Gigì: La Forza di “Cleopatra” e la Musica come Ponte tra Cultura e Solidarietà con “Standing Ovation” #Intervista

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Benvenuti. Oggi abbiamo il piacere di dialogare con Gigì, all’anagrafe Giorgia Papasidero, una cantante, autrice e performer la cui arte travalica i confini geografici e musicali. Dopo aver maturato la sua formazione negli Stati Uniti e aver calcato palchi da Dubai a New York, Gigì ha saputo forgiare un suono unico che fonde le sue radici mediterranee con l’afro-pop-soul e influenze internazionali.

Con il recente singolo “Cleopatra” ha inaugurato una fase artistica potente, trasformando la donna da “vittima” in “guerriera”, facendone un simbolo di coraggio ed eleganza. Oggi la incontriamo in occasione di “Standing Ovation”, il suo progetto più ambizioso: un formato musico-sociale itinerante che unisce la qualità artistica, le voci internazionali e l’impegno concreto, come dimostra il sostegno all’associazione “Les Espoirs Féminins”.

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“Standing Ovation” viene descritto come un “formato musico-sociale”. Al di là della devoluzione di parte del ricavato, in che modo il format riesce a trasformare concretamente l’esperienza del live in un “percorso tra solidarietà, qualità artistica e voci internazionali”?

Standing Ovation è per me la dimostrazione che la musica può essere molto più di intrattenimento: è un’occasione di incontro, di scambio culturale e di sostegno concreto. Il live diventa un momento in cui qualità artistica, messaggio sociale e apertura internazionale si fondono, creando un’esperienza che lascia qualcosa di reale alle persone, non solo una bella serata.

Lei è la madrina della serata di debutto. Cosa significa per lei essere il volto di questo progetto, che punta a riportare al centro la qualità artistica e l’impegno?

È un privilegio. Mettere il volto su un progetto che unisce bellezza e impegno è il senso stesso del mio fare musica. È un modo per mettere l’arte al servizio di qualcosa di più grande.

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Il progetto sostiene l’associazione “Les Espoirs Féminins”. Come è nata la connessione con questa specifica associazione e in che modo il messaggio di forza e autonomia femminile, centrale nella sua musica, si allinea con la loro missione?

Ho conosciuto Les Espoirs Féminins in Marocco e mi sono subito sentita a casa: il loro impegno per dare strumenti concreti alle donne e per creare ponti tra Africa ed Europa rispecchia perfettamente ciò che racconto nelle mie canzoni. Sostengono l’arte, l’indipendenza e i sogni, senza escludere nessuno: è una visione in cui mi riconosco totalmente.

La sua discografia fonde afro-pop-soul e radici mediterranee, con testi spesso in italiano. Come bilancia queste influenze internazionali (come New York, Dubai, Francia) con l’italianità che porta con sé sui palchi globali?

Porto sempre con me le mie radici romane e italiane, ma mi piace dialogare con sonorità diverse, dall’afro pop al latin. Non cerco di “equilibrare” a tavolino: è una fusione naturale, perché la mia identità è già un ponte tra culture.

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Il brano “Cleopatra” ha segnato una nuova fase artistica incentrata sulla donna non come “vittima, ma guerriera”. Da dove nasce la necessità di portare questo specifico archetipo femminile nella sua musica e nel dibattito contemporaneo?

Nasce dalla mia esperienza e da ciò che vedo intorno a me. Credo che sia fondamentale raccontare una donna forte, indipendente, elegante, che non deve rinunciare alla propria femminilità ma nemmeno esibirla per essere accettata. Cleopatra è il simbolo di questo equilibrio. Cleopatra è il coraggio che non chiede permesso.

Con la sua carriera che spazia dalla partecipazione a The Voice of Italy ai palchi internazionali, qual è il filo conduttore che unisce le diverse fasi del suo percorso artistico? C’è un’esperienza o un incontro che ha segnato particolarmente la sua evoluzione?

Il filo conduttore sono io e la mia musica. Restare fedele a ciò che sono, senza cedere al rumore. Sono sempre diversa nel tempo ma sempre fedele a me stessa. Ci sono cose che non rifarei oggi ma che erano perfette nel momento in cui le ho fatte.

Quello che è sicuro è che tutto mi ha segnato ed insegnato: il dolore, la soddisfazione, la disillusione, la determinazione. Sono le cicatrici del percorso che mi ricordano sempre da dove vengo.

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Ringraziamo Gigì per averci guidato attraverso il significato profondo di “Standing Ovation” e la sua visione artistica. La sua musica è la dimostrazione che l’arte può essere un catalizzatore di cambiamento, un luogo di incontro tra culture e un messaggio di forza e autonomia femminile. Con la stessa determinazione della sua “Cleopatra”, Gigì continua a costruire ponti tra l’Italia e il mondo, mettendo la sua voce e il suo talento al servizio non solo dell’intrattenimento, ma di un impegno sociale concreto. Grazie per il tempo che ci ha dedicato e in bocca al lupo per i prossimi, ambiziosi progetti.

Gigì, all’anagrafe Giorgia Papasidero, è una cantante, autrice e performer italiana. Dopo gli studi alla Rider University (New Jersey) e la partecipazione a The Voice of Italy (2016), si è esibita in città come Dubai, Cannes, New York e Los Angeles, portando l’italianità in una dimensione globale. Con il singolo “Cleopatra” ha inaugurato una nuova fase artistica in italiano, dedicata all’universo femminile e alla rappresentazione della donna non come vittima, ma come guerriera; come forza creativa, politica e ispiratrice. Il suo stile fonde radici mediterranee e influenze internazionali, facendo della sua musica un intreccio di culture e contaminazioni. Standing Ovation è il suo progetto più ambizioso: un format curatoriale e itinerante che unisce musica, impegno sociale e ascolto attivo.

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Ascolta il singolo Cleopatra

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