Mirko Zullo: “I personaggi sono anche reali” #Intervista

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Ben tornati a tutti lettori, oggi torno con un’intervista all’autore Mirko Zullo, di cui ho avuto il piacere di leggere e recensire il suo ultimo romanzo “Se la vita ti offre limoni”, leggi qui la Recensione.

Mirko Zullo scrittore

Mirko Zullo, nato sul Lago Maggiore, è scrittore e regista. Ha ricevuto il Cavalierato Giovanile alla Cultura e ha esordito nel 2018 con Nonnasballo (Cairo Editore), romanzo vincitore del Premio Nazionale Zanibelli. Per il cinema ha diretto nel
2022 il film Il violinista, con Edoardo Romano e con l’esordio sul grande schermo di Davide Mengacci, distribuito da Amazon Prime Video.

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Come descriverebbe il suo processo di scrittura? Ha delle abitudini o dei rituali particolari?

Sono convinto che la scrittura ancor prima di essere rituale o abitudine, debba necessariamente essere una necessità, un porto sicuro, il nostro posto segreto, dove rifugiarci per sentirci protetti, dove nessun altro può trovarci e capirci, almeno non sino in fondo. Per me la scrittura è sempre stata questo, magari sotto forme e destinazioni differenti con il passare degli anni e soprattutto delle esperienze, ma è sempre stata una necessità, una dipendenza. Poi è stata anche una dolce condanna, poiché scoprire cosa volesse davvero dire cercare di trasformare una passione in un lavoro non è affatto impresa facile. Ma tutto è possibile, ne sono convinto. Resta il fatto che ho le mie abitudini e i miei riti quando scrivo, ad esempio ascoltare una determinata categoria di musica, essere nel mio studio o in un luogo lontano dal caos, dalle altre persone e non avere mai vicino a me il cellulare. Ne ho altri, ma quelli restano solo miei.

Qual è il rapporto che ha con i suoi personaggi? Li sente come persone reali?

I personaggi sono anche reali. Sono fantocci che camminano insieme ai nostri pensieri, nella nostra quotidianità. E quando hanno detto e fatto tutto quanto avevano da fare e dire, ci dicono addio, o arrivederci. Questa cosa mi capita non solo da scrittore, ma anche da lettore. Diverse volte ho sentito i personaggi di altri autori come veri, come persone “vere”. Il rapporto che ho coi miei personaggi è dapprima esplorativo, devo conoscerli. Poi si fa convivenza, infine conflitto, e lì capisco che sono pronto a parlare di loro, perché sento di non riuscire più ad assecondare tutto quanto vogliono fare, ad accogliere ogni loro pensiero e punto di vista, e allora mi limito a metterli in relazione con altri personaggi e a riportare nero su bianco quello che capita, divento testimone delle loro vicissitudini, spesso dando voce diretta a uno di loro, quello che sarà il protagonista del mio libro.

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Il titolo del libro, “Se la vita ti offre limoni…”, è molto evocativo. Come è nato e cosa rappresenta per lei?

Il titolo del mio nuovo romanzo è nato da un modo di dire che mi ha sempre attirato molto. E poi un bel giorno mi sono detto, ma se la vita ci offre qualcosa, ad esempio limoni, possiamo sempre e solo avere una possibilità? Con dei limoni possiamo solo farci una limonata? Assolutamente no. Con dei limoni, con ciò che la vita ci offre insomma, possiamo farne diverse cose, Sta a noi sfruttare al meglio quanto abbiamo tra le mani.

Come è stato il suo percorso di scrittura di questo romanzo?

