BLOGTOUR TAPPA #3 | L’ILLUSIONE DEL SUCCESSO IN “CORPI”

In questa terza tappa, Antonio Roma affronta una parola che promette tutto senza mantenere nulla: il successo. In “Corpi” (Infinito Edizioni), il successo non è un traguardo, ma un miraggio che assume forme diverse e spesso distruttive attraverso i tre protagonisti. Pietro lo abita come un anestetico che svuota ogni desiderio; Iris lo rincorre con una fame inesauribile di sguardi; Giacomo si annulla nell’ombra del successo altrui, scambiando la dipendenza per lealtà.

L’autore ci mostra come l’ambizione, quando non viene guardata in faccia, diventi una prigione sofisticata. In un tempo che ci impone di trasformare ogni relazione in brand e ogni fallimento in contenuto, il successo finisce per amplificare le nostre mancanze invece di guarirle. Non c’è giudizio in queste pagine, ma il desiderio di mostrare cosa resta di noi quando lo sguardo esterno smette di nutrirci e l’applauso finisce.

Scrivere di successo è per Antonio Roma un atto di smascheramento: togliere la luce che acceca per rivelare il prezzo altissimo della perdita di sé. Il vero conflitto del romanzo non è tra chi vince e chi perde, ma tra chi resta fedele al proprio desiderio e chi lo delega agli altri. “Corpi” ci lascia così davanti alla domanda più difficile: chi siamo davvero quando non abbiamo più nulla da dimostrare?


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