Da sempre le dinamiche emotive sono state al centro dell’attenzione di artisti, filosofi e uomini di fede. Gli scienziati, dal canto loro, hanno troppo spesso coltivato l’illusione di un sapere puramente razionale e oggettivo, non contaminato da passioni e sentimenti, sulla base del mito che considera i processi cognitivi come «superiori» al mondo delle emozioni. Da una prospettiva costruttivista e strategica, l’autore intende sfatare questa visione, rifiutando qualunque biologismo che intenda ridurre le emozioni a pure reazioni elettro-chimiche, così come il tentativo di analizzarle con strumenti quantitativi e statistici o di «vederle» tramite le moderne tecnologie di neuroimaging utilizzate dalle neuroscienze. Lo studio delle emozioni, al contrario, è un’esplorazione della complessità del reale e dell’interazione psicologica fra noi e il mondo. Quando paura e dolore, rabbia e piacere assumono forme disfunzionali o limitano le nostre prestazioni, Giorgio Nardone propone un approccio terapeutico di tipo strategico e orientato al cambiamento. È necessario prima «domare» le emozioni per poi riconoscerle o, per utilizzare una potente metafora orientale, imparare a «cavalcare la nostra tigre interiore», trasformando i limiti in risorse estremamente potenti, costruendo un’alleanza tra intelligenza e istinto, ragione e sentimento, calcolo ed emozione.
Titolo: Emozioni istruzioni per l’uso
Autore: Giorgio Nardone
Editore: TEA, Ponte alle Grazie
Genere: Saggio
Data pubblicazione: 18 Marzo 2021
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati a tutti, lettori. Oggi torno a scrivervi per parlarvi di un libro che attendeva pazientemente sul mio scaffale già da un po’: si tratta di “Emozioni per l’uso” di Giorgio Nardone, edito originariamente da Ponte alle Grazie nel 2021, che io ho recuperato nell’edizione economica TEA dello scorso anno.
In questo saggio, uno dei massimi esponenti della psicoterapia italiana ci conduce alla scoperta delle dinamiche emotive attraverso la lente dell’approccio strategico. Nardone sfida la tradizionale supremazia della ragione sul sentimento, invitandoci a non temere ciò che proviamo, ma a imparare a “cavalcare” le nostre emozioni per trasformarle da limiti in potenti risorse.
In questo saggio breve ma densissimo, Giorgio Nardone ci conduce in un’esplorazione della complessità reale che intercorre tra noi e il mondo, sfidando il secolare mito della supremazia della ragione sul sentimento. L’autore si distacca con decisione sia dalle visioni puramente razionaliste, che considerano le emozioni come un disturbo dell’intelletto, sia dalle moderne neuroscienze che tendono a ridurre ogni moto dell’animo a una mera reazione elettro-chimica. Adottando una prospettiva costruttivista e strategica, Nardone ci invita a vedere le emozioni non come ostacoli da abbattere o anestetizzare, ma come forze primordiali che definiscono la nostra interazione con la realtà.
Il cuore del libro risiede nella potente metafora orientale del cavalcare la propria tigre interiore: l’idea centrale è che le emozioni non vadano mai soffocate o represse, poiché il tentativo di controllarle razionalmente finisce quasi sempre per esasperarle. Al contrario, è necessario imparare a domarle per poi trasformarle in alleate. Questo approccio si applica alle quattro emozioni fondamentali — paura, dolore, rabbia e piacere — suggerendo che anche quelle apparentemente negative abbiano una funzione vitale e costruttiva. La paura, ad esempio, non è qualcosa di cui vergognarsi ma un istinto naturale che, se correttamente gestito, può trasformarsi in coraggio e prudenza.
L’efficacia del testo emerge soprattutto nei suggerimenti pratici che l’autore inserisce per trasformare le dinamiche disfunzionali in risorse. Un esempio emblematico è il trattamento della rabbia: invece di tentare di contenerla con il rischio di un’esplosione distruttiva, Nardone suggerisce di lasciarla defluire attraverso la scrittura di lettere viscerali e senza filtri, permettendo così all’emozione di scaricarsi in modo sicuro. Anche il concetto di felicità viene ridimensionato in modo pragmatico, presentandola come l’effetto naturale di un piacere diffuso che scaturisce dalle piccole esperienze quotidiane piuttosto che come un obiettivo astratto da inseguire.
In poco più di cento pagine, questo volume offre una panoramica ampia e accessibile, permettendo a ogni lettore di interpretare i contenuti e focalizzarsi sugli spunti più adatti alle proprie esigenze personali. È una lettura che scorre velocemente ma che lascia tracce profonde, ideale per chi desidera smettere di lottare contro ciò che prova e iniziare finalmente a collaborare con il proprio istinto.
Lettura consigliata a chi desidera cambiare il proprio rapporto con le fragilità interiori, a chi si sente prigioniero di schemi mentali troppo rigidi e a tutti coloro che cercano uno strumento pratico per trasformare i propri limiti in potenti risorse di cambiamento. Voto 4/5
