Mia, ventenne studentessa di Filosofia, sogna di correre la maratona di New York sotto le tre ore, spinta dal desiderio di riscatto da una vita difficile. Per realizzare il suo obiettivo si affida a Ginevra, un’ex podista e ragazza madre che ha abbandonato le competizioni per dedicarsi alla maternità. Gli allenamenti quotidiani diventano un viaggio sensoriale in cui corsa e vita si intrecciano, esplorando udito, gusto, olfatto e tatto. Tra le due giovani nasce un legame profondo, fatto di silenzi, fraintendimenti e una sensualità velata, ma nonostante paura e sconforto, il loro rapporto resta saldo. Arrivano al traguardo insieme, ma un colpo di scena finale ribalta completamente la prospettiva del lettore, dando un nuovo significato a tutto ciò che ha letto.
Titolo: Vince chi molla
Autore: Fabrizio Fergola
Editore: Santelli editore
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 3 Ottobre 2025
Voto: 4/5
Acquista su Amazon -> #Linkaffiliato
Recensione
Ben ritrovati, lettori! Oggi sono felice di inaugurare una nuova collaborazione con Santelli Editore per presentarvi “Vince chi molla”, l’ultimo romanzo di Fabrizio Fergola uscito a ottobre 2025.
Milanese, classe 1980, l’autore unisce una solida carriera manageriale a una profonda sensibilità per il teatro e la fotografia. Maratoneta per passione, Fergola usa la corsa per allenare la mente e la scrittura per decodificare il quotidiano con semplicità.
Mia ha vent’anni, studia Filosofia e porta dentro di sé il peso di un passato che esige riscatto. Il suo obiettivo è ambizioso, quasi ossessivo: correre la maratona di New York abbattendo il muro delle tre ore. Per riuscirci, decide di affidarsi a Ginevra, un’ex promessa dell’atletica la cui carriera si è interrotta bruscamente davanti alla sfida più difficile: una maternità affrontata in totale solitudine dopo un abbandono.
Questo libro non parla solo di sport, ma di resilienza pura. È dedicato a chi ha perso tutto e ha dovuto ricominciare, a chi combatte contro i pregiudizi e a chi, pur vivendo nell’oscurità di una disabilità visiva, impara a vedere con l’anima. La narrazione ci insegna che si può osservare il mondo con una chiarezza disarmante anche senza l’uso degli occhi, affidandosi a chi ci guida e alla forza del proprio sentire interiore.
Quello che inizia come un semplice programma atletico si trasforma rapidamente in un’esperienza multisensoriale totale, dove la corsa smette di essere solo movimento per farsi metafora viscerale, capace di colpire con violenza lo stomaco e il cuore. In un intreccio di silenzi complici e sensualità accennata, le due donne esplorano il mondo attraverso una percezione nuova e profonda: l’udito si sintonizza sul ritmo ipnotico dei passi sull’asfalto, il tatto si ancora alla sicurezza vitale di una mano tesa, mentre l’olfatto e il gusto si mescolano nel sapore acre di una fatica che, finalmente, sa di rinascita.
Con una scrittura rapida, incisiva e profonda, l’autore ci conduce fino a un traguardo che è solo l’inizio. Il colpo di scena finale agisce come un prisma, ribaltando ogni certezza del lettore e costringendolo a reinterpretare ogni singola pagina sotto una luce completamente nuova.
Consigliato a: Maratoneti, sognatori e a chiunque stia cercando la forza per rialzarsi. È il regalo perfetto per chi ama New York, per chi vede oltre le apparenze e per chi sa che, a volte, per correre davvero bisogna saper stringere la mano di chi ci sta accanto.
Arrivano al traguardo insieme, unite da un filo invisibile che va ben oltre la competizione sportiva, ma è proprio in quell’istante di massima gloria che un colpo di scena finale ribalta ogni prospettiva, costringendo il lettore a rileggere ogni respiro e ogni silenzio sotto una luce diversa. È un’opera che non si limita a raccontare una sfida atletica, ma celebra chi sa rialzarsi quando la vita sottrae l’essenziale, parlando direttamente a chi lotta, a chi si sente solo e a chi ha imparato a vedere oltre l’oscurità. Una lettura densa e velocissima, capace di restare impressa ben oltre l’ultima pagina, ideale per chi cerca nella corsa non solo un traguardo, ma un modo nuovo di sentire il mondo attraverso gli occhi dell’anima. Voto 4/5
