In questo saggio lucido e necessario, Carlo Rovelli ripercorre il secolo che ci separa dalle prime intuizioni del gruppo di via Panisperna, analizzando con sguardo critico e rigoroso il sentiero che ha trasformato la pura curiosità scientifica in uno strumento di distruzione totale. Dalle ricerche di Enrico Fermi al Progetto Manhattan, fino ai tragici epiloghi di Hiroshima e Nagasaki, l’autore indaga i paradossi e le incomprensioni che hanno segnato il cammino degli scienziati durante il conflitto mondiale, sollevando interrogativi scomodi sulla logica della deterrenza e sulle dinamiche geopolitiche odierne. Attraverso una narrazione che intreccia scienza e cronaca politica, Rovelli mette a nudo anche capitoli meno noti della nostra storia nazionale e ci mette di fronte a una realtà priva di risposte consolatorie, spingendoci a interrogarci sul rapporto tra la libertà della ricerca e la responsabilità individuale e collettiva. Il libro diventa così un invito urgente a non voltare lo sguardo altrove, richiamando l’attenzione su una questione che, sebbene spesso ignorata, resta la sfida più grande per la sopravvivenza della nostra civiltà e un monito drammaticamente vivo per il nostro presente.
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