Il bacio della morte – Marta Palazzesi #Recensione

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Quando hai 18 anni, vivi nelle foreste della Romania e il tuo unico obiettivo è dare la caccia alle spietate creature del Mondo Sotterraneo, non puoi permetterti distrazioni. E questo Thea lo sa molto bene. Abile mezzo demone dotato del potere dei sogni, è una ragazza ribelle e irriverente. Ma quando riceve il pugnale per cacciare gli Azura, è pi che determinata a impegnarsi fino a fondo negli allenamenti che la rendereanno ufficialmente Cacciatrice. Però non sempre le cose vanno come previsto e Thea si ritrova costretta non solo a combattere contro un nemico infido e crudere, ma anche a resistere al constate impulso di azzuffarsi col padre, dal quale ha ereditato i poteri da Incubo. Ma sopratutto deve cercare di contenere l’attrazione per il nuovo compagno di caccia, un affascinante mezzo Succubo dal passato oscuro. Inaspettatamente rivelazioni sconvolgeranno pericolosamente la vita di Thea, divisa tra il desiderio di seguire chi ama e compiere il proprio dovere.

Dal libro scopriamo che le vittime preferite degli Azura (le creature del Mondo Sotterraneo), sono i Mezzosangue. Ed è proprio la razza di Thea a diventare più frequentemente cacciatore rispetto ai demoni veri e propri.

L’unione tra il patrimonio genetico umano e quello dei demoni aveva dato vita ad una razza, esaltandone le qualità di entrambe le genie: anche se in termini di forza bruta i demoni puri erano superiori, le difese immunitarie della razza di Thea erano migliori, rispondevano bene alle medicine umane ed erano molto resistenti, perfetti per cacciare.

Una delle cose peggiori degli Azura è il loro aspetto. Non hanno ne zanne ne occhi rosso sangue. Niente di tutto questo. Sembrano esseri umani o demoni normalissimi. L’unica caratteristica che li rende riconoscibili sono le unghie, lunghe e taglienti come rasoi, in grado di squarciarti la gola in un soffio.

Il giorno delle assegnazioni delle coppie di caccia (coppie che sarebbero state insieme per 2 anni). Thea non finisce con la sua migliore amica Serena, ma con un ragazzo estraneo alla comunità di cui fa parte, un certo Damian Aksenov.

Come già avrete capito essendo Thea una Mezzosangue, è figlia di un Demone di una umana. La madre è però dotata di abilita specialia detta di Thea

Era umana, ma se si era fatta coinvolgere da un Incubo potente come mio padre era ovvio che non fosse un essere umano come tutti gli altri. Era infatti in grado di leggere le carte e i sogni. Prima dell’inizio della sua depressione i suoi poteri erano incredibili. Persone da ogni angolo dell’Europa venivano a trovarla per chiederle consigli e predizioni. Ma adesso, a causa di tutte le medicine che gli antidepressivi che era costretta ad assumere, io suo potere era quasi del tutto scomparso.

Venivamo poi a scoprire la vera storia di Damian. I genitori erano morti da poco tempo, uccisi dagli Azura durante uno scontro. Non è molto chiaro cosa sia successo in realtà, ma è chiara una cosa. I genitori di Damian si erano uniti agli Azura e si erano messi al loro servizio, e lui che era solo un bambino li aveva seguiti, per poi scappare dopo la loro morte. Ed è dotato di molti poteri: Può usare la convulsione,creare delle allucinazioni, può dare forma ai sogni e può succhiare vita alle persone. Quest’utimo potere è il potere dei Succubi….

I Succubi erano demoni molto pericolosi che potevano uccidere con un semplice tocco della mano o tramite un bacio o facendo sesso con le loro vittime. Ma non erano molto malvagi come gli Azura. Ma dovevano succhiare l’energia altrui per rimanere in vita.

La madre di Damian era un Succubo e lui ha ereditato il potere da lei. Fortunatamente essendo un ibrido non deve succhiare l’energia altrui per soppravvivere.

Ovviamente entrano nella storia altri personaggi. I cugini principi di Serena, Alex e Ania.

Erano nobili. Principi per l’esattezza. La prozia Mariuska era nientemeno che la capofamiglia di una delle uniche tre casate di demoni nobili ancora esistenti.

Durante un allenamento, Thea rischia di rimanere uccisa nella caduta di un grosso attrezzo, le cui funi potrebbero essere state tagliate e durante la festa di compleanno di Anita, Serena rischia di essere rapita dagli Azura e Thea muore, ma viene riportata in vita da Alex. Alex e Ania sono infatti Guaritori, ma è molto inusuale che i Guaritori riescano a riportare in vita i morti. Damian a questo punto non riesce pià a nascondere i sentimenti che prova per Thea, e si baciano appassionamente, ma lui decide poi che per il bene della ragazza, sia meglio rimanere solo amici. Alex è molto provato per l’azione compiuta, gli ha succhiato via molto energia e si sente in colpa per non essere riuscito a fare la stessa cosa tempo prima, alla morte del padre. La sorella decide di fare una festicciola per tirarso su di morale, ed è proprio durante questa festa, che due Azura si intruffolano nella residenza grazie ad Anita e cercano di portare via Serena (che è figlia del grande capo), ma Thea ovviamente essendo nei paraggi cerca di impedirlo, ma è solo grazie a Damian, che la ragazza non viene rapita.

Damian però conosce l’Azura uomo che li rivela che Saio (il capo Azura), ha “riportato” in vita i suoi genitori, facendoli diventare dei non-morti. La merce di scambio richiesta da Anita per Serena, erano proprio il potere riavere il padre, anziché morto, come non-morto.

Ania una volta a palazzo, aveva seguito Thea e Serena, come un’ombra per settimane, spiandole e pedinandole per studiare le loro abitudini e i loro movimenti. Aveva fatto di tutto per allontanarle, in modo da poter agire indisturbata. Era stata lei a cercare di ucciderla con il quadro svedese in palestra. Aveva organizzato lei il rapimento di Serena la sera del proprio compleanno. […]Ania era stata condannata e richiusa in prigione per questo.

Thea aveva cercato di fermare Damian nella corsa verso il Mondo Sotterraneo per salvare i genitori, ma lui l’aveva fermata baciandola e togliendole quel poco di energie che le avrebbe fatto perdere i sensi. Essendo stata trovata a cercare di uscire dalla Residenza, venne condannata a 2 mesi di lavoro d’ufficio e ad una multa di 6 mesi di stipendio da cacciatrice. Proprio durante il nuovo lavoro, vede comparire la madre morta di Serena, Sabina. Un’apparizione molto breve e fugace. Capisce che essendo stata baciata dalla morte, potrebbe aver acquisito questo potere. Mentre durante un secondo incontro con Sabina (la quale non può parlare), scopre che Serena è in serio pericolo.

Così si conclude il primo capitolo della saga, che verrà poi seguito da “Il sogno dell’incubo” e “Spire di fuoco”.

Ammetto di aver abbandonato il libro per parecchi mesi sulla libreria, aspettando di aver bisogno di una lettura frivola e poco impegnativa, attribuendogli quindi molto poco valore. In realtà ho adorato il libro dal primissimo capitolo. Mentre la comodità della versione tascabile inviatami da BookMooch, è innegabile.

Un libro breve, scritto bene e in maniera fluida. Vi capiterà sicuramente di non riuscire a “staccare il naso” dalle pagine e finirlo quasi probabilmente in un batter d’occhio. La storia d’amore non è per niente scontata e la trama ancora meno. Come primo approccio a Marta Pallezzesi, non posso che essere pienamente soddisfatta.

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