Viviamo nel pieno della trasformazione più importante della nostra epoca, eppure continuiamo ostinatamente a raccontarla come una catastrofica bomba a orologeria fatta di pensioni al collasso, sanità al tracollo e giovani depredati del proprio domani; contro questa narrazione allarmista si scaglia con forza Federico Rampini in Argento vivo. Longevità, la rivoluzione incompresa del nostro tempo. Con il piglio ironico e tagliente di chi vive in prima persona questa stagione – correndo maratone a settant’anni e fondando un’impresa nell’età in cui in Italia si pensa solitamente alla pensione –, il celebre saggista e reporter firma un vero e proprio manifesto generazionale contro l’ageism, l’ultimo razzismo ancora tollerato. Attraverso un’attenta analisi dei dati economici che smontano il falso mito della torta fissa dell’occupazione, il libro ci restituisce l’immagine degli anziani come il mercato di consumatori più ricco della storia, arricchendo la riflessione con le voci di scienziati, filosofi, grandi autori del passato e storie di “magnifici vecchi” che rifiutano i vecchi copioni sociali. Senza tacere le ombre e le fatiche reali – dalla solitudine alle malattie neurodegenerative, fino alla gestione di genitori centenari –, e attingendo a modelli virtuosi internazionali dagli Stati Uniti al Giappone e alla Cina, l’autore guarda ai “secondi cinquant’anni” non come a un declino, ma come alla stagione più libera, vitale e sorprendente dell’esistenza.
