Il protagonista di questo libro, Silvio, è sterile ma la sua compagna, Alisia, è incinta. Il figlio è di un altro, e lui lo sa. Eppure tace: il silenzio è l’unico modo per continuare ad averla. Da quel momento, il tradimento diventa ossessione, l’amore si rovescia in malattia: Silvio diventa preda di una misteriosa e oscura forza, fatta di attrazione e dipendenza. Piacere e dolore, in lui, diventano un tutt’uno. Intorno, il mondo pare condividere la stessa deriva: uffici dove si recita il lavoro senza produrre nulla, città scintillanti ma infelici, social network che trasformano ogni ambizione in farsa. Alisia incarna questo tempo: vuole diventare influencer, ed è disposta a tutto pur di riuscirci, mentre Silvio, nel tentativo di sfuggire alla sua paradossale “lussuria del dolore”, sprofonda in una spirale di relazioni sessuali, sogni grotteschi, incontri con scambisti e sex therapist. Il paradosso di Fermi, scoperto una notte davanti a un documentario, diventa per Silvio la chiave per interpretare quello che vede intorno a sé: se le civiltà extraterrestri sono scomparse forse non è stato un cataclisma a distruggerle, ma la noia, l’omologazione, la fine del desiderio. E se anche la nostra estinzione fosse già iniziata e, anzi, tutti l’avessimo in tasca? Con la precisione di un entomologo e la ferocia del narratore, Francesco Mazza compone un romanzo che è nello stesso tempo confessione intima e radiografia sociale. Una storia che interroga le relazioni, il desiderio, il senso stesso della vita umana in un’epoca in cui l’uomo appare ormai superfluo.
Titolo: Estinzione
Autore: Francesco Mazza
Editore: La nave di Teseo
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 31 Ottobre 2025
Voto: 4/5
Acquista su Amazon -> linkaffiliazione
Recensione
Bentornati, cari lettori! Oggi sono felice di riprendere a scrivere per parlarvi di una splendida collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo per l’uscita di Estinzione, il nuovo libro di Francesco Mazza. Questo progetto nasce anche grazie alla sinergia con Matilde Bella, l’agente letterario con cui collaboro ormai da tempo con grande piacere.
L’autore, milanese di nascita, vanta una lunga carriera tra televisione e web come autore e interprete di video e cortometraggi satirici. Dopo aver pubblicato nel 2021 Il veleno nella coda, torna oggi in libreria con questo suo primo, attesissimo romanzo.
Il cuore del racconto risiede nello shock brutale di una scoperta capace di polverizzare ogni certezza: rendersi conto che il proprio figlio non è, in realtà, il proprio. Da questo trauma scaturisce un crollo verticale che spinge l’uomo a cedere ai propri istinti più viscerali, trasformando quella che credeva essere una vita limpida in una visione distorta, mediata da un nuovo filtro. Si ritrova così a vivere tra due mondi contrapposti: da un lato la facciata rassicurante che il mondo si aspetta, dall’altro la verità cruda che ha appena scoperto.
In questo baratro, il protagonista intraprende un percorso estremo che lo porta a esplorare i lati più oscuri del proprio animo, quelli che per troppo tempo aveva messo a tacere. È un viaggio alla ricerca del proprio limite, un’indagine profonda che gli permette di vedere la realtà per ciò che è diventata: una grande finzione. Questo contrasto appare evidente nel confronto con la sua compagna che, di pari passo con l’aumento dei suoi seguaci online, si impegna a costruire una narrazione artificiale. Ne emerge il ritratto di una società inquietante, dove l’esistenza quotidiana sembra quasi un’interruzione fastidiosa della “vita vera”, ovvero quella celebrata e mostrata sui social network.
L’epilogo vede il protagonista approdare a una consapevolezza nuova. Egli accetta che il mondo sia un luogo oscuro e artificiale, comprendendo che l’unica salvezza consiste nell’essere centrati nel proprio io, senza lasciarsi condizionare dai canoni imposti dalla società per risultare conformi. Questa ambivalenza gli apre finalmente gli occhi, offrendo un’analisi lucida sul nostro tempo. Il libro ci racconta una normalità in cui la realtà è sbiadita rispetto alla finzione digitale, una lettura che probabilmente non è adatta a chi ha sempre avuto una vita lineare e priva di scossoni.
Quando il terreno manca sotto i piedi, si arriva a conoscere se stessi fino al midollo. Mentre molte persone, abituate a un benessere costante, crollano definitivamente davanti alla prima vera avversità, il protagonista impara a risollevarsi ogni volta, ricostruendo la propria identità dalle macerie. È un testo consigliato a chi possiede uno spirito forte e non incline al giudizio, a chi sa comprendere le pieghe dell’animo umano e non si lascia intimorire da momenti di forte sensualità o scene più spinte. Pur essendo un’opera destinata a un pubblico adulto per la sua natura esplicita, la profondità del suo significato poliedrico permetterebbe persino di trarne una versione per i più giovani, qualora venissero omessi determinati episodi. Voto 4/5
E tu, avresti il coraggio di guardare dentro il tuo midollo quando tutto il resto intorno a te svanisce?
