Alice ha trent’anni e una vita che non le appartiene più: un lavoro che la soffoca, un amore che la spegne, un sogno che ha lasciato a impolverarsi in un cassetto. Un biglietto di sola andata per Tenerife cambia tutto. Il profumo dell’oceano, l’abbraccio del sole e un incontro che le sconvolge il cuore la portano lentamente a riscoprirsi. Ma il passato non smette di bussare alla sua porta e la felicità, a volte, richiede coraggio. Per ritrovare sé stessa, Alice dovrà imparare a lasciar andare, a inseguire ciò che la fa vibrare e a credere nel proprio talento. E quando il destino la riporterà, un anno dopo, a pochi passi da quell’amore mai dimenticato, scoprirà che il tempo sa custodire le storie più vere. Un romanzo che parla di rinascita, di sogni che non vogliono morire e di amori capaci di attendere. Perché a volte, per trovare la propria strada, bisogna prima perdersi.
Titolo: Non metterci troppo
Autore: Samantha Bianchini Locatelli
Editore: Santelli, Narrazioni clandestine
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 30 Gennaio 2026
Voto: 4/5
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Recensione
Ben ritrovati! Oggi torno a scrivervi per presentarvi una nuova collaborazione con la casa editrice Santelli. Per la collana Narrazioni clandestine, scopriamo insieme ‘Non metterci troppo’ di Samantha Bianchini Locatelli, pubblicato a gennaio 2026.
Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma agiscono come uno specchio. La vita di Alice, a trent’anni, è un riflesso in cui molti potrebbero riconoscersi: una quotidianità scandita da un lavoro alienante e da una relazione che, invece di alimentare il fuoco interiore, finisce per spegnerlo. Il fulcro della narrazione non è però la semplice fuga, quanto il faticoso e meraviglioso ritorno a sé stessi.
Il viaggio verso Tenerife non rappresenta solo uno spostamento geografico, ma un’immersione necessaria nelle proprie profondità. L’autrice esplora con estrema delicatezza la tesi centrale del romanzo, ovvero che la felicità non sia un evento fortuito ma una scelta consapevole che richiede un immenso coraggio. Attraverso il profumo della salsedine, l’abbraccio del sole e nuovi incontri che scuotono l’anima, Alice comprende che per accogliere il nuovo bisogna avere la forza di svuotare le mani dal peso del passato.
Il testo colpisce per la fluidità della narrazione, capace di scivolare tra le emozioni con una naturalezza rara che rende l’autrice una voce da tenere d’occhio per il futuro. Il focus sulla rinascita e sulla polvere tolta dai sogni dimenticati rende la lettura un’esperienza catartica, ricordandoci che perdersi non è un fallimento, ma spesso l’unico modo per tracciare finalmente una rotta autentica.
Consiglio questo libro perché è un invito potente a non accontentarsi mai. È una lettura che apre la mente a chiunque sia disposto a lasciarsi travolgere da un messaggio di speranza: il destino può anche portarci lontano, ma le storie più vere sanno custodire il proprio valore in attesa del momento giusto per fiorire. Se sentite che la vostra vita ha bisogno di un cambio di prospettiva, lasciate che la storia di Alice vi insegni come ricominciare a vibrare. Voto 4/5
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