Ben tornati a tutti lettori, oggi torno con il terzo e ultimo articolo dedicato ad approfondimenti del libro “Elogio della passione” dell’autrice Carlotta Clerici, edito Ventanas edizioni. Come la scorsa volta sarà l’autrice stessa a scrivere e parlarci più approfonditamente del libro, buona lettura.
COSA VOGLIO COMUNICARE
Ho intitolato il mio romanzo « Elogio della passione » non a caso.
Troppo spesso la passione viene denigrata come un sentimento distruttivo, assimilata a una nevrosi, a una malattia. Certo, è vero, la passione distrugge, ma cosa ? A volte, spazza via dei punti di riferimento e delle protezioni che ci siamo costruiti ma che ci vanno stretti.
Come dice la vecchia professoressa di piano di Matilde, uno dei personaggi che più le sono vicini e la capiscono : «Sai, mia cara, si dice che la passione è devastante. È vero. La passione si abbatte sulla tua vita come una tempesta e ti toglie ogni certezza lasciandoti prostrata, distrutta. Ed è lì, in quel deserto a perdita d’occhio, senza un minimo appiglio, che puoi sprofondare nel nulla, certo, ma puoi anche rinascere. Non soltanto ricominciare a vivere. Rinascere. Come la fenice. Altrimenti, che senso ha?» Voglio con il mio romanzo riabilitare la passione che, per me, rappresenta un’energia vitale formidabile.
È un invito, il mio, a vivere intensamente, a non avere paura e a non essere prudenti, a correre dei rischi per realizzare i propri desideri profondi, i propri sogni, a non accontentarsi mai, a non sottomettersi alle regole stabilite, a essere esigenti con se stessi e con la vita.
Non voglio rivelare il finale, e quindi non dirò come va a finire la storia di Matilde con Francesco. Ma insisto sul fatto che, grazie a questa sferzata di energia vitale, la Matilde artista, musicista, ritrova l’ispirazione e, invece di accontentarsi di essere una buona interprete, si butta a comporre, cosa che non faceva più da tempo. Da questa passione nasce la sua musica – dalla mia è nato questo romanzo.
