Bentornati a tutti, cari lettori! Oggi torno a scrivervi per raccontarvi un’esperienza vissuta proprio ieri sera. Devo ringraziare la mia amica Cristina, che mi ha fatto un regalo bellissimo permettendomi di assistere all’ultima tappa del tour di Aurora Leone, intitolato Tutto scontato.
Lo spettacolo, inizialmente previsto per dicembre 2025 e poi rimandato a questo gennaio 2026, ha scelto come cornice finale lo Stradanuova Teatro Auditorium. È un piccolo gioiello nascosto nel cuore del centro storico di Genova, situato nei fondi di un palazzo nobile di Via Garibaldi: un ambiente intimo che si è rivelato perfetto per la dimensione quasi “confidenziale” della serata.
Per chi ancora non la conoscesse (anche se ormai è difficile non averla incrociata in TV o sul web), Aurora Leone, classe 1999, è uno dei volti di punta dei The Jackal. Dalla finale di Italia’s Got Talent nel 2019, la sua ascesa è stata inarrestabile: dal podio a Pechino Express alla serie Pesci Piccoli, fino all’ottimo terzo posto nell’ultima edizione di LOL – Chi ride è fuori. Una carriera costruita sulla sagacia e su una mimica travolgente.
La scena di Tutto scontato è di una semplicità disarmante: sul palco ci sono solo Aurora, una sedia che sorregge un disco di legno (simulatore d’eccezione del volante di un pullman in Mongolia) e una copia di Lotta Comunista.
Proprio il quotidiano è protagonista di uno dei momenti più esilaranti: Aurora racconta di averlo acquistato per due euro da un ambulante alla Stazione Centrale a Napoli, preso nella fretta senza guardare, per poi sbiancare una volta salita sul treno e aver realizzato cosa stesse stringendo tra le mani.
Il legame con Genova
Uno dei punti di forza della serata è stata la prima parte del monologo, interamente dedicata a Genova e alla Liguria. Non si è trattato della solita battuta di circostanza per accattivarsi la platea, ma di un pezzo strutturato, ricco di luoghi comuni sulla ligusticità che Aurora ha saputo intrecciare magistralmente con quelli legati a Napoli e alla sua Caserta.
Il filo conduttore dello show sono i cosiddetti “collegamenti forzati”: passaggi logici assurdi che l’autrice stessa spiega e sottolinea, trasformandoli in un tormentone che tiene alto il ritmo della risata.
La forza della semplicità
A soli 26 anni, Aurora Leone dimostra un coraggio fuori dal comune. In un’epoca di effetti speciali, lei ha scelto di stare sul palco per quasi due ore senza pause, interrotta solo da brevi stacchi musicali per bere un sorso d’acqua.
È uno spettacolo “nudo”, proprio come si sente lei senza occhiali (come confessa al pubblico): ci sono solo la comica e la platea. Nonostante la giovane età, che si riflette in contenuti freschi e leggeri, forse meno “impegnati” rispetto a veterani del genere ma estremamente efficaci nel loro intento di intrattenere, Aurora regge il palco con una naturalezza incredibile. Gestire il feedback immediato di un pubblico teatrale non è da tutti, e lei lo fa con la sicurezza di chi sa di avere il talento dalla sua parte.
Certo, non sono mancati piccoli momenti meno brillanti, fisiologici in un monologo così lungo, ma l’impressione finale è quella di una grande vittoria. Il messaggio finale è un invito a fregarsene del giudizio altrui, un consiglio che Aurora sembra aver già fatto suo.
Se a 26 anni è capace di gestire un tour europeo e chiudere in bellezza con un “one-woman show” di questo livello, c’è solo da chiedersi dove sarà tra dieci anni. Una fuoriclasse da tenere d’occhio.
Per rinfrescarvi la memoria, ecco dove tutto è iniziato: il monologo che ha consacrato il suo talento a Italia’s Got Talent.
