tutto quello che circonda la bambina. Perché  è il Luminatus? Per quale motivo? Per una qualche coincidenza astrale? Cosa rappresenta il suo esserlo? Non ci è dato saperlo, e forse la storia sarebbe stata molto più ricca se fossero state motivate scelte e fatti strategici.

Nonostante tutto ci troviamo davanti ad un libro realmente bello ed avvincente, probabilmente poco motivato (lo capirei se fosse presente un seguito), ma in ogni caso originale e fuori da ogni schema logico.

Se bisogna guardare la Morte negli occhi per cogliere la vita di un momento, allora chi meglio potrebbe farlo se non colui che le rade il viso?

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