Ben tornati a tutti lettori, continua l’appuntamento con le interviste natalizie del calendario dell’avvento in collaborazione con Be Strong Edizioni e Il Blog di Eleonora Marsella. Avevamo già avuto il piacere di chiacchierare con Gualtiero Ferrari a Febbraio di quest’anno. Vi lascio l’intervista completa di seguito.
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Di seguito invece l’intervista di oggi, buona lettura a tutti.
Può parlarci dei suoi libri pubblicati fin ora?
Certo, è un piacere. Al momento come romanzi pubblicati o all’attivo Zetabobia e Zetafobia 2 – la città morta, i primi due capitoli di una trilogia zombie ambientata a Torino e pubblicati da Delos Digital. Sempre con lo stesso editore ho pubblicato Eldorado, disponibile solo in e-book, per la collana The Tube Exposed. Con la Be Strong edizioni invece è uscito Satan’s grill, un racconto crossover horror zombie distopico. Oltre a questo ho diversi racconti in varie antologie.
Se dovesse consigliare un suo libro come regalo di Natale, a quale tipo di lettore lo suggerirebbe e perché?
Sono convinto che la letteratura del fantastico, una definizione che ricomprende moltissimi sottogeneri diversi che vanno dal Fantasy alla Fantascienza, dal Distopico all’Horror, sia grandemente sottovalutata. Consiglierei un mio libro a un lettore che non si è mai accostato a queste letture proprio per provare a farlo innamorare di più sapori forti ed esotici rispetto a quelli ai quali siamo abituati. D’altronde, se ci si riflette con attenzione, Frankenstein di Mary Shelley è considerato il primo romanzo di fantascienza, mentre il Dracula di Bram Stalker ha lasciato un segno indelebile nella cultura mondiale la cui influenza è viva ancora ai giorni nostri. Se a questi aggiungiamo capolavori come 1984 di Orwell o Fahrenheit 451 di Bradbury diventa facile rendersi conto che c’è molto da imparare sulla narrativa di genere.
Quali sono i suoi ricordi più belli legati al Natale da bambino? Come questi ricordi hanno influenzato la sua scrittura?
I Natale più belli li ho trascorsi in compagnia della famiglia a casa di mia nonna. Potrà sembrare una banalità, però erano quelle riunioni rumorose, quella convivialità, la semplice voglia di stare insieme a rendere i momenti gioiosi e fantastici. Ricordo che dopo ogni pranzo o cena se rimaneva seduti, a volte per ore, a parlare ridere scherzare. Poi si giocava a carte, mio zio faceva i suoi trucchi di magia e coi cugini si rubavano gli avanzi dal frigorifero. Eravamo tutti allegri e spensierati, colpiti da un incantesimo che sembrava non voler finire mai. Però lo devo ammettere: c’è poca traccia di quei momenti felici nella mia scrittura, d’altronde i generi che più mi appassionano raramente hanno il lieto fine.
Quali sono i suoi libri natalizi preferiti e perché?
Scegliere i libri preferiti è sempre difficile, e ridurre la lista dei candidati restringendo il campo a un genere specifico non aiuta. I titoli sarebbero tanti, troppi per citarli tutti, però le confido che Fuga dal Natale di John Grisham credo sia uno dei romanzi che meglio riesce a cogliere l’essenza della spensierata follia che questa ricorrenza porta con sé.
Quali sono stati gli obiettivi principali che si era prefissato per il 2024 come autore? In che misura li ha raggiunti?
In generale, non amo pormi obiettivi perché sono un procrastinatore seriale e non sopporto le delusioni. L’unico obiettivo che mi sono imposto con la scrittura è di divertirmi e divertire; regalare ai miei lettori un’emozione sincera e forte. Ogni volta ricevo una recensione positiva è per me una vera gioia e la spinta necessaria a proseguire.
Quali sono stati i momenti più significativi dell’anno dal punto di vista della sua carriera di scrittore?
Il 2024 è stato un anno intenso e fortunato al tempo stesso. Il mio racconto la vecchia il prete e la bambina ha vinto la 71esima edizione del NeroPremio, concorso letterario indetto da La Tela Nera. Il racconto è stato successivamente pubblicato da Silele editore nell’antologia “Il sogno del buio” e devo dire che questa vittoria mi ha riempito di orgoglio. Oltre a questo Satan’s Grill ha vinto il premio speciale Emotion al prestigioso Premio Letterario Internazionale Città dí Cattolica. In questo caso, quello che mi ha fatto piacere è stato non solo il riconoscimento in sé, ma soprattutto che a un premio così prestigioso sia stato vinto da un’opera non mainstream, evento non comune.
Quali sono i suoi progetti letterari per il 2025? Ci sono nuovi generi o temi che vorrebbe esplorare?
L’anno prossimo sono fiducioso di concludere e pubblicare il capitolo finale della saga di Zetafobia. Oltre a questo uscirò con un racconto horror zombie su antologia che verrà presentata al Salone Internazionale del libro di Torino da una prestigiosa case editrice di cui non posso ancora fare il nome. Questi sono i miei due bersagli principali, ma ho in cantiere anche altri progetti interessanti. L’ipotesi di cambiare genere per il momento non è in programma. È un salto che richiede studio e preparazione e che in questo momento non mi sento pronto ad affrontare, anche se devo ammettere che l’idea di scrivere un thriller mi solletica ormai da parecchio tempo, e non è detto che in un futuro non troppo lontano non lo faccia. Per quanto invece riguarda le tematiche, a meno di progetti particolari, vorrei staccarmi sottogenere zombie ed esplorare il buio dell’animo umano. È nell’oscurità dei nostri pensieri che si celano i mostri più terrificanti, quelli che mi farebbe piacere portare alla luce.
Come si vede evolvere come scrittore nei prossimi anni? Quali sono i suoi obiettivi a lungo termine?
Come ogni attività umana, la scrittura per evolvere richiede pratica ed edizione. Nei prossimi anni spero di avere un po’ più di tempo da dedicare alla formazione, strumento che ritengo fondamentale per chiunque voglia scrivere con soddisfazione propria e dei propri lettori. Detto questo, ho sempre visto la scrittura come un’immersione in apnea. Trattieni il fiato e scendi nelle profondità del tuo animo. Ecco, vorrei provare a trattenere il respiro un po’ più lungo per spingermi dove non sono mai arrivato prima.
