Per Leonardo Brezzi, fisico teorico abituato a tradurre la realtà in cifre e formule, l’universo è un enigma matematico da risolvere con il distacco della ragione. La sua vita trascorre tra lenti di telescopi e lavagne ricolme di calcoli, finché l’ordine rassicurante delle sue certezze non viene scardinato da un evento impossibile: il suo gatto Epidoro inizia a parlare. Ma il candido felino non si limita alla parola; si rivela un interlocutore arguto e provocatorio, capace di spaziare da Einstein a Sartre, mettendo in crisi il rigore scientifico del suo padrone con la stessa disinvoltura con cui si concede un pisolino sul divano.
In questo racconto originale che fonde la profondità del saggio alla fluidità del romanzo, il rapporto tra l’uomo e l’animale si trasforma in un dialogo filosofico sulla natura del cosmo. Epidoro diventa una guida insolita, un mentore che trascina Leonardo oltre l’astrazione delle teorie per fargli vivere sulla pelle i concetti di fisica quantistica, entropia e libero arbitrio. Attraverso lo sguardo ironico e saggio di un gatto, la scienza smette di essere un esercizio accademico per diventare uno strumento vitale, essenziale per dare un senso non solo alle stelle, ma alla nostra stessa esistenza e al mistero del tempo.
