Una luna dilaniata dalla guerra, una musicista felina in fuga, un esercito umano in missione di pace. Romazo finalista al premio Urania 2023. Su Teluva il cielo è dominato dal bagliore di un gigante gassoso che osserva indifferente. La guerra ha devastato città, famiglie e memorie. In quel mondo frantumato, tra fazioni in lotta e fame diffusa, la sinibi Lila, un tempo acclamata musicista, si risveglia tra i cadaveri con un’unica certezza: deve tornare da Fara, l’unica persona che le resta. I clan locali si combattono per le rovine, mentre una forza di interposizione terrestre sbarca in nome della pace, portando con sé promesse di aiuto e tecnologie invasive, contatti mentali e un nuovo ordine. Fra i soldati umani c’è Jacques Montaigne, giovane idealista convinto di poter salvare quel mondo – o almeno raccontarlo. Giunto in finale al Premio Urania nel 2023, Sonata per una luna morente è un romanzo di fantascienza emotiva e politica, in cui la memoria si confonde con il trauma e la pace ha il sapore ambiguo dell’occupazione. Una storia intensa e lirica, dove il passato vibra come un’eco, e ogni nota può essere l’ultima.
Titolo: Sonata per una luna morente
Autore: Giovanni Oro
Editore: Delos Digital
Genere: Fantascienza
Data pubblicazione: 17 Giugno 2025
Voto: 5/5
Acquista su Amazon -> #pubblicità
Recensione
Bentornati, lettori! Oggi torno a scrivere per parlarvi dell’ultimo libro di Giovanni Oro. Chi mi segue sa quanto io sia appassionata di quest’autore e della fantascienza che scrive – di cui vado ghiotta! – ma questa volta ci allontaniamo dalla celebre saga di Xipe. La storia è infatti un’altra: un romanzo finalista al Premio Urania 2023 e pubblicato, come la serie Xipe, da Delos Digital.
Su Teluva, una luna dilaniata dalla guerra, si svolge una storia di fantascienza emotiva e politica. La protagonista è Lila, una musicista del popolo felino dei sinibi, che nel caos della guerra ha come unico obiettivo di ritrovare l’ultima persona a lei cara. Mentre i clan locali si combattono tra le rovine, un esercito umano sbarca in missione di “pace”, portando tecnologie avanzate ma anche l’ambiguità dell’occupazione. Tra i soldati c’è Jacques Montaigne, un giovane idealista che cerca di raccontare (e salvare) quel mondo in frantumi.
Partiamo da un presupposto: conosco molto bene la scrittura di Giovanni Oro. Ho letto molto di lui e so che è un autore prolisso, estremamente dettagliato e meticoloso nello studio di tutto ciò che crea. Il suo mondo narrativo è sempre perfetto, forse a tratti persino troppo curato, ma è un perfezionista e la sua penna lo riflette appieno.
Per questo motivo, le sue non sono mai ‘letture da ombrellone’, bensì richiedono concentrazione e tempo da dedicargli. Proprio a causa dei miei impegni lavorativi, che non mi hanno permesso di leggere come nei mesi precedenti, ho dovuto trascinare a malincuore la lettura per un paio di mesi. Riprendere il filo era ogni volta arduo, data la mole del libro e il suo stile narrativo così denso.
Inoltre, c’è un elemento che ho apprezzato in modo particolare: essendo io stessa una musicista, tutte le sfaccettature e i riferimenti musicali del romanzo sono stati non solo molto graditi, ma li ho letteralmente adorati.
Come accade nella saga di Xipe, è stato molto interessante immergersi anche qui nel mondo creato dall’autore. La sua meticolosità si sposa con una fantasia debordante, ma ciò che crea – viaggiando sempre su più binari paralleli, come veri e propri layers – funziona sempre alla perfezione.
Una volta entrata in questa dimensione, la voglia di scoprire di più sui protagonisti è stata come gustare un cioccolatino proibito: ne senti il gusto, l’odore, e sai che ne vorrai ancora e ancora. Questa è esattamente la sensazione che si prova leggendo il libro: avere tra le mani qualcosa di estremamente ricco, dove ogni capitolo aggiunge dettagli che arricchiscono non solo la trama, ma anche l’interesse del lettore.
Spesso in altri romanzi, dopo l’introduzione, la narrazione può perdere mordente, ma con Giovanni Oro questo non accade mai. Lui è in grado di inserire dettagli per tutta la durata della narrazione, fino all’ultima pagina. Non si sbilancia troppo all’inizio, né mostra tutto in anticipo per poi dover affrettare la conclusione. Il suo è un percorso narrativo sempre ricco e variegato. Per questo motivo, anche in questo caso, non aspettatevi una lettura leggera o scontata.
Passando ai personaggi, anche qui sono molteplici: alcuni sono protagonisti principali, ma la cornice creata dall’autore non è mai secondaria agli eventi centrali, anzi.
Ovviamente, ho il mio preferito – un dettaglio che in questo romanzo, per ovvi motivi, potrebbe sembrare scontato. Ma, come sempre, non posso sbilanciarmi troppo per non rovinarvi la lettura! Posso però assicurarvi che tutti i personaggi, principali e non, sono caratterizzati e personificati benissimo. Inoltre, facciamo la conoscenza di diverse razze che popolano mondi sempre originali e affascinanti.
Trovo che l’inserimento della musica abbia letteralmente ampliato e reso tridimensionale la narrazione. Leggendo, si arriva a immaginare lo spazio in cui risuonano le melodie eseguite, amplificando le emozioni e dando più colori a ciò che il lettore percepisce. Anche in questo caso, un testo super apprezzato dell’autore che devo assolutamente consigliarvi. Voto 5/5
