Nel settembre del 1997, il discorso di Charles Spencer all’abbazia di Westminster commosse il mondo intero. In quel momento tragico, il conte Spencer non diede voce soltanto al dolore di una nazione, ma all’affetto profondo di un fratello che aveva appena perso la sua compagna di vita più cara. Oggi, a quasi trent’anni di distanza da quei giorni drammatici, Charles torna a parlare della Principessa del Galles da una prospettiva che nessun altro autore potrà mai avere.
In uscita per la prima volta in Italia, Canto del cigno. Diana, mia sorella (tradotto da Sara Crimi e Laura Tasso) è molto più di una biografia reale: è una testimonianza intima, commovente e luminosa.
Attraverso i ricordi d’infanzia condivisi nella tenuta di famiglia, le piccole alleanze contro le difficoltà quotidiane dei collegi e la complicità segreta tra “Carlos” e “Duch” — i soprannomi con cui si chiamavano da bambini —, Charles ci restituisce l’immagine di una Diana inedita. Prima di diventare l’icona globale, la figura pubblica assediata dai media e la donna coraggiosa al servizio dei più deboli, Diana era semplicemente una sorella maggiore premurosa e protettiva.
Con uno stile sincero e toccante, Spencer ripercorre i momenti d’oro e le ombre di una vita straordinaria, fino al doloroso epilogo che ha segnato la storia contemporanea. Un libro fondamentale per chi desidera conoscere la persona dietro il mito, narrata con l’amore e la verità che solo la voce di un familiare può garantire.
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