Per questo romanzo ho iniziato recuperando una vecchia sceneggiatura che avevo scritto mentre studiavo Sceneggiatura Cinematografica a Milano. In quel caso si trattava di un soggetto di commedia dissacrante, un genere più incline al cinema americano rispetto a quello italiano, ma che mi ha sempre divertito molto. Un genere di commedia che, se fatto con intelligenza, è davvero spiazzante ed esilarante. Di quella storia ho salvato parte del profilo di colui che poi sarebbe diventato Marco, il protagonista della storia, e soprattutto di Iacopo, il produttore di film hard che sarà di fatto il co-protagonista nel romanzo. Poi ho iniziato con la scrittura del soggetto, con una fase molto accurata di ricerca. Per me è poi fondamentale vivere i luoghi di cui decido di narrare, così ho cercato di scoprire il più possibile l’anima e il cuore profondo di Genova, città dove ho deciso di ambientare il romanzo. Infine, costruiti trama e intrecci, ho iniziato la stesura. Qualche mese di lavoro, per poi revisionare il tutto con due editor, prima di cercare edizioni e, di conseguenza, il fatidico “ok si stampi”.

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Marco è un personaggio complesso. Cosa l’ha ispirata a creare un protagonista con queste caratteristiche?

Amo i personaggi complessi. Così come le persone complesse. Nel caso dei personaggi, mi piace che siano figure insicure, alla ricerca di un equilibrio, alla ricerca della verità, con molti più sogni che coraggio per raggiungerli. Mi piace metterli alla prova, fare in modo che il lettore li ami e li detesti al medesimo momento. Ogni storia è priva di emozione laddove non ci siano fragilità, conflitti… Marco è tutto questo. Sa cosa vuole dalle vita, ma non sa affatto come si faccia ad ottenerlo. E come in quel libro della Mazzantini, “Nessuno si salva da solo”.

Nel romanzo, lei riesce a bilanciare leggerezza e profondità. Qual è il segreto per creare una narrazione così equilibrata?

Leggerezza e profondità sono prima di tutto il mio modo di affrontare la vita. Riuscire a sorridere e sdrammatizzare quasi tutto, senza perdere di vista la complessità e talvolta la tragicità di quanto ci accade, credo che sia il solo e unico vero gioco degli adulti. E non sapere ridere la più ciclopica delle condanne. Questa mia caratteristica narrativa nasce dall’osservazione di come io mi pongo nei confronti della vita. Raccontare al meglio si può fare solo se si vivono le proprie emozioni al meglio, fino in fondo, nel bene e nel male, tra lacrime di gioia e di dolore.

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Cosa spera che i lettori si portino a casa dopo aver letto “Se la vita ti offre limoni”?

Mi auguro che chi inciamperà in questa storia colga quello che è per me il tema più importante tra quelli trattati in quelle pagine: mai perdere la speranza, dare sempre ascolto al senso di rivincita che non ci vuole abbandonare di fronte alle avversità che inevitabilmente si interpongono tra noi e i nostri obbiettivi.

Quali sono i suoi progetti futuri come scrittore?

Ho deciso di riprendere un vecchio romanzo che avevo scritto durante gli anni di Università e rimetterci mano. Dando però al quel progetto una costruzione più ampia, forse una trilogia? Non so ancora di preciso, ma senza dubbio ci voglio lavorare per tutto questo 2025.

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mirko zullo santelli editore

Marco non sa mai scegliere tra cono o coppetta, non ha mai la risposta giusta al momento giusto e ha sempre lasciato tutto a metà. Studi, sogni, relazioni. L’unica presenza stabile nella sua vita è Maria, con cui si è fidanzato l’ultimo anno delle superiori. Lei è segretaria in uno studio legale, lui lavora come operatore video per Iacopo, bizzarro produttore di film pornografici. Questo però lei non lo sa, perché Marco è convinto che mentire equivalga a proteggere. In pochi anni diventerà socio della Capriccio Production, una delle più promettenti case di produzioni hard italiane fondata da Iacopo. E il gioco reggerà fintanto che il mercato del porno non cambierà. In bancarotta e abbandonato da Maria, che nel frattempo scopre la verità, Marco si chiede se i compromessi fatti sino ad allora con affetti e con la propria morale abbiano davvero avuto un senso. Tutto ciò che vorrebbe è provare a salvare quel futuro in cui, dopotutto, né lui né Maria sembrano avere smesso di credere.

Video recensione de “Se la vita ti offre limoni”

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