Oggi abbiamo il piacere di presentarvi una bellissima intervista realizzata in collaborazione con La Penna Sognante. La protagonista è l’autrice Sabrina Ma, che ci parlerà di sé e del suo nuovo libro, “La forma del cetriolo“.
“La forma del cetriolo” è il suo esordio letterario. Come si sente ad aver finalmente visto la sua storia prendere forma e raggiungere così tanti lettori? È sempre stato un suo sogno scrivere un libro?
Dall’uscita del libro, lo scorso 16 maggio, mi pare di vivere in una bolla di sorprese continue, un’emozione incredibile e strana, come se la cosa non fosse mia! Davvero, è tutto strano! Ho sempre scritto, ma nessuno dei racconti precedenti li ho mai sentiti adeguati alla pubblicazione, solo questo mi è parso quello giusto! Adatto ai tempi e alle tematiche.
Qual è stato il processo di scrittura? Ha seguito una scaletta rigida, o la narrazione si è evoluta man mano che scriveva?
Direi che, dato il mio profondo amore per il cinema, vedo le immagini di quello che vorrei scrivere, le trasformo in parole da cui poi si sviluppa una creatura che cresce e prende forma gradualmente.
Qual è stata la scintilla che l’ha spinta a mettere su carta le sue esperienze e trasformarle in un libro?
Parto da una serenità sentimentale finalmente raggiunta, per cui mi sono potuta permettere di guardare il passato, sia il bello che il dolore, con tranquillità e distacco. Mi piacerebbe confrontarmi con i lettori, gli uomini e le storie scritte fanno parte di tante nostre vicende, possono riflettere tanto di noi.
Nel processo di scrittura, c’è qualche autore o autrice che l’ha particolarmente ispirata, sia per lo stile che per l’approccio ai temi trattati?
Leggo tanto, ma non saprei davvero a chi ispirarmi, poiché ogni mio autore prediletto, mi farebbe sentire supponente! Ho fatto tanti viaggi, lo sguardo e la mia curiosità sulla vita degli altri, mi è servito a plasmare la mia visione aperta a vari stimoli.
La sua storia riflette la complessità delle relazioni di oggi, dove i “personaggi delle fiabe” hanno lasciato il posto a figure più disincantate. Cosa intende per “passione tossica” e qual è il suo consiglio per i lettori per imparare a riconoscerla e a gestirla?
Al di là delle vere patologie, non si deve stare in un una storia dove non ci si senta bene. O le cose sono semplici e funzionano, oppure, se si deve faticare per stare insieme, non va bene. Inoltre, una cosa importante: evitare sempre l’ultimo incontro… non cambierà nulla, del resto le cronache ci raccontano che possono sfociare in tragedie.
Ha scelto la strada del self-publishing per il suo esordio. Quali sono state le motivazioni dietro questa decisione e quali consigli darebbe a chiunque stia pensando di pubblicare il proprio libro in questo modo?
Io ho pensato ad Amazon per un discorso di comodità, per far avere i libri ovunque con molta semplicità. Si può benissimo fare self, ma io mi sono circondata di professionisti, editor, grafici e addetti alla comunicazione. Il self non vuol dire mancanza di qualità, al contrario, per quanto riguarda la mia esperienza, è un incentivo a proporre un libro di qualità per contenuti e veste grafica, che possa raggiungere il pubblico attraverso svariati canali.
Dopo il successo de “La forma del cetriolo”, ha già in mente nuovi progetti o un seguito per questa storia che ha conquistato così tanti lettori?
Il progetto nasce come una trilogia: ho già in mente il secondo, attraverso cui intendo portare avanti questo viaggio sentimentale piccante, ma sempre ironico, e con uno sguardo rivolto allo stato attuale delle relazioni, in un mondo sempre più veloce, “connesso” e fluido, che porta sì tante possibilità, ma anche complicazioni su cui riflettere. Il tutto narrato con una penna leggera… la “mia” penna, quella che già avete trovato ne “La forma del cetriolo”.
Detto questo… ringrazio sempre tutti perché mi permettono di non svegliarmi e andare avanti con questo sogno!
“La forma del cetriolo” è il memoir che si tinge della pungente ironia e della consapevole malinconia di una donna che ricorda gli amori vissuti, sbagliati, perduti. Un viaggio sentimentale e sessuale tra persone incapaci di mettersi in gioco, desideri inascoltati e inquietudini specchiate nell’altro.
L’autrice firma un racconto di formazione coraggioso, capace di parlare a donne e uomini grazie a una voce autentica e irriverente
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L’autrice: Sabrina Ma
Ex viaggiatrice, ma sempre amante del treno! Giornalista, social media manager, residente di passaggio a Venezia. Lettrice accanita e ora anche scrittrice vedendo le immagini come fosse un film. Curiosa, attenta agli animi, ma poco delle persone. Il suo sogno è vivere in un faro vivendo di scrittura! A qualcuno avanza un faro?

